25.4792 · Interpellanza · 2025-12-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
In un servizio della SRF del 15 dicembre 2025, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) si è espresso in merito alla sufficienza energetica affermando che si tratta di una decisione personale a favore di un determinato stile di vita e che comporta rinunce. L’UFE non ritiene che sia suo compito prescrivere alla popolazione svizzera cosa e quanto può consumare. L’UFE si è inoltre detto convinto che se la Confederazione affrontasse il tema della sufficienza andrebbe incontro a resistenze piuttosto che all’adozione di comportamenti in tal senso, e che di conseguenza il potenziale è limitato.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
L’articolo 89 della Costituzione federale (Cost.) chiede una politica energetica orientata al «consumo energetico parsimonioso e razionale». In che misura la politica energetica della Confederazione tiene conto di entrambi gli aspetti (parsimonioso e razionale)?
L’articolo 89 Cost. chiede anche un approvvigionamento energetico «sufficiente». Secondo il messaggio del Consiglio federale concernente la legge sull’energia (FF 1996 IV 872), ciò non significa la copertura di tutti i bisogni, ma la copertura dei bisogni che ancora sussistono dopo aver attuato i provvedimenti di risparmio. Questo presuppone che venga data la priorità al risparmio energetico rispetto all’ampliamento dell’offerta. Il Consiglio federale continua a sostenere questa posizione?
Su quali basi tecniche o scientifiche si fonda l’affermazione dell’UFE secondo cui il potenziale della sufficienza sarebbe limitato e affrontare questo tema a livello federale susciterebbe resistenze?
Come spiega il Consiglio federale la discrepanza tra questa affermazione e i rapporti scientifici che evidenziano il potenziale delle misure di sufficienza per ridurre il consumo energetico?
Quale ruolo il Consiglio federale ritiene che lo Stato debba assumere nella creazione di condizioni quadro che favoriscano la sufficienza (secondo la definizione dell’IPCC), se la sufficienza è intesa principalmente come scelta individuale di uno stile di vita?
In che misura il Consiglio federale tiene sistematicamente conto della sufficienza nella politica energetica e climatica, in particolare rispetto alle strategie di efficienza energetica e di coerenza? Quali strumenti o misure esistenti possono essere esplicitamente ascritti alla sufficienza energetica?
Il Consiglio federale è disposto ad analizzare in modo approfondito il potenziale della sufficienza energetica e a illustrare come la sufficienza, in aggiunta all’efficienza e alle energie rinnovabili, può contribuire al raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici?
Stellungnahme des Bundesrates
Con efficienza energetica si intende il rapporto tra un beneficio e il consumo energetico. L’efficienza energetica è tanto maggiore quanto minore è l’energia utilizzata per ottenere un determinato beneficio. Con sufficienza energetica, invece, si intende la rinuncia a un determinato beneficio, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico. Ciò significa decidere consapevolmente di ridurre il consumo energetico, rinunciando in tutto o in parte al consumo di determinati beni. 1. Nell’ambito delle proprie competenze, nel definire la politica energetica, la Confederazione tiene conto del consumo parsimonioso e razionale dell’energia. Conformemente all’articolo 89 capoverso 2 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), la Confederazione può emanare principi in materia. Secondo l’articolo 89 capoverso 3 può emanare prescrizioni sul consumo energetico d’impianti, veicoli e apparecchi come pure promuovere lo sviluppo di tecniche energetiche volte al risparmio energetico. Le misure concernenti gli edifici competono ai Cantoni (art. 89 cpv. 4 Cost.). Nella pratica, la Confederazione si concentra sull’efficienza energetica, anche se ciò può comprendere decisioni consapevoli a favore di una riduzione volontaria del consumo energetico, con accento posto sulla copertura dei bisogni rilevanti. L’articolo costituzionale sulla politica energetica (art. 89 Cost.) non fornisce alcuna base che consenta alla Confederazione di definire in generale quali bisogni siano rilevanti e quali no. 2. La Costituzione federale e la legge sull’energia (LEne; RS 730.0) perseguono diversi obiettivi, tra cui ad esempio il potenziamento delle energie rinnovabili e l’impiego parsimonioso ed efficiente dell’energia. Non viene specificato quali obiettivi abbiano la priorità. Il citato messaggio concernente la legge sull’energia è basato sulle proposte della Commissione federale della concezione globale dell’energia (CGE) del 1981 (FF 1981 II 341), che raccomandava diversi obiettivi, tra cui, come finalità suprema, l’aumento del benessere. 3. Nell’ambito dell’approvvigionamento economico del Paese, la Confederazione adotta le misure necessarie in caso di gravi situazioni di penuria (art. 102 cpv. 1 Cost.). Tra queste misure figurano anche prescrizioni in merito alla sufficienza (ad es. la riduzione drastica della temperatura interna o la rinuncia all’esercizio di strutture per gli sport invernali e il wellness). Dai pareri pervenuti nel quadro della procedura di consultazione 2022/78 sulle misure di gestione nel settore elettrico (FF 2022 2868) sono emerse ampie resistenze, anche se le misure, di durata limitata, verrebbero adottate soltanto in caso di penuria di elettricità. Se la Confederazione proponesse di rinunciare a lungo termine alla copertura di bisogni, è probabile che si delineino grandi resistenze, motivo per cui il potenziale di risparmio energetico è da considerarsi limitato. 4. Le misure di sufficienza energetica comportano, per definizione, un calo del consumo energetico. A tale proposito non vi è alcuna discrepanza fondamentale tra le valutazioni della comunità scientifica e quelle del Consiglio federale. Tuttavia, come specificato alla risposta 3, il potenziale di risparmio che deriverebbe dall’affrontare il tema della sufficienza da parte della Confederazione è limitato. 5. Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) definisce la sufficienza come strumenti e attività della politica volti a evitare o limitare la domanda di risorse, per favorire così uno stile di vita appropriato entro i limiti globali. Questa discussione è portata avanti dal Parlamento e dal Popolo in occasione delle revisioni legislative attinenti alla politica climatica. La Costituzione federale riconosce alla Confederazione la possibilità di adottare misure che limitano determinate attività (ad es. introduzione delle domeniche senz’auto sulla base dell’art. 82 Cost. sulla circolazione stradale). L’articolo sulla protezione dell’ambiente (art. 74 Cost.) consente di ridurre le emissioni e preservare le risorse. Le misure che ne derivano possono ripercuotersi sul consumo di energia: dal punto di vista della politica energetica, sarebbero quindi misure di sufficienza. 6. e 7. Sono disponibili strumenti di politica climatica ed energetica che possono innescare, sia presso le imprese che presso la popolazione, misure di efficienza come pure misure di sufficienza. Un esempio di queste ultime potrebbe essere la decisione di ridurre un determinato beneficio (ad es. abbassamento della temperatura ambiente). Tra questi strumenti figura la tassa d’incentivazione sul CO₂. Il Consiglio federale ritiene appropriato continuare a discutere in modo approfondito di questo tipo di strumenti concretamente, nel quadro di revisioni legislative. Non ritiene necessario tenere conto della sufficienza in modo sistematico né elaborare una strategia in tal senso.