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Obbligo di prestare servizio di sicurezza attrattivo e generale al posto di un ridimensionamento. Sfruttare le competenze, ridurre i costi, rafforzare l'approvvigionamento e aumentare la sicurezza

26.3382 · Mozione · 2026-03-20

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare nella procedura di consultazione concernente l’introduzione di un obbligo di prestare servizio di sicurezza che comprende l’integrazione del servizio militare, della protezione civile e del servizio civile anche una variante che preveda un obbligo di prestare servizio di sicurezza generale orientato alle esigenze per tutte le cittadine svizzere e tutti i cittadini svizzeri. In questo modo si terrebbe conto dell’esigenza di una sicurezza completa anche nel sistema di milizia e, al contempo, sarebbe possibile aumentare l’attrattiva del servizio, ridurre i suoi costi e migliorare la conciliabilità con la vita professionale e la vita privata grazie a un servizio più breve.

Begründung

Con le mozioni 25.3015 e 25.3420, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di attuare l’obbligo di prestare servizio di sicurezza che raggruppi la protezione civile e il servizio civile in una nuova protezione contro le catastrofi. Ciò comporterebbe la perdita di importanti funzioni del servizio civile, come i servizi di supporto nell’assistenza sanitaria. Secondo la valutazione del DDPS, questo modello garantirebbe in modo meno durevole l’apporto di personale dell’esercito e della protezione civile, risulterebbe meno convincente in termini parità tra i sessi e comporterebbe costi più elevati. Anziché abolire il servizio civile, occorre introdurre un obbligo di prestare servizio di sicurezza generale orientato alle esigenze, che comprenda, oltre al servizio militare, anche forme di servizio in ambito di aiuto in caso di catastrofi, assistenza sanitaria, logistica e protezione delle infrastrutture critiche. Il modello norvegese può fungere da esempio: in linea di principio tutti sono soggetti all’obbligo di prestare servizio, ma di fatto prestano servizio soltanto coloro i quali sono idonei ed effettivamente necessari, ripartiti secondo le capacità, la motivazione e le esigenze. Le competenze professionali già acquisite o l’impegno volontario, ad esempio neipompieri o nel settore sanitario, devono essere utilizzate in modo coerente. Dato che il numero complessivo dei giorni di servizio da prestare rimarrebbe invariato rispetto a oggi, si avrebbe a disposizione un bacino di reclutamento più ampio. Questo permetterebbe una selezione maggiormente orientata alle competenze acquisite nella vita professionale, in modo da poter abbreviare la durata della formazione e, al contempo, aumentare i benefici per chi presta servizio e per l’architettura di sicurezza della Svizzera. Periodi di servizio più brevi per persona migliorano la conciliabilità tra vita professionale e vita privata, riducendo al contempo i costi per la Confederazione e l’economia. Alla luce della portata della riforma dell’obbligo di prestare servizio, è necessaria un’ampia discussione su diverse varianti da porre in consultazione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 30 novembre 2025 l’elettorato svizzero si è espresso nettamente contro l’iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)», che prevedeva un servizio civile obbligatorio con un’ampia gamma di servizi. Ha quindi dato seguito alle raccomandazioni del Consiglio federale. Questo chiaro risultato ha mostrato che l’estensione dell’obbligo di prestare servizio alle donne e a settori di attività supplementari non trova sostegno, soprattutto a causa dell’elevato numero di giorni di servizio da prestare e dei costi elevati. Il DDPS ha già esaminato l’obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno secondo il modello norvegese nel suo "Rapporto concernente l’ulteriore sviluppo del sistema dell’obbligo di prestare servizio" (2025) (www.vbs.admin.ch > Sicurezza > Politica di sicurezza > Sviluppo del servizio obbligatorio > Rapporti). In merito all’obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno il rapporto mette in luce diversi svantaggi problematici, in particolare per quanto riguarda la parità di trattamento in materia di servizio e nel contesto dell’uguaglianza a livello sociale generale. L’obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno comporterebbe per le donne che non prestano servizio un onere finanziario supplementare, in quanto sarebbero tenute a versare la tassa d’esenzione dall’obbligo militare, senza che vi sia un miglioramento dell’uguaglianza in altri ambiti sociali. Il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno esaminare nuovamente la combinazione tra un obbligo generale di prestare servizio e l’obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno. A ciò si aggiunge il fatto che l’ampliamento del progetto da porre in consultazione con un’ulteriore variante renderebbe più difficile attuare il chiaro mandato del Parlamento di introdurre il più rapidamente possibile l’obbligo di prestare servizio di sicurezza.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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