Problemi di cambiamento di proprietà (riversioni, heimfall, restituzione di concessioni) ostacolando lo sviluppo dei progetti idroelettrici previsti nella politica energetica nazionale?
26.3459 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La politica energetica nazionale prevede il potenziamento di impianti idroelettrici ad accumulo, elencati nell'allegato 2 della legge sull'approvvigionamento elettrico, nonché il progetto Chlus. molto importanti per aumentare la produzione di energia elettrica invernale.
A prescindere dalle eventuali opposizioni locali, la pianificazione e lo sviluppo della progettazione di questi progetti sembra non avanzare per altri motivi, infatti si trovano tutti più o meno ancora a livello di progettazione di massima.
Si parla di tempi assai dilazionati per la realizzazione con orizzonte ormai attorno al 2040.
Da una parte questioni di redditività ma anche questioni di proprietà, cioè riversioni, ritardano i processi pianificatori e di progettazione.
Infatti quasi tutti gli impianti da potenziare si trovano in fase finale della concessione e Cantoni o Comuni intendono attuare la riversione.
Situazione che vede gli attuali proprietari generalmente “partnerwerke” non particolarmente disposti ad attuare investimenti, frenando l’avanzamento della progettazione mettendo a rischio la realizzazione.
Domande:
Il Consiglio Federale è al corrente delle difficoltà nell’avanzamento della progettazione del potenziamento dei citati impianti idroelettrici ad accumulazione ?
A quale punto si trova la progettazione dei 16 progetti ?
Quali progetti sono rallentati o fermi a causa del prossimo passaggio di proprietà ?
Che cosa intende fare il Consiglio Federale per sbloccare la situazione ?
Stellungnahme des Bundesrates
Poiché negli anni precedenti la Tavola rotonda sull’energia idroelettrica i prezzi dell’energia elettrica erano bassi, il numero di progetti portati avanti era limitato. Di conseguenza sono stati integrati nell’allegato 2 della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7) anche quei progetti che non risultavano ancora in una fase molto avanzata. Anche nella migliore delle ipotesi, lo sviluppo e l’autorizzazione di progetti di tale portata necessitano diversi anni, motivo per cui non ci si può attendere che gli impianti siano già in fase di costruzione. Il Consiglio federale è del tutto consapevole dell’importanza dell’incremento di una produzione invernale controllabile per la sicurezza dell’approvvigionamento. È per questo che, entro i limiti delle competenze federali, fa del proprio meglio per sostenere l’ulteriore sviluppo e la realizzazione dei progetti di cui all’allegato 2 LAEl. Risposta alle singole domande:1. L’Ufficio federale dell’energia monitora lo sviluppo dei singoli progetti. L’effettiva realizzazione dipende in particolare dalla fattibilità tecnica, dalla redditività e dalla possibilità di ottenere un’autorizzazione. La presente interpellanza si interessa principalmente di questioni correlate alle concessioni. Dei 16 progetti (Chlus compreso), soltanto tre riguardano nuove centrali elettriche. I rimanenti 13 consistono in ampliamenti di centrali elettriche che dispongono già di una concessione. Tuttavia, in questi casi, in genere gli investimenti non possono essere interamente ammortizzati prima della fine della concessione, ovvero prima del momento della riversione. Questo problema può essere risolto mediante accordi sul valore residuo tra il concessionario e l’ente pubblico. In tal modo, però, il rischio di investimento ricade in (gran) parte su quest’ultimo o su un nuovo concessionario. È quindi comprensibile che gli enti pubblici concedenti vogliano sapere quali conseguenze finanziarie comporterebbe per loro la realizzazione di un progetto. Nel 2025 il DATEC ha discusso delle questioni correlate alle concessioni, in particolare all’indennizzo sul valore residuo, con i Cantoni di Berna, dei Grigioni e del Vallese. I Cantoni hanno affermato che dal punto di vista giuridico esiste la possibilità di stipulare accordi sul valore residuo e che avrebbero potuto trovare un’intesa con i gestori. 2. Nel caso di due progetti non vi è nessuna pianificazione in corso. Quattro progetti sono oggetto di studi di fattibilità. Altri cinque progetti si trovano in una fase preliminare o l’hanno conclusa. Per tre progetti è stata chiesta una concessione (già rilasciata o meno). Per due progetti, per i quali è stata avviata una procedura di domanda di costruzione, probabilmente non sarà necessaria una concessione. 3. Le trattative in relazione al rilascio della concessione, come pure della riversione di impianti esistenti, sono di competenza degli enti pubblici concedenti. La Confederazione non è coinvolta. Di conseguenza, il Consiglio federale non dispone di una panoramica dei progetti bloccati a causa dell’avvicinarsi della scadenza della concessione o di quelli che non vengono sviluppati ulteriormente. Per molti progetti sono in corso trattative sulla riversione o sull’indennizzo sul valore residuo, ma non sono ancora state prese decisioni. Nel caso di singoli progetti (ad es. Marmorera) è ufficialmente noto che il concessionario attuale non sviluppa ulteriormente il progetto finché non ha la certezza di essere coinvolto per la prossima durata di concessione. 4. Il problema del valore residuo è già stato affrontato nella mozione 23.3021 Garantire gli investimenti mirati ad ampliare e modernizzare gli impianti idroelettrici. Questa chiedeva di adeguare la legislazione affinché i progetti di ampliamento e modernizzazione potessero essere realizzati anche se l’ente pubblico e il titolare della concessione non riescono a trovare un accordo. Il Consiglio federale ha proposto di accogliere la mozione, dicendosi disposto ad esaminare i pro e i contro di una regolamentazione a livello legislativo nonché altre misure. La mozione è tuttavia stata respinta dal Consiglio degli Stati.