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Divieto di finanziamento di moschee e luoghi di culto islamici da parte di Stati che sostengono terroristi, violano i diritti umani e perseguitano i cristiani

26.3623 · Mozione · 2026-06-11

Dipartimento di giustizia e polizia

Depositato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare disposizioni legislative che consentano di vietare il finanziamento diretto o indiretto di moschee, luoghi di culto islamici e altri centri islamici se il finanziamento proviene da Stati che:

  • si presume sostengano gruppi terroristici;

  • violano la Dichiarazione universali dei diritti umani;

  • perseguitano e opprimono i cristiani per la pratica del loro credo o permettono che i cristiani siano perseguitati e oppressi sul loro territorio.
    Le informazioni vanno raccolte basandosi sulle pubblicazioni di istituzioni di soccorso di pubblica utilità (p. es. la «World Watch List» di Porte Aperte).

  • Vanno inoltre impedite le pratiche volte ad eludere i divieti summenzionati.

Begründung

L'iniziativa si concentra specificamente su una categoria particolare e problematica di finanziatori: gli Stati che sostengono il terrorismo, violano sistematicamente i diritti umani o perseguitano i cristiani. Questi tre criteri di divieto non sono categorie politiche arbitrarie, ma si basano su criteri oggettivamente verificabili e riconosciuti a livello internazionale. I finanziamenti dai Paesi arabi e dalla Turchia non sono casuali, ma sono il frutto di un calcolo preciso, ossia quello dell’influenza statale. La Svizzera deve difendersi dai tentativi di importare nel nostro Paese, tramite ingenti somme di denaro, forme radicali e politicizzate dell’Islam. Il principio di reciprocità conferisce all’intervento un’ulteriore legittimità democratica: non si comprende infatti il motivo per cui fondi provenienti da Stati che perseguitano i cristiani per la pratico del loro credo possano finanziare liberamente infrastrutture religiose nel nostro Paese. Con la sua legge sull’Islam, nel 2015 l’Austria ha indicato la via da seguire: il presente intervento collega in modo mirato il divieto di finanziamento dall’estero con caratteristiche problematiche di attori stranieri. In ultima analisi ciò torna a vantaggio anche delle comunità musulmane disposte a integrarsi, molte delle quali tengono a precisare di non ricevere finanziamenti da Stati islamici o enti stranieri; un divieto legale rafforza proprio questa credibilità e tutela queste comunità da una vicinanza indesiderata ad attori mossi da ragioni geopolitiche.

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