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26.3694 · Interpellanza · 2026-06-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Depositato

Wortlaut

Dal Rapporto educativo svizzero 2026 emerge che l’obiettivo di un titolo del secondario II per il 95 per cento dei giovani sotto i 25 anni, stabilito da Confederazione e Cantoni quasi vent’anni fa, non è ancora stato raggiunto. Anzi: si assiste addirittura a una lieve regressione di tale quota, che a livello nazionale si attesta oggi al 90 per cento. Da notare che questo obiettivo (definito dalla CDPE «l’obiettivo politico più importante perseguito in modo congiunto da Confederazione e Cantoni nel settore della formazione») non è mai stato raggiunto.

Stando al Monitoraggio della povertà pubblicato dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali nel 2025, le persone che non vantano un titolo del secondario II sono molto più esposte al rischio di povertà. È però vero anche il contrario, ovvero che l’origine socioeconomica influenza fortemente la possibilità di ottenere un titolo di questo tipo. Si tratta di un circolo vizioso senza fine: la povertà riduce la possibilità di formazione e l’assenza di formazione fa aumentare il rischio di povertà.

Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Come spiega quanto riportato nel Rapporto educativo svizzero, ovvero che l’obiettivo politico sopra esposto non sia ancora stato raggiunto?

  2. Quali misure supplementari intendono adottare Confederazione e Cantoni per raggiungere l’obiettivo?

  3. Quali misure supplementari prevede la Confederazione nel quadro della prevenzione della povertà per poter spezzare il circolo vizioso della precarietà socioeconomica e dell’accesso alla formazione?

  4. La futura strategia nazionale contro la povertà comprenderà anche il campo d’azione della formazione e della scolarità obbligatoria? In caso di risposta affermativa, tramite quali misure? In caso di risposta negativa, perché?