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96.1060 · Interrogazione ordinaria · 1996-06-20

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le esportazioni di materiale bellico delle imprese di armamento federali hanno denotato negli ultimi dieci anni grandi oscillazioni:

Totale delle esportazioni di materiale bellico/ Esportazioni di materiale bellico delle imprese della Confederazione / in % rispetto al totale delle esportazioni di materiale bellico

1985: 540 Mio. franchi / 3,3 Mio. franchi / 0.6%

1986: 488 Mio. franchi / 5,5 Mio. franchi / 1,1%

1987: 578 Mio. franchi / 10,8 Mio. franchi / 1,8%

1988: 504 Mio. franchi / 19,9 Mio. franchi / 1,8%

1989: 390 Mio. franchi / 4,4 Mio. franchi / 1,1%

1990: 329 Mio. franchi / 2,3 Mio. franchi / 0,7%

1991: 326 Mio. franchi / 3,1 Mio. franchi / 0,9%

1992: 258 Mio. franchi / 3,6 Mio. franchi / 1,4%

1993: 260 Mio. franchi / 6,6 Mio. franchi / 2,5%

1994: 221 Mio. franchi / 4,2 Mio. franchi / 1,9%

1995: 141 Mio. franchi / 12,8 Mio. franchi / 9,1%

Dalle cifre non si riscontra alcuna tendenza verso un continuo aumento delle esportazioni delle imprese d'armamento della Confederazione. Nel periodo in questione il totale delle esportazioni di materiale bellico ha subito in verità una forte diminuzione. Con circa il 9 percento, la partecipazione delle imprese d'armamento è perciò nel 1995 relativamente alta. Più importante è il fatto che le esportazioni di materiale bellico da parte delle imprese di armamento rivestono una sempre minore importanza se considerate in rapporto al resto della loro attività. Sul totale di una cifra d'affari di 800 milioni di franchi nel 1995, tali esportazioni costituiscono soltanto circa l'1,6 percento.

Le nazioni cui è destinato il materiale sono soprattutto le seguenti (in ordine alfabetico): Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Singapore, Stati Uniti e Svezia. Al di fuori di detto gruppo di Stati, sono state autorizzate singole esportazioni a destinazione dei seguenti Stati: Arabia Saudita, Australia, Colombia, Egitto, Grecia, India (via Francia), (ex-)lugoslavia, Malesia, Polonia, Portogallo, Spagna, Sudafrica e Tailandia. Sia per frequenza sia rispetto al loro volume, si tratta tuttavia di affari di scarsa importanza, che in parte risalgono a qualche anno fa (p. es. Colombia e (ex-)lugoslavia).

Il materiale esportato è costituito per la maggior parte di polvere da sparo, munizioni, parti di munizione nonché parti di velivoli. L'anno scorso l'Impresa svizzera di sistemi d'arma (SW) ha potuto inoltre eseguire una fornitura più importante per l'aumento dell'efficienza in combattimento degli obici blindati dell'esercito austriaco. Le esportazioni, viste globalmente, non rappresentano alcun problema né in riferimento all'oggetto, né riferite alle nazioni destinatarie. Il Consiglio federale non vede perciò alcun motivo di modificare l'attuale e sperimentata prassi.

2./3. Anche in futuro le imprese dell'Aggruppamento dell'armamento dovranno essere attive in primo luogo per la difesa nazionale. Il mantenimento di una capacità industriale nei settori centrali importanti per la difesa nazionale rappresenta un importante obiettivo della nostra politica d'armamento. Il fabbisogno limitato dell'esercito nonché la riduzione delle spese d'armamento esigono che le capacità delle imprese siano sfruttate economicamente nei settori civile e militare nell'ambito delle esportazioni legalmente consentite. Ciò permette ad esempio di ammortizzare cospicui investimenti iniziali mediante la produzione di un maggior numero di pezzi. Da ciò trae vantaggio in ultima analisi anche la Confederazione, poiché in questo modo le forniture per il DMF sono assicurate a condizioni più vantaggiose.

4. Le imprese d'armamento hanno partecipato negli ultimi anni a diverse fiere commerciali internazionali. Non si può tuttavia parlare di una loro crescente presenza. Fiere commerciali internazionali rappresentano per le imprese importanti stimoli e costituiscono un banco di prova internazionale su cui mettere a confronto, in modo efficace ed evidente, le proprie prestazioni.

5. Il Consiglio federale si rifiuta di porre limitazioni nell'esportazione di materiale bellico alle imprese d'armamento nella loro nuova forma giuridica. La legge federale sul materiale bellico sottoposta attualmente a revisione rappresenta una base sufficiente. Un divieto generale delle esportazioni di materiale bellico nei confronti di queste imprese rappresenterebbe una limitazione ingiustificata della loro attività commerciale svantaggiandole in rapporto alle altre imprese dell'economia privata. Renderebbe inoltre più difficile il raggiungimento dello scopo perseguito con il cambiamento della forma giuridica, ossia quello di poter stringere nuove alleanze e contraddirebbe per di più l'imperativo della parità di trattamento.

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