96.3401 · Interpellanza urgente · 1996-09-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza secondo cui le PMI rivestono una notevole importanza per l'economia svizzera e per la situazione occupazionale. A questo riguardo svolge un ruolo importante anche la concessione di crediti a queste imprese. Il forte aumento delle riserve delle banche svizzere significa che gli istituti finanziari sono sempre meno inclini ad accordare crediti. Ciò è dovuto al fatto che, negli ultimi anni, i rischi di fallimento sono considerevolmente aumentati e, in parte, al fatto che, non di rado, durante il boom degli anni Ottanta sono stati concessi con troppa leggerezza crediti che in seguito non hanno potuto essere rimborsati. Questa situazione, unitamente alla debole congiuntura, ha fatto sì che le banche hanno ridotto, nell'anno in corso, la loro attività creditizia. Alla fine di giugno 1996, il volume totale dei crediti interni era progredito del 2,4% rispetto all'inizio dell'anno rispettivamente dello 0,7% nei confronti del primo trimestre. Le statistiche esistenti non permettono di effettuare una ripartizione dei crediti secondo le dimensioni delle imprese.
Attualmente la valutazione delle opportunità e dei rischi nelle operazioni di credito bancario è diventata senza dubbio più difficile. Sarebbe tuttavia auspicabile che anche le banche assumessero un atteggiamento un po' più determinato, sfruttando in particolare le risorse offerte dai nuovi strumenti di gestione dei rischi. Una tale politica, unitamente ad altri servizi (consulenza, intermediazione di contatti, ecc.) consentirebbe di apportare, segnatamente alle giovani imprese, un aiuto decisivo.
2. Il finanziamento delle imprese spetta in linea di massima all'economia privata. Nel nostro Paese esiste senza dubbio un numero considerevole di istituti finanziari che dispongono di sufficiente liquidità per far fronte ai bisogni. All'ente pubblico incombe unicamente un ruolo molto sussidiario; esso interviene per esempio facilitando la concessione di fideiussioni alle PMI (cfr. cifra 5) o nell'ambito della politica regionale. In particolare, le iniziative della fondazione PMI Svizzera meritano di essere sostenute e sviluppate, in modo da costituire con le altre organizzazioni economiche e con le banche veri centri di competenza regionali per aiutare le nuove imprese a trovare finanziamenti. Il Consiglio federale non può sottrarre alle banche la responsabilità della valutazione dei rischi. Esso auspica tuttavia che le esperienze negative del crac immobiliare non inducano le banche a dar prova di una reticenza eccessiva nella concessione di crediti. Occorre a tale proposito accordare una sufficiente attenzione non solo ai criteri propri dell'economia aziendale, ma anche, come finora, alle qualifiche personali degli imprenditori.
3. Un obbligo di partecipare a un fondo di capitale di rischio è manifestamente rifiutato dagli interessati e non corrisponderebbe alla filosofia del nostro sistema di previdenza professionale. Un tale obbligo comporterebbe una responsabilità della Confederazione per eventuali perdite, il che non è auspicabile. Nella misura in cui si tratta di garantire rendite future, le disposizioni e soprattutto le pratiche attuali mettono l'accento sulla sicurezza e non incoraggiano particolarmente tali investimenti nelle nuove imprese, pur non vietandoli. Investimenti rischiosi possono essere effettuati unicamente in funzione delle capacità individuali di ogni cassa pensioni ad assumersi rischi. Incentivi fiscali non entrano in considerazione in quanto le casse sono già esonerate dalle imposte. Siccome gli istituti di previdenza sono completamente responsabili della loro strategia d'investimento, occorre promuovere una vera e propria cultura dei capitale di rischio piuttosto che creare nuovi obblighi legali. In questo spirito, il Consiglio federale approva gli sforzi dell'economia privata, segnatamente nella regione di Basilea, intesi ad istituire una borsa per le nuove imprese.
4. Le cifre estremamente modeste relative agli investimenti destinati alla creazione di imprese, rivelate dall'ultima inchiesta annuale sul capitale di rischio in Svizzera, confermano purtroppo la tendenza constatata nel rapporto del Consiglio federale del marzo 1995, anche se nel frattempo si è registrato un rallegrante aumento nella fondazione di nuove società. Il Consiglio federale non resta inoperoso: in particolare esso ha posto in consultazione provvedimenti atti ad alleggerire il carico delle nuove imprese, segnatamente aumentando la franchigia del diritto d'emissione a un milione de franchi. Altri incentivi fiscali sono parimenti in fase di studio, ma, prima di pronunciarsi, il Consiglio federale ritiene opportuno attendere i risultati dei lavori della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, che ha incaricato una sottocommissione di studiare le questioni del capitale di rischio con il sostegno dell'amministrazione. La supervisione di progetti di nuove imprese nell'ambito della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) dovrebbe altresì permettere di aumentare le probabilità di successo per le nuove imprese attive nel settore delle tecnologie d'avanguardia. Questo programma sperimentale dovrebbe consentire di accumulare e di sviluppare un'esperienza particolarmente importante in questo campo.
5. Un'analisi strutturale effettuata nel 1995 ha evidenziato che, nella sua concezione attuale, il sistema di fideiussioni delle arti e mestieri non è più in grado di soddisfare completamente le esigenze moderne, ma che rappresenta tuttora per numerose PMI uno strumento molto utile per garantire il loro finanziamento. Il progetto "Fideiussione 2000", elaborato da un ufficio privato e seguito attivamente da rappresentanti di tutte le cerchie interessate è ormai quasi concluso. Sulla base di tale modello, che va ancora concretizzato nei dettagli, occorrerà semplificare le strutture, rendere più flessibili le procedure e uniformare le formalità. Inoltre vanno offerte, sussidiariamente alla copertura dei rischi, prestazioni di consulenza e di assistenza. Siccome le cooperative di fideiussione svolgono la loro attività in un campo che presenta rischi maggiori, esse avranno bisogno anche in futuro di un certo sostegno da parte dell'ente pubblico. La disponibilità delle banche e di altre cerchie economiche a dotare di sufficiente capitale proprio le cooperative di fideiussione sarà tuttavia determinante per condurre a buon fine la soluzione adottata.
6. La collaborazione delle PMI con le scuole universitarie e in particolare con le future scuole universitarie professionali viene promossa attraverso la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Questa commissione costituisce lo strumento chiave della Confederazione per promuovere la ricerca con finalità economiche e quindi per accelerare la trasposizione delle acquisizioni scientifiche in applicazioni commerciabili. Conformemente al mandato conferito dal Parlamento, essa persegue l'obiettivo di realizzare l'80 per cento dei suoi progetti con le PMI. Grazie ad un ulteriore aumento degli aiuti a favore delle PMI per la preparazione dei progetti, la CTI è riuscita ad aumentare già all'85 per cento la quota destinata alle PMI per il 1996. La quota delle PMI progredisce parimenti nella ricerca sostenuta dal DFI e dovrebbe raggiungere il 40 per cento per i programmi prioritari.
I centri di competenza istituiti nell'ambito dei programmi di azione CIM e MICROSWISS offrono attivamente e di loro iniziativa servizi mirati alle PMI. Al termine dei programmi di azione, la maggior parte dei centri di competenza verranno trasferiti presso le future scuole universitarie professionali (SUP). Uno dei tre elementi del mandato di tali SUP è proprio quello di sviluppare queste competenze e di d'intensificare la cooperazione tecnologica con le PMI. Tale sviluppo richiederà presumibilmente un aumento dei crediti destinati a questi compiti a decorrere al periodo 2000 - 2003.