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97.3459 · Interpellanza · 1997-10-08

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1.Con la revisione dell'articolo costituzionale sulle lingue (art. 116 Cost.), approvata a larga maggioranza di popolo e Cantoni nella votazione del 10 marzo 1997, la politica linguistica della Confederazione, che si fonda sul quadrilinguismo della Svizzera, ha trovato ampiamente conferma. Ne risulta che tuttora la ricchezza linguistica e culturale in genere della nostra collettività plurilingue ha una notevole importanza di ordine politico per l'identità nazionale. L'importanza sempre maggiore dell'inglese quale lingua di comunicazione globale rappresenta effettivamente una sfida per il modello di plurilinguismo svizzero. La sua crescente popolarità ha ripercussioni dirette sui nostri sistemi formativi. I poteri pubblici sono tenuti a seguire questi sviluppi con la dovuta attenzione e a prendere le necessarie misure, a seconda della loro competenza, per la coesistenza di una collettività plurilingue.

2.Il Consiglio federale è convinto che la comunicazione nelle lingue nazionali tra le comunità linguistiche sia un fattore importante per la comprensione interculturale. Conoscenze sufficienti di una seconda o addirittura di una terza lingua nazionale facilitano l'approccio con le altre comunità culturali, permettono gli scambi oltre le frontiere linguistiche e promuovono quindi la coesione nazionale. Una crescente emarginazione delle lingue nazionali dai sistemi formativi a favore dell'inglese avrebbe senz'altro effetti negativi sulla comprensione interculturale in Svizzera.

Vi sono anche indicatori che suggeriscono una relativizzazione di questo sviluppo. Una ricerca condotta per esempio sulla base dei risultati del censimento della popolazione del 1990 ha appurato che nella Svizzera tedesca sono più numerose le persone che sul posto di lavoro usano il francese che non l'inglese.

3.La Svizzera, come del resto anche l'Unione europea, si trova di fronte a una doppia sfida: da un lato deve salvaguardare la varietà linguistica e culturale, dall'altro deve consentire ai suoi cittadini di accedere alle informazioni e ai mercati mondiali. Il più frequente uso dell'inglese non compromette direttamente la varietà linguistica della Svizzera, ma costituisce una sfida supplementare per la Svizzera plurilingue. Si tratta di accettare questa sfida e di predisporre le misure adatte per salvaguardare e promuovere la competenza linguistica nelle lingue nazionali, senza tuttavia ostacolare per principio l'apprendimento dell'inglese quale lingua di comunicazione globale.

Il Consiglio federale ha applicato misure concrete per gli ambiti in cui l'utilizzazione delle lingue nazionali e ufficiali rientra nelle sue competenze. L'ordinanza del 19 giugno 1995 disciplina le traduzioni nell'amministrazione generale della Confederazione, garantendo così la comunicazione nelle lingue ufficiali tra i cittadini e la Confederazione. Tutti gli agenti dell'amministrazione federale hanno poi la possibilità di impiegare la loro lingua madre come lingua di lavoro. Con le nuove istruzioni del 19 febbraio 1997 concernenti la promozione del plurilinguismo, il Consiglio federale si propone di migliorare notevolmente la situazione del plurilinguismo sia istituzionale che individuale nell'amministrazione generale della Confederazione. Ulteriori provvedimenti verranno presi nel quadro dell'applicazione dell'articolo costituzionale sulle lingue (cfr. punti 5 e 6).

La scuola elementare e gran parte dell'insegnamento a livello secondario superiore sono di competenza dei Cantoni. Considerati gli attuali sviluppi linguistici e la sfida che ne risulta per il settore formativo, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha affidato a un gruppo di lavoro l'elaborazione di un piano linguistico globale, sulla base del quale formulare nuove raccomandazioni ai Cantoni. Se l'inglese dovesse diventare materia obbligatoria, ciò non può tuttavia avvenire a scapito delle lingue nazionali. Il Consiglio federale ritiene che la conoscenza e la padronanza delle lingue nazionali rappresenti una grande opportunità e contribuisca sostanzialmente alla comprensione reciproca in ambito nazionale e internazionale.

Nella regolamentazione del 1995 concernente il riconoscimento della maturità, la Confederazione e la CDPE hanno tuttavia assegnato alle lingue nazionali svizzere una posizione privilegiata rispetto all'inglese. I ginnasi sono obbligati infatti a proporre tutte le lingue nazionali come materie di maturità, mentre non sono tenuti a fare altrettanto per l'inglese.

4.In qualità di istituti della Confederazione, i politecnici di Losanna e Zurigo e l'Istituto Paul Scherrer (PSI), l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (FNP), il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (LPMR) e l'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (IFADPA), loro annessi, contribuiscono notevolmente a tutelare il plurilinguismo in Svizzera.

Nei due politecnici federali l'insegnamento avviene in tedesco e francese. Vari maturandi della Svizzera tedesca preferiscono il Politecnico di Losanna a quello di Zurigo, perché oltre a studiare possono perfezionare per così dire gratuitamente la seconda lingua ufficiale. I due politecnici promuovono poi lo scambio dei loro studenti che hanno la possibilità di recarsi per un sememstre o un anno nell'altro ateneo senza dovere prolungare gli studi.

Il Politecnico di Zurigo dispone di un'assai attiva e variata facoltà di scienze umanistiche e sociali. La frequenza di corsi proposti da questa facoltà è obbligatoria per tutti gli studenti. Tra l'altro, vi si possono seguire corsi di letteratura tedesca, francese, italiana, romancia e inglese, di storia generale, storia svizzera, storia e filosofia della scienza.

Così come sono strutturati, i due politecnici tengono conto delle varie regioni linguistiche. Il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS), un'unità scientifica del Politecnico di Zurigo, per esempio, è ubicato a Manno. L'FNP con le sue installazioni Antenne romande (a Ecublens) e Sottostazione Sud delle Alpi (Bellinzona) garantisce che le esigenze della Svizzera romanda e del Ticino confluiscano nella ricerca e che i risultati vengano messi a disposizione di tutte le regioni della Svizzera per l'ulteriore utilizzazione.

Infine, i politecnici promuovono, insieme alle università cantonali e alle accademie scientifiche, la discussione nei settori formazione, scienza e tecnologia a livello svizzero mediante la partecipazione alla rivista Vision che appare in tedesco e francese.

5.Nel piano di legislatura 1995 - 1999, il Consiglio federale ha affidato al Dipartimento federale dell'interno (Ufficio federale della cultura) i preparativi per una legge sulle lingue ufficiali e per una legge di promozione della comprensione e degli scambi tra le comunità linguistiche. Per il 1998 è prevista la consultazione del progetto di legge sulle lingue ufficiali e per la fine dello stesso anno la sua approvazione da parte del Parlamento.

La legge sulla comprensione e sugli scambi implica lavori preliminari di dimensioni notevoli. In questo ambito si è svolto anche il convegno PUNTS nel 1996 che ha consentito di tematizzare le esigenze delle organizzazioni e istituzioni impegnate nella comprensione e negli scambi tra le comunità linguistiche in un catalogo di misure. L'elaborazione di un piano in vista della legge sulla comprensione presuppone tuttavia anche dibattiti approfonditi con le istituzioni che assumono un ruolo essenziale nell'applicazione di misure concrete, specificamente con i rappresentanti della stampa, del settore formativo, dell'economia, delle associazioni giovanili e con le istituzioni fino ad oggi attive nell'ambito degli scambi culturali. I preliminari si protrarranno probabilmente per tutto il 1998. I risultati saranno riassunti in un rapporto dell'Ufficio federale della cultura.

6.In base al decreto del Consiglio nazionale del 16 marzo 1994, il Consiglio federale ha anche l'incarico di integrare nella legge citata l'iniziativa parlamentare Robert del 18 dicembre 1992 concernente la promozione dell'educazione bilingue. Le perizie necessarie in vista della legge chiariranno anche in che misura la Confederazione può o deve sostenere le misure per la promozione di metodi innovativi per l'insegnamento delle lingue. La decisione di base quanto all'introduzione di nuovi metodi già sperimentati nella pratica spetta tuttavia ai Cantoni.

Risposta del Consiglio federale.