98.1013 · Interrogazione ordinaria · 1998-03-03
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
In seguito a moti di guerra civile, nel maggio del 1993 siamo stati costretti a chiudere il consolato svizzero a Lomé, trasferendo ad Accra la tutela degli interessi del nostro Paese.
La rappresentanza svizzera ad Accra riserva ai cittadini togolesi il medesimo trattamento destinato a tutti gli altri stranieri con obbligo di visto d'entrata. I richiedenti che devono affrontare lunghi spostamenti - nel Ghana si giunge a distanze di 900 chilometri - godono tuttavia della precedenza rispetto agli abitanti del posto.
Conformemente alle indicazioni dell'Ufficio federale degli stranieri, in determinate circostanze le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere sono autorizzate a rilasciare autonomamente i visti che loro competono. Quando i richiedenti adempiono le condizioni di entrata in Svizzera e forniscono la documentazione necessaria, i visti vengono rilasciati il giorno stesso, nel giro di qualche ora. Di norma è necessario un solo colloquio personale, ma se le richieste sono incomplete (ad esempio nel caso in cui la persona non ha preso contatto con la nostra rappresentanza diplomatica e fornisce pertanto una documentazione lacunosa), il richiedente è invitato a completarle, ed è pertanto momentaneamente rinviato. Nel 1997 la nostra rappresentanza ad Accra ha rilasciato 178 visti a cittadini togolesi, e ciò non ha comportato un eccessivo sovraccarico di lavoro.
Nel caso di visti che non sono di competenza delle rappresentanze diplomatiche ma spettano all'Ufficio federale degli stranieri e ai relativi uffici cantonali di polizia, la procedura richiede naturalmente più tempo.
Per rafforzare la presenza svizzera in Togo, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha di recente nominato un console onorario a Lomé. La procedura di riconoscimento da parte del Togo è ancora in corso. L'Ufficio federale degli stranieri autorizzerà il console onorario a rilasciare autonomamente visti d'entrata nel nostro Paese; a causa dei suoi impegni professionali, egli non potrà tuttavia incaricarsi di tutte le pratiche, che resteranno di competenza dell'ambasciata di Accra.
Risposta del Consiglio federale.