99.3062 · Interpellanza · 1999-03-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Cantone Ticino sta vivendo una preoccupante erosione di posti di lavoro, non solo da parte di aziende private con sede oltre Gottardo, ma pure da parte della Confederazione e di sue aziende. L'ultimo esempio è quello della Swisscom che ha deciso di spostare (non di sopprimere) 35 posti di lavoro qualificati dal Cantone Ticino oltre Gottardo (più precisamente a Neuchâtel, Thun e Berna). È mai possibile che queste scelte debbano farsi sempre in una sola direzione, negativa per il Cantone Ticino, mentre nessuno prende in considerazione la dislocazione di certe attività e uffici anche al sud delle Alpi o in altre zone periferiche?
Chiedo quindi al Consiglio federale:
1. se è disposto ad assistere tranquillamente a questa politica di smantellamento di posti di lavoro in Ticino e di spostamento e creazione di altri posti oltre Gottardo;
2. se non ritiene che sia urgente prendere delle misure positive verso una regione che è già confrontata con una difficile situazione economica;
3. se non ritiene sia giunto il momento di mostrare con dei fatti concreti e non solo con parole e dichiarazioni di principio che intende agire con tempestività, dando all'amministrazione federale e alle aziende di sua proprietà delle istruzioni precise affinché si rinunci a sopprimere posti di lavoro in Ticino e in altre zone periferiche per semplicemente spostarli altrove e si cerchi invece di insediare in questo cantone altri uffici federali.
4. Con questo non pretendo assolutamente che si mantengano nel cantone o in altre zone periferiche posti destinati a essere definitivamente eliminati. Sovente ciò costituisce un'evoluzione normale e indispensabile. Occorre però cercare anche delle compensazioni ragionevoli.
Perché questo problema è visto solo in una direzione e nessuno pensa che il Cantone Ticino potrebbe pure rappresentare una localizzazione interessante per attività da svolgere per tutta la nazione?
5. Il Consiglio federale accettò si è dichiarato disposto il 2 dicembre 1996 ad accettare il mio postulato 96.3294 che richiedeva la decentralizzazione di uffici federali in espansione, perché è più facile spostare servizi e uffici che crescono che non strutture già esistenti. Le attuali infrastrutture informatiche consentono un lavoro decentralizzato. Manca però la volontà politica per agire in questa direzione. Il mio postulato mantiene tuttora la sua attualità, ma è rimasto senza effetti. Anzi l'8 marzo 1999 il Consiglio federale risponde ancora negativamente a l'interpellanza Pelli 98.3604 che richiedeva la collocazione nel Cantone Ticino del futuro Ufficio centrale per l'assistenza giudiziaria in materia penale. Per dire di no le giustificazioni esistono sempre!
Non è ora che il Consiglio federale affronti con più coraggio questo tema? È pronto a dare una risposta concreta di grande importanza politica anche per il cantone?
6. Chiedo se il Consiglio federale è pronto a incaricare subito un ristretto gruppo di lavoro di affrontare queste richieste e di presentare entro la fine dell'estate 1999 delle proposte concrete su attività e uffici da ubicare anche nel Cantone Ticino in brevi tempi secondo un preciso programma?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'interpellante riguardo alla riduzione del personale in Svizzera e in particolare nelle regioni periferiche. Come dimostra la seguente statistica dell'Ufficio federale del personale, in Ticino la riduzione del personale è attribuibile esclusivamente agli esercizi in regìa. Da anni gli effettivi di personale dell'Amministrazione generale della Confederazione in Ticino sono praticamente costanti. La soppressione parziale di posti in seno al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport è compensata da aumenti nei settori della Cancelleria federale, dell'Amministrazione federale delle dogane, dell'Ufficio federale dei rifugiati, dell'Ufficio federale dello sport e dell'Ufficio federale della cultura.
Negli ultimi anni l'evoluzione dei posti di lavoro federali in Ticino è stata la seguente:
Nell'anno 1991 nell'Amministrazione generale della Confederazione: 1457 posti di lavoro; PTT (Posta e Swisscom): 2951; FFS: 3386; totale: 7794.
1994: 1438; 2915; 3125; 7478.
1996: 1444; 2780; 2821; 7045.
1998: 1459; 2396; 2597; 6452.
Differenza 1991-1998: +2 (0 percento); -555 (-19); -789 (-23); -1342 (-17).
2. Per quanto giustificabile dal punto di vista economico e aziendale, il Consiglio federale si adopera per creare posti di lavoro anche in Ticino.
Oltre a ciò, in Canton Ticino sono applicabili numerosi strumenti di politica regionale della Confederazione che, direttamente o indirettamente, contribuiscono a creare ed a garantire posti di lavoro: aiuti finanziari a favore delle zone di rilancio economico; aiuto agli investimenti secondo la legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane; "Regio plus"; Interreg; Innotour; credito alberghiero; ecc.
3. Il Consiglio federale non è rimasto inattivo e non si limita a dichiarazioni di principio. Nella misura del possibile vengono pure realizzati progetti concreti. Esempi al riguardo sono il Centro svizzero di calcolo scientifico del Politecnico federale a Manno (investimento di circa 30 milioni di franchi e 50 posti di lavoro supplementari), il massiccio ampliamento del Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero (investimento di circa 50 milioni di franchi e 10 posti di lavoro supplementari) o il risanamento del Museo Vela di Ligornetto (investimento di circa 7 milioni di franchi e 5 posti di lavoro supplementari).
Occorre pure evidenziare che con la riforma di PTT e FFS il legislatore ha attuato una chiara separazione tra responsabilità politica e imprenditoriale. Ne consegue che il settore operativo è unicamente di competenza degli organi dell'impresa. Il Consiglio federale è tuttavia conscio della sua responsabilità quale azionista unico o di maggioranza. Nei suoi obiettivi strategici ha perciò obbligato le FFS a tener conto delle richieste regionali di posti di lavoro nel quadro delle possibilità economico-aziendali.
Inoltre, si deve rammentare che per quanto concerne il rapporto tra posti di lavoro federali e totale di persone occupate, il Canton Ticino è sempre ancora largamente sopra la media svizzera.
4. Le decisioni relative all'insediamento di nuovi posti di lavoro non vengono mai prese secondo punti di vista unilaterali. Finora la riduzione del personale operata in Ticino a livello di Amministrazione generale della Confederazione è stata pienamente compensata. Questo fatto merita la dovuta considerazione, visto che ha potuto essere realizzato con un effettivo di personale complessivo considerevolmente ridotto dal Parlamento. A seguito del mandato di prestazioni, le aziende della Confederazione dispongono di un margine di manovra nettamente minore. Nell'elaborazione delle loro decisioni esse sono tuttavia tenute a tener conto, nel limite del possibile, delle necessità regionali.
5. Il Consiglio federale si adopera continuamente per mantenere i posti di lavoro federali in Ticino e finora vi è riuscito per quelli dell'Amministrazione generale della Confederazione. Anche in futuro accorderà la massima priorità a questa richiesta. A questo riguardo, le possibilità degli esercizi in regìa sono limitate dal mandato di prestazioni del Parlamento.
6. Al momento il Consiglio federale considera poco opportuno istituire un gruppo di lavoro per studiare le possibilità di trasferire servizi in Canton Ticino. Esso è pienamente conscio delle legittime richieste del Canton Ticino. Nei settori in cui ha potuto intervenire direttamente, le misure adottate gli hanno consentito di mantenere un effettivo di personale invariato in Ticino mentre a livello nazionale si è verificata una diminuzione.
Il Consiglio federale è perfettamente conscio dell'importanza istituzionale di un'amministrazione decentralizzata. Per quanto concerne i trasferimenti di unità amministrative operati negli ultimi anni, esso ha potuto prendere atto degli effetti economici positivi e della promozione di un'amministrazione plurilingue e multiculturale. Anche in futuro esso è disposto ad esaminare un'ulteriore decentralizzazione di unità amministrative. Al riguardo valgono sempre i principi formulati nella risposta del 14 settembre 1994 all'interpellanza Pini (94.3191). Nella procedura decisionale occorre inoltre considerare gli sviluppi registrati nell'ambito della comunicazione.
Risposta del Consiglio federale.