99.3116 · Mozione · 1999-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. a) La mozione solleva una questione che il Consiglio federale ha cercato di realizzare (Messaggio del 28 settembre 1998 concernente il Programma di stabilizzazione 1998; FF 1999 I pag. 3 segg.) con il "Programma di stabilizzazione 98". Nell'ambito dei "Provvedimenti per colmare le lacune fiscali ingiustificate" era tra l'altro prevista un'imposizione più onerosa a livello di imposta federale diretta delle accennate prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza.
b) Conformemente all'articolo 38 LIFD, ai fini dell'imposta federale diretta, le prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza professionale e dalla previdenza individuale vincolata vengono tassate separatamente dagli altri redditi nella misura di un quinto della tariffa ordinaria. Per l'imposizione di queste prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza il Consiglio federale intendeva mantenere il sistema dell'imposta annua separata, ma di calcolare quest'ultima sulla metà delle tariffe ordinarie, applicando comunque un'aliquota minima del due per cento (cfr. n. 262.43 del messaggio). Esso si era lasciato guidare dalla riflessione secondo cui l'imposizione separata delle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza (unicamente) ad un quinto della tariffa ordinaria, rappresentasse un privilegio rispetto all'imposizione delle rendite provenienti dalla previdenza. In luogo della consueta aliquota massima dell'11,5 per cento nel caso dell'imposta federale diretta, per tali prestazioni in capitale l'aliquota massima è parimenti limitata ad un quinto, vale a dire al 2,3 per cento. Questa aliquota è applicabile ad un beneficiario coniugato soltanto per prestazioni superiori a 715'000 franchi. Di conseguenza, oggi su una prestazione in capitali di 1 milione di franchi è dovuta un'imposta federale diretta unica di soli 23'000 franchi. D'altronde, in simili circostanze anche la Commissione di esperti "lacune fiscali" ha intravisto un privilegio ingiustificato delle prestazioni in capitale rispetto all'imposizione delle rendite provenienti dalla previdenza, tanto più che rispetto alle prestazioni in capitale di principio le rendite rappresentano la previdenza per la vecchiaia meno buona (cfr. rapporto della Commissione d'esperti "lacune fiscali" del luglio 1998, pagg. 86-91).
2. Nella Commissione e del Consiglio Nazionale incaricata dei lavori preliminari sono stati discussi esempi di calcolo dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. In questi esempi è stato determinato l'onere fiscale per un uomo coniugato di 65 anni con un'aspettativa di vita di 20 anni in base alla vigente regolamentazione per l'imposta federale diretta.
a) In un gruppo di casi il contribuente in questione aveva quali altri redditi una rendita AVS di 36'000 franchi e un avere di vecchiaia nella previdenza professionale di 800'000 franchi. Secondo l'ipotesi di lavoro il contribuente riceverebbe questo avere di vecchiaia una volta sotto forma di una rendita e una volta sotto forma di una prestazione in capitale. Nel caso di riscossione sotto forma di prestazione in capitale si è considerato che questa può essere sia consumata, sia investita e nell'ultimo caso produce reddito imponibile.
b) Nell'altro gruppo di casi il contribuente in questione aveva altri redditi pari a 150'000 franchi e parimenti un avere di vecchiaia nella previdenza professionale di 800'000 franchi. Il contribuente riceverebbe questo avere di vecchiaia nuovamente sotto forma di una rendita o di una prestazione in capitale.
3. Come è esposto in maniera appropriata nella motivazione, in base a questi esempi e a queste ipotesi di lavoro si possono trarre le seguenti conclusioni:
a) premesso che il contribuente consumi per una riscossione di rendite o di capitale lo stesso reddito, per altri redditi di 36'000 franchi e per un avere di vecchiaia di 800'000 franchi gli oneri fiscali cumulati dopo 20 anni sono più o meno gli stessi. Secondo l'attuale regolamentazione, in questi casi per l'imposta federale diretta non vi è quindi un importante privilegio a favore della riscossione di capitale.
b) Se tuttavia a condizioni solitamente uguali vi sono altri redditi di 150'000 franchi, la riscossione di capitale rispetto al prelievo di una rendita procura chiaramente un profitto fiscale.
c) La situazione è ancora diversa se, indipendentemente dall'età, l'avere di vecchiaia prelevato sotto forma di capitale può essere investito in un'assicurazione di capitale (esente dall'imposta sul reddito) con premio unico. In questi casi la riscossione di capitale è fiscalmente sempre conveniente.
4. Non si può invece convenire con l'autore della mozione quando, nell'ambito dell'imposta federale diretta, riconduce l'elevata differenza nell'imposizione delle rendite e delle prestazioni in capitale, equivalenti dal punto di vista attuariale, alla vigente imposizione separata delle prestazioni in capitale calcolata su un quinto della tariffa normale. Infatti ulteriori calcoli dell'Amministrazione federale delle contribuzioni mostrano chiaramente che, indipendentemente dal genere di imposizione delle prestazioni in capitale (imposizione separata o con gli altri redditi, aliquota d'imposta in base alla tariffa normale o secondo l'aliquota delle rendite), rendite e prestazioni in capitale equivalenti dal punto di vista attuariale sono tassate allo stesso modo unicamente per ben precise combinazioni di prestazioni in capitale e di altri redditi. Per ogni variante di imposizione, qualsiasi modifica di uno di questi due elementi produce immediatamente ammontari considerevolmente differenti su rendite e prestazioni in capitale equivalenti. Nei casi di determinate combinazioni di prestazioni in capitale e di altri redditi, ogni genere di imposizione di prestazioni in capitale presenta inoltre notevoli disuguaglianze, cosicché nessun tipo di imposizione è a priori migliore dell'altro.
5. a) Gli esempi di calcolo di allora hanno indotto le Camere federali a rinunciare completamente alla modifica della vigente imposizione delle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza nell'ambito dell'imposta federale diretta. Le Camere federali erano quindi ben consapevoli che per altri redditi elevati e, di conseguenza, anche prestazioni in capitale elevate, queste ultime fossero fiscalmente privilegiate rispetto alle rendite. Determinante per la decisione delle Camere federali potrebbe essere stato da ultimo, che ogni inasprimento della tariffa fiscale avrebbe comportato un pregiudizio fiscale delle prestazioni in capitale anche per i contribuenti con un reddito basso o medio.
b) D'altra parte, il Parlamento ha approvato la proposta del Consiglio federale di introdurre un limite d'età per la conclusione di assicurazioni di capitale con premio unico, in quanto, come visto, la vigente imposizione delle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza produce un vantaggio fiscale unicamente se esiste la possibilità di concludere un'assicurazione di capitale con premio unico - privilegiata sul piano fiscale - senza limitazione di età. Per tale ragione, nel quadro del "Programma di stabilizzazione 98", le Camere federali hanno fissato l'ultima possibile conclusione di un'assicurazione di capitale con premio unico prima del "compimento del 66° anno d'età".
6. Le Camere federali hanno adottato a netta maggioranza queste decisioni nel quadro del "Programma di stabilizzazione 98" a loro noto. Il relativo disegno di legge è stato approvato il 19 marzo 1999. Equivarrebbe quindi a una mancanza di rispetto nei confronti della chiara volontà del Parlamento se, poco tempo dopo, nell'ambito dell'imposta federale diretta il Consiglio federale cercasse di proporre una nuova modifica dell'imposizione delle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza. Per i Cantoni è comunque fuori discussione qualsiasi modifica, visto che nel presente caso si tratta esclusivamente di una questione di tariffe, per le quali i Cantoni godono per costituzione della piena autonomia .
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.