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99.3336 · Interpellanza · 1999-06-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Negli scorsi anni lo sviluppo dell'economia in Svizzera e all'estero ha aumentato la necessità di numerosi servizi nel campo della consulenza aziendale. Questa tendenza si mantiene inalterata. Le ditte di consulenza aziendale cercano dal canto loro di soddisfare questo bisogno con il ricorso a soluzioni innovative ed elaborate su misura. Effettuano prestazioni preziose per la gestione d'imprese, d'istituzioni pubbliche o d'organizzazioni senza scopo di lucro.

È vero che a tutti i livelli statali vi sono ditte di consulenza che sostengono amministrazioni e aziende pubbliche. Queste prestazioni tuttavia non sono fornite unicamente da grandi ditte internazionali di consulenza, ma in particolare pure da tanti specialisti, gruppi e piccole imprese specializzate, che nella pratica si sono affermati come aziende autonome di servizi accanto alle ditte specializzate di consulenza aziendale. Questa situazione è riscontrabile pure nell'ambito dell'amministrazione federale. In base alle esperienze finora accumulate è da escludere che, in relazione alla prestazione di consulenza e di sostegno totale, le singole ditte internazionali di consulenza alla cui collaborazione si fa ricorso riescano effettivamente a produrre un profondo effetto uniformatore sulla cultura, sulla mentalità e sull'agire dei collaboratori.

Le esperienze mostrano chiaramente che per la qualità di un progetto, nel caso di ricorso alla collaborazione di ditte di consulenza esterne, i fattori decisivi di successo non sono costituiti unicamente dall'obbligo contrattuale, ma soprattutto dall'analisi preventiva del mandato (analisi del problema, definizione dell'obiettivo), dallo sviluppo d'idee chiare in relazione alla procedura, ai dati del piano e ai criteri di successo misurabili, nonché dall'impiego effettivo e dalla direzione competente del personale esterno da parte dei mandanti. Il problema non è costituito dal ricorso alla collaborazione di una ditta esterna, bensì dall'elaborazione del mandato e del progetto, nonché dall'introduzione, dall'avviamento e dall'assistenza della ditta di consulenza. Quanto più la ditta esterna è profilata, tanto più importanti diventano le qualità dei servizi competenti e dei partner dell'amministrazione.

Sulle singole domande dell'interpellanza il Consiglio federale prende posizione come segue:

1. Le visioni d'insieme si rivelano utili soltanto in settori parziali di temi e contenuti specifici. Nell'amministrazione federale speciali servizi competenti disciplinano il loro settore d'esercizio risp. tecnico con direttive, principi, tariffe quadro e modalità d'azione propri. Servizi competenti sono attualmente la Cancelleria federale per relazioni pubbliche/informazioni/comunicazione, l'Ufficio federale del personale per problemi di direzione/organizzazione/formazione/mobilità del personale e l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica per l'acquisto di servizi d'informatica. Competenze, prassi e registrazione dei mandati sono disciplinati in modo differente. Il ricorso alla collaborazione di ditte di consulenza esterne avviene secondo budget e rubriche dei crediti diversi. Un obbligo d'informazione non esiste. In questo ambito la gestione della Confederazione avviene essenzialmente attraverso le risorse (voce spese per beni e servizi, in particolare rubrica prestazioni di terzi). Non esiste una panoramica sulle tendenze riguardanti la consulenza aziendale nei Cantoni e in Svizzera. Rilevazioni al riguardo sono difficilmente realizzabili e non giustificabili dal punto di vista del dispendio.

2. Non è possibile dire quali ditte, e con quale peso, lavorano nelle riorganizzazioni amministrative della Confederazione e dei Cantoni e come si differenziano i loro valori fondamentali, le loro applicazioni teoriche, le loro attrezzature e i loro concetti dei risultati, poiché a tal proposito si renderebbe necessario uno studio ad hoc. Il Consiglio federale non considera un tale studio né opportuno né necessario.

L'associazione svizzera dei consulenti aziendali ha stimato per il 1994 in Svizzera il volume annuo della consulenza aziendale classica a circa 500 milioni di franchi. Circa 2200 (la cifra cambia ogni anno) ditte di consulenza aziendale forniscono questa prestazione di consulenza. La maggior parte delle principali ditte attive a livello mondiale ha una sede in Svizzera. La quota di mercato delle 20 più grandi ditte di consulenza con interconnessioni internazionali è valutata in Svizzera al 45 per cento. L'associazione svizzera dei consulenti aziendali presume che in Svizzera le istituzioni pubbliche contribuiscano a questa cifra con una quota del 16-20 per cento.

Il mercato della consulenza in Svizzera è considerato molto competitivo.

L'acquisizione di servizi, che comprende pure il ricorso a ditte di consulenza esterne, in seno all'amministrazione federale è oggi disciplinata in particolare nella legge federale del 16 dicembre 1994 sugli acquisti pubblici (LAPub) e nella pertinente ordinanza dell'11 dicembre 1995. Con questa nuova base legale si mira in particolare ad incrementare la concorrenza. Tra l'altro è fissata la regolamentazione secondo cui per le prestazioni inferiore a fr. 50'000.-- il committente può procedere ad un'aggiudicazione mediante trattativa privata. A partire da fr. 50'000.-- almeno tre ditte devono essere invitate a presentare un'offerta e da fr. 248'950.-- le commesse previste sono messe a pubblico concorso.

3. Sulla scorta delle esperienze fatte con le ditte di consulenza e in base alle condizioni di concorrenza esistenti nel mercato altamente sviluppato della consulenza, secondo il Consiglio federale in Svizzera non c'è attualmente motivo di preoccuparsi per le conseguenze riguardanti la pluralità, la legittimità e la democrazia. Studi dimostrano che l'immagine della consulenza aziendale nell'economia è complessivamente positiva. Documenti empirici indicano che le organizzazioni di successo ricorrono maggiormente alla consulenza di ditte esterne e di esperti che non i loro concorrenti.

4. Sugli scambi tra ditte e amministrazioni nel reclutamento di personale non esistono dati attendibili. L'esperienza dimostra che scambi di personale, la cui entità non è poi così tanto grande, tra amministrazioni e ditte di consulenza esistono in entrambe le direzioni. Nella misura in cui siano valutabili, tali scambi comportano soprattutto effetti positivi.

5. Il Consiglio federale è disposto ad acquisire in futuro una maggior visione

d'insieme di quei contratti di prestazioni di servizio, che superano le tariffe quadro approvate dalla Commissione degli acquisti della Confederazione.

A tale scopo, esso fa ricorso in particolare alla nuova ordinanza del DFF del 1°ottobre 1999, che disciplina, sulla base di tariffe quadro, la coordinazione e l'informazione in merito alle commesse di servizi. Nel senso di un management by exception, la regolamentazione prevede che contratti di un valore superiore a quello previsto dalla tariffa quadro soggiacciano all'obbligo di autorizzazione.

In relazione ad una direzione amministrativa orientata al risultato, il Consiglio federale favorisce soprattutto quelle prospettive, che prendono in speciale considerazione le particolari condizioni vigenti nell'amministrazione federale e che dovrebbero produrre, grazie a competenze specialistiche e forze proprie, riforme provenienti dall'interno. Gli imminenti mutamenti aumenteranno nei prossimi anni ulteriormente il bisogno di know-how e di competenze in seno all'amministrazione federale. Gli elevati costi diretti e indiretti per le ditte di consulenza esterne portano alla riflessione di creare maggiormente competenze interne per il sostegno del management e sfruttare gli effetti moltiplicatori. Da ultimo, i mutamenti a corto e medio termine si possono superare durevolmente con successo soltanto affidandosi alle proprie forze e al know-how interno. Il Consiglio federale è disposto a esaminare queste problematiche in modo più approfondito.

Risposta del Consiglio federale.