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Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2011-03-17

Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2011-03-17

Wortprotokoll

"Tutti i lavoratori e le lavoratrici hanno diritto ad almeno 6 settimane di vacanza." È quanto chiedono gli autori dell'iniziativa rispetto all'ultimo adattamento del diritto alle vacanze, avvenuto 27 anni fa in risposta a una iniziativa popolare del PS.

Nel frattempo il mondo del lavoro è cambiato, e con questo anche la pressione sui lavoratori e le lavoratrici è diventata sempre più forte. La relazione tra carico lavorativo, stress e [PAGE 498] conseguenze psico-fisiche sulla salute è spesso oggetto di studi scientifici. Tutti giungono a conclusioni paragonabili, come medico ne ho potuti approfondire diversi. Numerosi di questi studi evidenziano appunto le conseguenze dello stress sul posto di lavoro e il fatto che il tasso di stress sul posto del lavoro da noi sia aumentato, tra il 2001 e il 2007, dal 40 al 60 per cento, con costi, che secondo un recente studio della SECO, si aggirano intorno ai 10 miliardi di franchi all'anno.

Ma non sono solo gli argomenti di protezione della salute che devono spingere a sostenere quest'iniziativa, bensì anche ragioni di tipo sociale e ragioni che prendono in considerazione la qualità della vita, la possibilità di conciliare famiglia e lavoro e il tempo libero in una società che cambia sempre di più e dove sempre più coppie partecipano al mondo del lavoro. Vi sono poi anche ragioni di tipo economico che, appunto, giustificano quest'iniziativa e spingono a sostenerla: negli ultimi 16 anni la produttività in Svizzera è aumentata del 21,5 per cento. Il profitto derivante di questa produttività aumentata non è però stato distribuito alla maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici, bensì è stato dato, in forma dei conosciuti bonus esorbitanti, solo a ristrette fasce della popolazione. Quindi, è tempo che quest'aumento della produttività venga distribuito a tutti. Questo può essere anche una delle ragioni di tipo economico che giustificano quest'iniziativa. Sì, l'iniziativa comporta dei costi, ma valutati rispetto a questo aumento della produttività ed a questa distribuzione possibile sono ben poca cosa, anche perché, se li calcoliamo arriviamo a un ammontare che corrisponde circa al 2 per cento della massa salariale.

Gli argomenti contrari esposti oggi dal collega Abate che mi ha preceduto sono, tra l'altro, gli stessi argomenti che venivano esposti anche 27 anni fa, quando si trattava di introdurre nel diritto le 4 settimane di vacanza. Anche allora si diceva che le imprese avrebbero dovuto cercare altri lavoratori e che ci sarebbero state delle difficoltà per le piccole e medie imprese. In realtà, come vi dicevo prima, vi è stato un chiaro aumento della produttività.

Ci sono buoni e validi motivi per garantire a tutti 6 settimane di vacanza - oggi l'avete sentito più volte. Non valgono quindi le tesi di chi ritiene che siano solo i partner sociali con le contrattazioni a doversene occupare. Sono la prima a sottolineare l'importanza dei contratti collettivi di lavoro e della contrattazione tra partner sociali. Ma che ne è di tutta quella fetta importante di lavoratori - molte donne -, che non hanno i contratti collettivi di lavoro e che non hanno diritto a 5 settimane di vacanza come viene invece, per fortuna, garantito da numerosi contratti collettivi di lavoro?

L'attuazione di quest'iniziativa è possibile, anche dal lato economico. Quindi, dopo 27 anni è giunto il momento di fare un passo in avanti a favore di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.