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Pedrina Fabio · Nationalrat · 2011-06-08

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2011-06-08

Wortprotokoll

25 anni fa il Ticino ha vissuto Chernobyl sulla propria pelle, con le nubi radioattive che si depositavano sui funghi dei boschi e sulle verdure negli orti al sud delle Alpi. E sin qui la fortuna non ci ha riservato ben di peggio, come alla popolazione dell'Ucraina o del Giappone.

L'industria elettrica svizzera, con cinismo ed irrazionalità, ha ricominciato poco dopo il dramma di Fukushima a minacciare la popolazione con aumenti di prezzo dell'elettricità e con la famosa "Stromlücke", la teoria dell'ammanco energetico da essa alimentata ad arte in questi ultimi tre, quattro decenni, frenando, al di là delle apparenze, lo sviluppo delle energie alternative e in parallelo continuando ad esporre la popolazione ad un rischio tecnologico e umano avente piccola probabilità statistica di avverarsi, ma che in tal caso causerebbe danni incalcolabili.

Non a caso il rilancio in grande stile del nucleare in Svizzera è stato tentato poco dopo che in Parlamento nel 2003 era passata una norma che limita in modo scandaloso la copertura privata dei rischi nucleari, scaricando così il grosso dei rischi finanziari sulle spalle di cittadine e cittadini - questo il cosiddetto buon mercato del nucleare, senza dimenticare poi le scorie. Fukushima ci conferma solo semplicemente e indiscutibilmente che il nucleare è un rischio insopportabile per la nostra società. In sostanza è quanto dicevamo già oltre trent'anni fa quando, prendendo coscienza della dimensione del rischio nucleare, manifestavamo con vigore contro Kaiseraugst, Gösgen e Leibstadt, quindi contro un deposito di scorie atomiche ad Airolo, a Bex e al Piz Pian Grand.

Nel frattempo le valide alternative al nucleare e alle fossili stanno per sfondare, ma hanno ancora bisogno di una vigorosa spinta. Uscire dal nucleare non è un illusione, collega Pelli, ma è una grande opportunità. Dobbiamo fare tre cose, ossia investire massicciamente primo nell'efficienza, secondo nelle rinnovabili e terzo in reti intelligenti. Facciamolo subito, valorizzando al meglio questa sfida epocale, per una svolta energetica, per una maggiore indipendenza, per posti di lavoro in Svizzera e per una migliore qualità di vita nostra e soprattutto dei nostri figli.