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AB 130682

Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2013-06-10

Wortprotokoll

Onorevoli colleghi, benvenuti a questa seconda settimana e a questa quinta seduta del Consiglio degli Stati nella sessione estiva 2013.

Due parole di commento sulle votazioni popolari del fine settimana scorso. In Svizzera il popolo è l'ultima istanza per le questioni politiche importanti. Spetta infatti al popolo, in quanto sovrano, decidere alle urne se seguire o no i suoi rappresentanti in Parlamento, ovvero noi stessi, onorevoli colleghi. Ieri questo è avvenuto in modo chiaro: sia per quanto riguarda le modifiche della legge sull'asilo sia in merito all'iniziativa sull'elezione del Consiglio federale da parte del popolo sono scaturite dalle urne maggioranze molto nette, che riflettono quelle già emerse nell'Assemblea federale. Per il nostro Parlamento ciò rappresenta una grande prova di fiducia. È importante che nelle questioni politiche rilevanti il popolo e il suo Parlamento siano concordi. Non dev'essere per forza sempre così: il popolo può assumere a volte una funzione correttiva, e lo fa. Tuttavia, se popolo e Parlamento avessero sempre opinioni nettamente divergenti, ciò costituirebbe un vero problema.

Ieri è accaduto il contrario: il sovrano e il Parlamento si sono dimostrati uniti più che mai. Ciò che più conta proprio su di un tema che riguardava direttamente le competenze ed il ruolo del Parlamento nel nostro equilibrato ordinamento federale. L'esito di questa votazione dimostra anche che le soluzioni elaborate, discusse in Parlamento, anche se per alcuni sono troppo radicali e per altri troppo poco, possono trovare una loro conferma nel popolo che le accetta a grande maggioranza. Si tratta di un importante riconoscimento del lavoro legislativo svolto nelle nostre commissioni e alle Camere. I risultati di ieri sono anche una dimostrazione di fiducia le nostre istituzioni politiche e, in particolare, verso il Parlamento. In questo Paese, il popolo ha il potere di attribuire competenze ed evidentemente ritiene che il Parlamento debba mantenere le sue e che il nostro sistema sia efficiente. Che poi un cantone in particolare, il Ticino, abbia comunque dato il maggior appoggio all'iniziativa che proponeva di modificare il metodo di elezione del governo, deve farci riflettere un momento. Questo cantone, più di altri, percepisce un certo malessere nella formula attuale che rischia di escludere per troppo tempo la terza regione linguistica dal governo del Paese. Non credo che la modifica costituzionale avrebbe risolto il problema, anzi, ho ritenuto che l'avrebbe peggiorato. Ma questo segnale di disagio è comunque forte e faremmo bene ad essere capaci di ascoltarlo in futuro.

Questi sono i risultati di ieri: dimostrazione di fiducia e allo stesso tempo un mandato al Parlamento. Dobbiamo quindi continuare ad assolvere le nostre competenze con responsabilità, nel rispetto e nella ricerca di soluzioni responsabili, in grado di essere accolte dalla maggioranza proprio perché non discriminano nessuna minoranza. È questo che ha sempre fatto la forza della Svizzera e continuerà a farlo se lo vorremo.