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Rusconi Pierre · Nationalrat · 2013-11-28

Rusconi Pierre · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2013-11-28

Wortprotokoll

La sinistra ha appena subito una sconfitta con la sua iniziativa popolare "1:12 - Per salari equi", ed ecco che pochi giorni dopo ci troviamo qui in Consiglio nazionale a discutere una sua nuova iniziativa dal sapore ex Unione sovietica che chiede l'introduzione di un salario minimo di 4000 franchi al mese.

Si possono portare numerosi argomenti tecnici contro questa iniziativa, si può argomentare con il fatto che la Svizzera ha costruito il proprio successo fondandosi su un sistema liberale e su un partenariato sociale, che in oltre cento anni ha dato i suoi frutti. Si può aggiungere che un salario minimo di 4000 franchi non tiene per nulla conto né delle differenze tra le varie categorie professionali né di quelle tra le regioni del nostro Paese.

Un esempio concreto è però sicuramente più adatto per comprendere la situazione: prendiamo il caso di un piccolo imprenditore che nella sua azienda abbia un monte stipendio di 50 000 franchi mensili. In qualità di responsabile ne può ricevere 7000, può darne 6000 ai suoi collaboratori più stretti e via via scendendo fino agli impiegati che hanno uno stipendio inferiore ovvero cinque persone che hanno uno stipendio di 3000 franchi al mese; in Ticino questa è una realtà. Se dovesse passare l'iniziativa socialista i cinque impiegati dovrebbero essere pagati 4000 franchi al mese, il che per l'azienda comporterebbe un costo mensile aggiuntivo di 5000 franchi. Nella difficile situazione economica attuale aumentare la cifra d'affari è purtroppo un'utopia, e chi decide non è propenso a ridurre il proprio stipendio. L'alternativa per non aumentare i costi sarà quindi quella di sopprimere un posto di lavoro occupato da uno dei cinque impiegati.

Ecco quindi che una proposta rigida come questa finirebbe coll'ottenere l'effetto esattamente opposto di quello desiderato, esponendo le persone meno formate all'elevato rischio di esser licenziate. La sinistra deve spiegarci come evitare concretamente questo rischio, senza attaccare con il solito ritornello dei sacrifici da parte di chi ha stipendi più alti, perché sappiamo tutti che la realtà è un'altra e che solo in un mondo ideale ci si taglia volontariamente lo stipendio. Finché non ci saranno risposte convincenti, un'iniziativa come questa non potrà essere votata.

L'iniziativa è quindi una falsa risposta ad un problema reale - bisogna concedere che il problema è reale. Chiediamoci piuttosto perché fino a dieci, quindici anni fa nessuno parlava di salari minimi: l'introduzione della libera circolazione delle persone e la sua successiva estensione hanno messo pressione sui salari in Svizzera. Con persone provenienti dall'estero, disposte ad accontentarsi di salari più bassi, la sola soluzione è pertanto quella che propone l'UDC. Il nostro Paese deve riprende in mano le redini su questo tema.

Vi invito quindi a raccomandare di respingere questa iniziativa che può essere solo ed esclusivamente controproducente per gli impiegati e i lavoratori.