Rusconi Pierre · Nationalrat · 2012-09-10
Rusconi Pierre · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2012-09-10
Wortprotokoll
Le plurilinguisme est en difficulté. Je veux cependant rapporter en italien, non pas pour marquer une différence, mais dans un esprit d'unité. Je vous demande de faire un petit effort supplémentaire; nous avons de bons interprètes et je les remercie.
Schengen ha dei lati oscuri e dei lati chiari. I lati oscuri sono la difficoltà di presidiare le frontiere, i lati chiari lo scambio di informazioni che favoriscono la nostra sicurezza. [PAGE 1270]
Il Consiglio federale ha sottoposto alla Commissione della politica estera un messaggio concernente lo sviluppo dell'acquis di Schengen, in particolare con il recepimento del regolamento che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi di informazione su vasta scala. Si tratterebbe da un lato della ripresa di un regolamento europeo, che consentirebbe la creazione di questa agenzia, la quale gestirebbe il sistema di informazione visti, VIS e Eurodac nonché il sistema d'informazione Schengen di seconda generazione, SIS II. Oggi questi sistemi vengono gestiti dalla Commissione europea. La Svizzera partecipa già oggi a questi sistemi ma la sua partecipazione, anche finanziaria, e i suoi diritti verrebbero regolati in maniera assolutamente nuova. L'agenzia entrerà in funzione il 1° dicembre 2012. La Svizzera avrebbe tempo fino ad inizio novembre 2013 per adattarsi, ovvero due anni dal momento in cui il regolamento europeo ci è stato notificato.
Il secondo aspetto del messaggio riguarda la facoltà del Consiglio federale di concludere un accordo con l'Unione europea sulle modalità di partecipazione della Svizzera all'agenzia, poiché questa è un'emanazione dell'Unione europea, di cui la Svizzera non fa parte. In questo regolamento verrebbero regolati criteri di partecipazione del nostro Paese all'agenzia, il suo contributo finanziario e i suoi diritti di partecipazione e di voto.
In commissione sono stati sollevati diversi punti critici. La chiave di riparto dei costi è calcolata sul PIL. Quali sarebbero le conseguenze se tutti i Paesi che vi partecipano andassero male finanziariamente - e non siamo lontano da questa situazione - e la Svizzera bene? Questi sistemi di informazione sono costati 1,9 milioni di franchi nel 2009, 2,2 milioni nel 2010 e 2,8 milioni nel 2011. Il Consiglio federale presume ora che i costi in futuro saranno gli stessi ma ammette che vi sono elementi ad oggi non ancora sicuri. Quanto al diritto di voto: Ogni Stato che partecipa all'agenzia avrebbe diritto ad un proprio rappresentante. Che potere avrebbe la Svizzera con un solo piccolo voto a fronte dei voti dei Paesi dell'Unione europea? Da parte dell'Unione europea non è ancora stata fatta chiarezza su questo punto. Concedere a questo stadio al Consiglio federale di negoziare è come concedere una cambiale in bianco.
In commissione è anche stato detto che l'Unione europea ha avuto molte difficoltà a concedere alla Svizzera il diritto di voto nell'agenzia, perché ciò, a suo avviso, contraddirebbe il contesto istituzionale dell'Unione europea. Come possiamo essere sicuri che l'UE poi non voglia cambiare le carte in tavola nella conclusione dell'accordo con il nostro Paese? Ribadisco: si tratta di una cambiale in bianco data al Consiglio federale.
Abbiamo parlato di costi e di tecnica ma non dei risultati ottenuti dal vecchio sistema e della garanzia della qualità del nuovo sistema coordinato. Anche all'interno del corpo delle guardie di confine se si è d'accordo sul principio di interagire tra Stati senza ostacoli informatici o procedurali, come avviene a livello nazionale con l'ufficio Sirene della fedpol per le autorità che usano il sistema SIS, ci si interroga sul rapporto tra costi ed utilità di questa agenzia.
La commissione è entrata in materia senza opposizione sul progetto interessato, ritenendo unanimemente che la Svizzera debba aderire all'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi d'informazione su vasta scala. A fronte però delle diverse perplessità sulla tematica dei costi e del diritto di voto, in commissione è stata portata la proposta Müller Walter, con la quale si chiedeva di rinviare il dossier al Consiglio federale, incaricandolo in primo luogo di esaminare e negoziare le conseguenze finanziarie, tecniche o di altra natura, che il progetto avrebbe per la Svizzera, e in secondo luogo di condurre le negoziazioni richieste. Si è ritenuto che un rinvio avrebbe un effetto pedagogico sul Consiglio federale. Gli permetterebbe di tutelarsi nei confronti dell'UE al fine di ottenere due garanzie: primo, chiarezza sulla ripartizione dei costi - chi paga e quanto dobbiamo pagare? -, secondo, chiarezza sul diritto di voto della Svizzera nell'agenzia.
La Commissione della politica estera, con 13 voti contro 7 e 0 astensioni, vi invita a rinviare il progetto al Consiglio federale - come ha fatto la commissione accettando la proposta Müller Walter.