Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2001-10-01
Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-10-01
Wortprotokoll
Intervengo a nome del gruppo democratico-cristiano su questa mozione molto importante. Le mie osservazioni sono a complemento di quelle dei relatori, che erano molto interessanti. Svolgerò alcune considerazioni supplementari.
Gli avversari della mozione ci hanno illustrato che vogliono trasformare la mozione in un postulato, perché vogliono molto bene alla nostra consigliera federale e perché ci tengono alla formazione! Poi, però, nella serie di considerazioni che sono state fatte, ci si accorge subito che la formazione non è poi così importante, che si gioca una formazione contro l'altra.
Io penso che la situazione del nostro Stato sia tale per cui la formazione debba avere una parte rilevante. Negli ultimi dieci anni abbiamo visto che la parte dedicata al finanziamento della formazione, purtroppo, è diminuita rispetto ad altre spese correnti. Gli avversari di questa mozione dicono poi che, comunque, il postulato è una formula molto interessante e importante, che è un segnale. Purtroppo, il postulato non è più un intervento parlamentare importante. Purtroppo, il postulato viene spesso messo nell'ultimo cassetto, viene messo giù in fondo alla pila dei desideri dei deputati. Per cui, io penso che dobbiamo invece votare convinti questa mozione.
Perché dobbiamo votarla? Perché le statistiche che noi abbiamo ci mostrano chiaramente che cosa è successo negli ultimi dieci anni: accanto ad un impegno sempre più grande dei comuni e dei cantoni per la scuola dell'obbligo abbiamo purtroppo visto la parte della Confederazione e dei cantoni per il settore secondario e terziario stagnare, se non diminuire. Abbiamo un leggero aumento per l'apprendistato, grazie alle due ordinanze per i posti di apprendistato ("Lehrstellenbeschlüsse"), che hanno visto un leggero aumento nel settore della formazione professionale - adesso inoltre faremo la nuova legge federale sulla formazione professionale. Abbiamo avuto un forte aumento per il terziario professionale, le Scuole universitarie professionali ("Fachhochschulen"), e questo va molto bene. Ma purtroppo abbiamo visto una diminuzione reale delle spese della Confederazione e dei cantoni nel settore terziario universitario. Pensate che spendiamo più o meno quello che si spendeva nel 1992, per cui si può dire che c'è stata una marcia sul posto, anzi una diminuzione, se si considera anche l'inflazione.
A nome del gruppo democratico-cristiano dico che non è assolutamente accettabile che in uno Stato come il nostro non si investa nella formazione. In tutti i paesi a noi vicini si è investito nella formazione a vari livelli e soprattutto nelle formazioni terziarie, nella ricerca e nella formazione continua. Cosa hanno portato la diminuzione reale dei finanziamenti nel settore universitario, accompagnato dal relativo aumento degli studenti - apro una parentesi: abbiamo tutt'ora il tasso più basso di maturati di tutta Europa - e dalla creazione di nuove facoltà, come per esempio le due facoltà di Lugano e quella di Mendrisio? Hanno portato a delle condizioni inaccettabili nell'insegnamento e nella ricerca nelle nostre università. Penso al rapporto del numero di studenti con il numero di professori, penso alla mancanza di quadri intermedi, penso alle situazioni logistiche che, talvolta, sono veramente soluzioni logistiche di fortuna. Ciò è soprattutto il caso delle facoltà di scienze umane e sociali, che sono poi le facoltà meno care.
Termino chiedendo alla consigliera federale Dreifuss e al Consiglio federale di fare veramente un atto di priorità, di mettere la loro priorità nella formazione, in quella che è l'unica ricchezza che noi abbiamo: le intelligenze, il sapere della nostra popolazione, in questo caso, del settore terziario. Chiedo anch'io, come è già stato fatto da altri, che non si giochi, come fanno gli avversari della mozione, l'investimento in un ambito della formazione contro l'investimento in un altro ambito della formazione. Noi dobbiamo avere cura e avere a cuore tutti i settori della formazione e dobbiamo cercare di compensare quello che è stato risparmiato negli anni novanta, dando ciò che è giusto - "unicuique suum" dicevano i latini - per poter mantenere la nostra Svizzera ad un livello competitivo.