Romano Marco · Nationalrat · 2014-09-25
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2014-09-25
Wortprotokoll
Vogliamo introdurre una nuova tassa su tutte le energie non rinnovabili e, per non farla pesare troppo sulle spalle dei cittadini, sopprimere l'IVA? La proposta di questa iniziativa è molto complessa ed articolata, non permette una risposta di pancia, ma impone qualche riflessione di fondo. Si propone un cambiamento che creerebbe uno scossone per le finanze pubbliche della Confederazione. Nel contesto attuale, dove le questioni ambientali sono al vertice dell'agenda politica e dove è urgente pianificare l'approvvigionamento energetico futuro, gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa sono comprensibili. Non mancano tuttavia le insidie e le perplessità legate soprattutto a due aspetti dell'iniziativa, sui quali bisogna riflettere: in primo luogo, quali ripercussioni avremmo abolendo l'IVA? E in secondo luogo, quali maggiori costi per le aziende e i privati comporterebbe la proposta nuova tassa sull'energia? La risposta è piuttosto semplice: costerebbe a tutti qualcosa in più e si stima che questo costo maggiore sarebbe cospicuo. Non sarebbe facile trovare un equilibrio. In pericolo vi sarebbe la stabilità delle finanze federali, questo in un momento già ricco di incognite e soprattutto in un'era, in cui lo Stato sociale costa sempre di più.
L'iniziativa propone un'imposizione con effetto dissuadente per le fonti energetiche non rinnovabili, che sostanzialmente sono il petrolio, il gas naturale, il carbonio e l'uranio. La nuova tassa sull'energia porterebbe quindi all'aumento del prezzo di tutti questi vettori fossili, come ad esempio la benzina e il gasolio per la casa. Anche il prezzo della produzione di energia elettrica subirebbe un aumento. Il prelievo della tassa al momento dell'importazione di gas naturale o di uranio avrebbe come conseguenza un incremento diretto del prezzo dell'energia elettrica prodotta dagli impianti di cogenerazione e dalle centrali nucleari locali, di cui abbiamo almeno per qualche anno ancora bisogno.
Personalmente ritengo sia opportuno respingere l'iniziativa senza presentare un controprogetto. Abolendo l'IVA si andrebbe a sopprimere la principale fonte d'entrata per la Confederazione. La proposta di sostituire l'IVA con la nuova tassa sull'energia genererebbe quindi nell'immediato un significativo ammanco e a medio termine un'enorme incertezza per il bilancio della Confederazione. Si creerebbe un pericoloso squilibrio nei conti dello Stato. A rischio vi sarebbe il funzionamento medesimo della macchina statale federale il che, come ben sapete, nel nostro sistema federalista elvetico comporterebbe immediate ripercussioni anche sui cantoni e comuni.
La soluzione proposta non dà certezze di colmare il grande vuoto nel budget della Confederazione. Si dovrebbero di conseguenza aumentare le imposte generali ad ogni livello istituzionale, dal comune alla Confederazione passando anche per i cantoni. La crescita negli anni sarebbe incessante, la fattura finirebbe nelle mani del singolo cittadino. Questa dinamica, a mio giudizio, è molto pericolosa.
Quest'iniziativa è inoltre molto difficile da legittimare - anche da un punto di vista sociale. Si porterebbe il costo di un litro di benzina a circa 5 franchi e di un chilowattora a 50 centesimi. A titolo di esempio, per un'economia domestica si tratterebbe di un aumento annuo della fattura per l'elettricità di oltre mille franchi e di spese per la benzina, ritenuti i medesimi spostamenti, superiori a 2500 franchi. A mio giudizio è uno scenario politicamente insostenibile e inaccettabile. La tassa sull'energia in sostituzione dell'IVA non rappresenta quindi una soluzione politicamente ragionevole. Le finanze dello Stato non possono dipendere da una tassa che si vuole incitativa, ma che di fatto non lo è. Non è sostenibile né per la collettività né per i singoli cittadini. Quest'iniziativa va dunque respinta, senza controprogetto.