Rusconi Pierre · Nationalrat · 2015-03-18
Rusconi Pierre · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2015-03-18
Wortprotokoll
Nei cantoni di frontiera, come in Ticino, le conseguenze della decisione della Banca nazionale di mettere fine al tasso di cambio minimo di fr. 1.20 per euro non si sono fatte attendere. Nel nostro cantone le ripercussioni sono percettibili anche nella vita quotidiana. Il fenomeno già preoccupante degli acquisti oltre frontiera è aumentato. Purtroppo questo fenomeno non riguarda solo i beni primari, ma in ogni ambito vengono effettuati acquisti all'estero. La scarsa competitività delle piccole e medie imprese, causata dall'impennata del franco svizzero, e la non presa di coscienza da parte dei cittadini aumenta anche l'impiego di mano d'opera estera, sia per i cosiddetti padroncini, [PAGE 469] più presenti che mai, sia per quanto riguarda i frontalieri, che oltre ad aver ricevuto un notevole aumento di salario, quasi il 20 per cento in più, dopo questa decisione non cesseranno sicuramente di aumentare. Tutto ciò va oltretutto ad influire ulteriormente in modo negativo sulla situazione viaria ticinese. Prediligere la manodopera locale in un momento come questo, è un dovere verso la società. Lo Stato deve intervenire in questo senso. Sono inoltre auspicabili le proposte di marchi che certifichino la produzione e l'occupazione indigena. In Ticino non sono ancora purtroppo presenti sufficienti aziende a valore aggiunto. Pertanto dal 15 gennaio sono molte le imprese che hanno risentito in modo negativo del rafforzamento della divisa svizzera.
Altro settore particolarmente colpito dalla decisione della Banca nazionale è il turismo, che deve ora puntare soprattutto sulla clientela svizzera - un adattamento dell'IVA in questo campo non guasterebbe di certo. Stesse difficoltà sono rilevabili nei centri commerciali turistici e nei casinò ticinesi, sfavoriti rispetto a Campione d'Italia. Mi auguro comunque che lo Stato non abdichi al suo ruolo e intervenga con misure, anche temporanee, che possano attenuare l'impatto di un franco forte. È indispensabile secondo noi la messa in atto dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" e la messa in atto, nel mondo del lavoro, della preferenza indigena e di contingenti.
Ultimo appunto: mi auguro inoltre che anche il tasso negativo applicato per i depositi presso la Banca nazionale svizzera venga rivisto a breve, dato che sta cominciando a creare seri problemi a vari attori finanziari, comprese le casse pensioni, che detengono importanti liquidità - liquidità che, ricordo, sono i risparmi di tutti gli svizzeri.