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Merlini Giovanni · Nationalrat · 2014-09-24

Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2014-09-24

Wortprotokoll

Il valico del San Gottardo ha unito per secoli il nord e il sud dell'Europa. Il suo ruolo di collegamento ha reso possibile e favorito non solo gli scambi commerciali nel nostro continente ma anche la circolazione delle idee e la nascita del turismo sulla scia dei primi viaggiatori letterati, attratti dal fascino delle terre mediterranee. Il passaggio del San Gottardo ha contribuito allo sviluppo economico del nostro Paese, prima grazie al visionario traforo ferroviario del 1874 e poi a quello stradale, inaugurato nel 1980.

Ora, l'eventualità che a medio termine la "Via delle genti" sotto questo massiccio venga completamente bloccata per diversi mesi all'anno e su un arco di tempo di circa tre anni a causa dei necessari lavori di risanamento totale della galleria non può e non deve lasciarci indifferenti. Significherebbe isolare il cantone Ticino dal resto della Confederazione e sovraccaricare in misura improponibile la galleria del San Bernardino.

Per la Svizzera il traforo stradale del San Gottardo è il più importante collegamento tra il sud e il nord delle Alpi. Vi transitano in media 6,4 milioni di veicoli all'anno, di cui circa 5,4 milioni di automobili e poco meno di un milione di autocarri. A questa galleria fa capo circa il 60 per cento del traffico che attraversa le Alpi. Dalla funzionalità di questo canale dipendono l'integrazione del canton Ticino nel resto della Svizzera e il dinamismo dell'economia ticinese, il cui tessuto subirebbe un profondo mutamento in assenza di questo collegamento per un periodo prolungato.

Del resto, ne abbiamo avuto un sinistro assaggio nel 2001, quando la nostra economia cantonale ha sofferto per l'isolamento imposto al Ticino per via dei lavori di ripristino in seguito al tremendo incendio provocato dall'incidente frontale tra un autocarro e un veicolo, in cui perdettero la vita undici persone. Al fine di garantire la coesione nazionale e i collegamenti anche durante i lavori di risanamento, la soluzione più adeguata, sia per il rapporto costi-benefici sia per la sicurezza e l'affidabilità, è senza dubbio quella proposta dal Consiglio federale e sostenuta dalla maggioranza commissionale.

Come evidenzia anche il rapporto sulle ripercussioni economiche regionali pubblicato il 19 dicembre 2011, i vantaggi della proposta di costruzione di una nuova canna di risanamento sono molteplici. Con un secondo tubo, che diventerà monodirezionale ed a una sola corsia di marcia alla fine dei lavori e quindi senza aumento della capacità di transito in ossequio al dettato costituzionale, si potrà evitare anche in occasione di successivi interventi di risanamento completo - perché saranno da prevedere comunque ancora dei lavori ogni 35-40 anni - il rischio dell'isolamento del Ticino. Pertanto, si tratta di un intervento e di un investimento durevoli e finanziariamente sostenibili. La galleria stradale del San Gottardo diventerà finalmente più sicura, eliminando la possibilità di incidenti frontali o laterali. Se in un tubo si verificherà un incidente o se si dovranno svolgere degli interventi di manutenzione il traffico verrà deviato temporaneamente nell'altro tubo percorribile. Di qui un sensibile aumento dell'affidabilità stessa della galleria e della fluidità del traffico rispetto alla situazione odierna, che si sta rivelando vieppiù improponibile. Oggi basta infatti la semplice panne di un autoveicolo per paralizzare la viabilità durante ore.

Inoltre, durante i lavori di risanamento il traffico sarà gestito in modo efficace e sopportabile, senza sovraccaricare altre regioni come i Grigioni o il Vallese, a differenza dell'alternativa, della cosiddetta strada viaggiante o trasbordo su rotaia, che rappresenta una variante territorialmente troppo invasiva per le enormi superficie richieste ai fini della sistemazione delle infrastrutture temporanee a Biasca ed a Rynächt.

I circa 2,8 miliardi di investimento non si configurano affatto come un trattamento preferenziale per il Gottardo. Non solo perché l'investimento non pregiudica gli altri progetti stradali nella Svizzera romanda e tedesca, ma anche perché il costo del risanamento al chilometro, 118 milioni di franchi, risulta inferiore a quello previsto per la costruzione di un terzo tubo per il risanamento della galleria del Belchen, 156 milioni al chilometro, e inoltre anche perché questo sforzo finanziario andrebbe a favore di un investimento duraturo, nella misura in cui il secondo tubo svolgerebbe la sua funzione anche dopo il risanamento completo dell'opera. In quest'ottica il costo previsto appare del tutto sostenibile, oltre a rappresentare il prezzo necessario per garantire concretamente la coesione nazionale. Sarebbe infatti incompatibile con la nostra sensibilità federalista accettare come se fosse un ineluttabile fatalità la prospettiva di escludere per un periodo così lungo un intero cantone dalla rete autostradale che lo collega con il resto della Svizzera. Non possiamo infliggere al Ticino e alla sua economia una simile emarginazione prolungata, che lo metterebbe a confronto con nuove e ulteriori difficoltà di cui francamente fa volentieri a meno.

Vi ringrazio quindi se vorrete sostenere la maggioranza della commissione, votando l'entrata in materia.