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Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2015-09-17

Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2015-09-17

Wortprotokoll

L'iniziativa popolare "contro la speculazione sulle derrate alimentari" è più che mai attuale. Lo stop a questo tipo di speculazione sulle materie prime è uno strumento importante nella lotta contro la povertà ed è quindi anche un contributo per affrontare i problemi migratori. Il commercio dei beni alimentari ha un giro d'affari enorme. Solo una piccola parte di questo commercio è realizzato con la compravendita di beni reali. La maggior parte è eseguita sui mercati finanziari, passando dal 20 per cento del 2000 all'80 per cento attuale. La conseguenza è una fluttuazione importante dei prezzi dei beni agricoli e delle materie prime, fluttuazione tipica dei mercati finanziari speculativi.

La speculazione sulle derrate alimentari è attualmente 33 volte più importante rispetto a dieci anni fa. Lo sapete, forti variazioni di prezzo verso l'alto possono mettere in rovina l'esistenza dei piccoli contadini. A causa del rialzo dei prezzi molte persone diventano ancora più povere e soffrono la fame. Dagli anni Novanta, il mercato dei prezzi alimentari è sempre più deregolamentato. Come illustra un'analisi della comunità di lavoro che raggruppa le principali associazioni per la politica di sviluppo, Alliance Sud, nei periodi dal 2007 al 2008 e del 2010/11 i beni alimentari sono diventati ancora più cari, con aumenti repentini fino al 70 per cento e picchi ancora più alti, che non possono essere spiegati solo con le variazioni climatiche e gli imprevisti. Negli anni tra questi due periodi i prezzi sono poi crollati, una variazione che, come ho detto prima, ha delle gravi conseguenze, in particolare per i contadini e per la popolazione dei Paesi in via di sviluppo. Un aumento eccessivo dei prezzi, anche in un breve periodo, può quindi avere conseguenze catastrofiche. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, FAO, stima che la crisi del 2007/08 ha causato la morte di circa 80 milioni di persone.

Certi, i prezzi non dipendono solo dalla speculazione; ci sono altri fattori come quelli climatici. Ma la speculazione sulle materie prime ha un effetto importante sui prezzi. Ecco perché ci vogliono meno speculazione e prezzi più bassi. Così ci saranno meno persone che soffrono la fame. Ed è quello che chiedono gli autori dell'iniziativa. A chi argomenta che è necessario agire globalmente per lottare contro la povertà e che da solo il nostro Paese può fare poco, va ricordato che le importanti imprese alimentari hanno sede nel nostro Paese. Quasi la metà del commercio di caffè e zucchero è legata alla regione di Ginevra, regione che è la numero uno anche per il commercio di altri prodotti come i creali o il cotone.

Anche il Ticino è una regione con un importante commercio di materie prime. Nel mondo sono prodotti 12 miliardi di beni alimentari, sufficienti a nutrire tutta la popolazione se solo fossero sottratti alle logiche speculative e al profitto. Invece, ogni anno 1 milione di bambini soffre la fame. La speculazione alimentare nega il diritto all'alimentazione che figura nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Quanto chiedono gli autori dell'iniziativa è importante anche per la nostra agricoltura. Nel 2012, infatti, l'agricoltura svizzera ha perso 100 milioni di franchi a causa della speculazione sulle derrate alimentari.

Quest'iniziativa può essere applicata in modo da garantire che ci siano rendimenti legati alla vendita di beni alimentari, come si evince anche dall'articolo 2 del testo d'iniziativa, che non vuole vietare il commercio ma vietare la speculazione. È un problema che lo stesso Consiglio federale ha riconosciuto nella legge federale sull'infrastruttura del mercato finanziario e nel messaggio su questa iniziativa. La legge sull'infrastruttura del mercato finanziario ha sì degli elementi positivi ma non sono sufficienti per evitare le pericolose speculazioni dell'industria finanziaria. È un nostro dovere legiferare in questo settore, per combattere uno dei fattori che portano alla povertà e alla fame nel mondo.

Qualcuno diceva prima che la Svizzera non può essere il solo Paese responsabile per quanto avviene con la speculazione delle derrate alimentari. Certo, la Svizzera non è il solo Paese responsabile, ma la Svizzera è il nostro Paese e deve fare la sua parte. È una necessità, è un dovere morale ed è una responsabilità politica di un Paese in cui, come dicevo prima, numerose multinazionali del settore alimentare vi hanno la propria sede.

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