Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2002-03-18
Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2002-03-18
Wortprotokoll
Mi permetto, quale rappresentante di una minoranza linguistica, di intervenire brevemente su questa importantissima legge che deve servire a promuovere le lingue ufficiali e la comprensione reciproca nel nostro paese.
Si tratta di un atto legislativo molto importante e tanto più importante quanto la consapevolezza dell'importanza della coesione nazionale si sta pian piano sbriciolando. Devo dire che, da quando sono qui a Berna a rappresentare la Svizzera italiana, mi rendo conto che molto spesso questa consapevolezza dell'importanza del conoscerci, del comprenderci, dell'approfondire in amicizia le nostre differenze per costruire insieme questo nostro paese, spesso non esiste più. Quando non c'è la consapevolezza e poi manca, magari, anche la buona volontà, ecco che si fanno le frittate! Spesso noi non capiamo i nostri colleghi e i nostri colleghi non capiscono noi.
Ma questa legge non è solo importante per la coesione nazionale, lo è anche per i nostri figli, i cittadini di domani. Noi sappiamo che le lingue fanno parte di quelle "Schlüsselqualifikationen", come si dice molto bene in tedesco, che sono molto importanti in una società sempre più complessa e in continuo mutamento. Ora abbiamo visto che l'indagine internazionale sulle competenze degli scolari, svolta nell'ambito del programma PISA, ha dimostrato che la Svizzera non è tanto ben messa, soprattutto nelle competenze linguistiche, nella lingua madre ma anche nelle altre lingue ufficiali del nostro paese. Quello che era uno dei vantaggi competitivi del nostro paese, in quanto multiculturale e multilinguistico, di conoscere le nostre lingue, purtroppo non è più un vantaggio competitivo e siamo veramente di fronte a una situazione che chiamerei difficile e anche molto pericolosa. Ecco dunque che questa legge è anche importante per migliorare queste competenze linguistiche e per far sì che il nostro paese raggiunga di nuovo quella eccellenza che aveva nel secolo scorso.
C'è una terza considerazione che spiega perché questa legge è molto importante. Abbiamo notato un certo degrado della posizione della lingua italiana: pur non essendo minacciata nella Svizzera italiana - per fortuna -, il suo uso sta diminuendo nel resto della Svizzera. Sappiamo cosa sta succedendo purtroppo con il romancio, minacciato addirittura già all'interno della sua stessa regione. Penso che anche questa terza considerazione, che riguarda la lingua italiana leggermente minacciata nel resto della Svizzera, deve farci veramente andare avanti con convinzione e con forza nell'approntare questo testo di legge.
A questa legge bisogna anche assegnare dei mezzi finanziari. È inutile fare un testo di legge con dei bellissimi obiettivi, senza avere poi i soldi per poter realizzarli. Cito, ad esempio, lo scambio degli scolari tra una regione e l'altra, lo scambio degli studenti o altre forme di incentivo del dialogo e della comprensione.
Io credo che questa legge rilevi una sfida importante, una sfida anche esistenziale, sia per la comunità, la Svizzera con il suo multiculturalismo e multilinguismo, sia per le persone che la abitano, gli individui con le loro competenze.