Pedrina Fabio · Nationalrat · 2002-03-21
Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2002-03-21
Wortprotokoll
Parlo qui come Ticinese e anche come presidente dell'iniziativa delle Alpi, ed esplicito così i miei legami di interesse in merito alla questione.
Porto il mio sostegno al sistema del dosaggio e ringrazio il Consiglio federale per le risposte date alla raffica di attacchi, orchestrata dalla lobby degli autotrasportatori, che giustamente fanno i propri interessi di categoria, ma questi non sono gli interessi generali del paese.
Sostengo con decisione il sistema del dosaggio ma, come dirò più in dettaglio nel seguente intervento contro la mozione Hegetschweiler, ritengo che debba essere ulteriormente sviluppato affinché, accanto ai criteri di sicurezza, vengano finalmente considerati anche quelli della pericolosità delle merci e di protezione della salute della popolazione.
Non mi interessa qui mettere in evidenza i dettagli di disfunzione del sistema e possibili soluzioni che peraltro ho già comunicato a chi di dovere. Il Ticino si aspetta che il sistema di dosaggio, che ci crea non pochi problemi, venga non solo ottimizzato, ma anche potenziato, e che ai problemi comuni si ricerchino soluzioni comuni con gli altri paesi dell'arco alpino, quindi con l'Unione europea.
E vengo alla questione di fondo, quella degli interessi e degli obiettivi contrapposti in gioco su questa questione. Gli oppositori al dosaggio, e soprattutto chi lo fa con veemenza come il collega Giezendanner che difende comprensibilmente i propri interessi di categoria, fanno cenno alle difficoltà dell'economia, ma non spendono una sola parola per la salute e per la qualità di vita delle popolazioni che abitano lungo gli assi di transito. Questo lo constato non solo leggendo l'interpellanza del gruppo UDC, ma anche quella del collega radicale Theiler e del democristiano Heim. Sono le stesse cerchie che poco tempo fa hanno deciso di forzare il raddoppio della galleria autostradale del Gottardo per motivi di sicurezza, ma che altresì hanno paura di sottoporre al più presto questa iniziativa alla votazione del popolo. Questi signori, dalla memoria corta, oggi vogliono irragionevolmente - e ben lo dimostra il Consiglio federale nella sua risposta - stralciare quello strumento principale voluto proprio per motivi di sicurezza. Ma con la sicurezza ci si sciacqua opportunisticamente la bocca a seconda degli interessi del momento; questa è la triste realtà. Una terza catastrofe in galleria, quella del Gottardo, non è bastata per far capire certe cose a certi colleghi. Per costoro basta sostituire od ampliare alcune cappe di aspirazione del tunnel, e i problemi di sicurezza sono risolti. Questo è ridicolo, ma anche irresponsabile.
Ma lo scopo di questo ulteriore attacco a tutto campo di Giezendanner e soci è semplicemente il ribaltamento della politica dei trasporti alternativa, adottata e confermata dal popolo svizzero negli ultimi dieci anni. Essi vogliono la via libera per il traffico pesante - e non solo -, e ciò sulle spalle di qualcun'altro: più precisamente sulle spalle della popolazione, della sua salute e della sua qualità di vita; sulle spalle degli autisti sfruttati e dei padroncini costretti all'autosfruttamento - altro che lacrime di coccodrillo, Signor Giezendanner!
Essi vogliono la via libera sulle spalle degli automobilisti costantemente minacciati e messi anche in pericolo di vita; della natura indebolita e infine anche dello Stato che paga la differenza dei costi non coperti. Basti pensare alla ridicola copertura per responsabilità civile dell'autocarro belga all'origine del disastro al Gottardo. È proprio così: il basso [PAGE 433] costo del trasporto merci stradale è semplicemente il prodotto di questo enorme sistema di sussidiamento indiretto di cui gli autotrasportatori beneficiano oggi, come detto, soprattutto sulle spalle della popolazione e degli automobilisti.
C'è un altro elemento, un altro importante obiettivo non esplicitato dalla lobby degli autotrasportatori che li porta a combattere con veemenza il sistema di dosaggio: Se questa misura dura, gli operatori economici cominceranno ad orientare la loro catena logistica sulla ferrovia e non più solo sulla strada, e questo significa perdere durevolmente i clienti. Sulla ferrovia, contrariamente a quanto cerca di far credere il coro degli oppositori, vi sono importanti capacità disponibili che non vengono utilizzate; questo semplicemente a causa del buon mercato del trasporto su strada che, come ho detto, è pagato da altri.
C'è un altro aspetto che qui ho denunciato: la "Unheilige Allianz" fra l'UDC che rivendica sempre l'indipendenza della Svizzera e gli autotrasportatori europei. Infatti, l'UDC e chi degli altri partiti la sostiene dal retrobottega, fa comunella con le lobbies tedesche e italiane degli autotrasportatori per liquidare un altro importante strumento della nostra politica dei trasporti: il divieto di circolazione notturno. Lo scopo è il solito: "Freie Fahrt durch die Alpen", e la popolazione urana e ticinese in particolare dovrebbero ancora ringraziare?! No, una prima risposta decisa a chi vuole questi doppi buchi - il raddoppio della galleria del Gottardo - ed a chi vuole sabotare la politica dei trasporti voluta dal nostro popolo, è appena arrivata dalla petizione sui tunnel alpini, sottoscritta da 100 000 cittadine e cittadini svizzeri negli scorsi tre mesi. Si tratta di una petizione che chiede una riduzione drastica del traffico pesante in transito sulle Alpi e il suo conseguente trasferimento su rotaia. Sarà consegnata al Parlamento in aprile ed è un segnale che non solo sostiene il Consiglio federale, ma che lo incita anche, come detto, ad andare oltre.
Per concludere dirò che per le "tavole rotonde" sul traffico pesante - mi rivolgo in particolare al presidente dell'Astag, al collega Carlo Schmid, ma anche al consigliere federale Leuenberger - l'iniziativa delle Alpi è sempre disponibile - l'abbiamo già dimostrato -, purché l'obiettivo non sia solo quello di far passare più TIR attraverso le Alpi.