Chiesa Marco · Nationalrat · 2016-12-15
Chiesa Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2016-12-15
Wortprotokoll
L'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata", promossa da ambienti borghesi, mira ad ancorare nella Costituzione federale il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera ed evitare che il fisco si trasformi in futuro in un organo di polizia.
Il governo teme che questa modifica costituzionale, presentata con ben 117 531 firme, valide a sostegno, possa ostacolare la corretta riscossione delle imposte di Confederazione, Cantoni e Comuni, compromettendo la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo ma anche gli sforzi per allinearsi agli standard internazionali. Il Consiglio federale ed in particolare l'ex ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf si sono molto spesi per dimostrare che questa iniziativa, volta a tutelare la sfera privata dei cittadini svizzeri, non è necessaria. A suo dire la protezione dall'intrusione, in particolare dal fisco, è garantita sia dall'attuale articolo 13 della Costituzione sia dal segreto bancario iscritto nella legge federale sulle banche e le casse di risparmio.
Già oggi, dunque, le autorità fiscali non possono ottenere informazioni dalle banche su un contribuente a meno che non sia in corso un procedimento penale. Tutto inutile, tutto insensato dunque? Certo che no! Il nostro Paese ha sempre conosciuto un rapporto particolarmente stretto tra protezione della sfera privata e libertà personale. Lo Stato si fida dei cittadini e ne riceve di ritorno un comportamento corretto. Per questo motivo la Svizzera si distingue nel confronto internazionale per una grande onestà fiscale della popolazione.
Ma oggi la protezione della sfera privata non è più garantita, bensì in pericolo. Sotto le pressioni provenienti dall'estero, il Consiglio federale rinuncia passo a passo alla difesa di questo principio, e questa deriva deve essere immediatamente fermata. Ogni persona con domicilio in Svizzera deve essere protetta nella sua sfera privata finanziaria, in particolare dalle autorità nazionali. Non vogliamo invece nessuna protezione per evasori e frodatori fiscali.
In effetti, l'iniziativa popolare non protegge né gli evasori né i frodatori fiscali. Il completamento dell'articolo 13 della Costituzione è chiarissimo in questo senso: nell'ambito di un procedimento penale, se sussiste il sospetto fondato che per commettere una sottrazione d'imposta si sia fatto uso, a scopo d'inganno, di documenti falsi, alterati o contenutisticamente inesatti, quali libri contabili, bilanci, conti economici o certificati di salario e altre attestazioni di terzi, o se sussiste il sospetto fondato di sottrazione, intenzionale e continuata, di un'importante somma d'imposta oppure di assistenza o istigazione a tale atto, terzi sono autorizzati a fornire alle autorità informazioni su una persona domiciliata o avente sede in Svizzera, anche senza il consenso alla comunicazione.
Con l'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" sarà garantito costituzionalmente ciò che finora era considerato ovvio: il diritto di ogni persona alla protezione della propria sfera privata, ma senza creare alcun velo di opacità [PAGE 2256] che possa permettere ad ognuno di farla franca in caso di reato. Le basi del nostro segreto bancario devono essere cementate immediatamente. La riformulazione dell'articolo 13 della Costituzione non farà nient'altro che ribadire la nostra convinzione che il rapporto di fiducia tra Stato e cittadino non è in discussione e non può essere messo sotto pressione da nessun attore, neppure estero.