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Romano Marco · Nationalrat · 2017-06-12

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2017-06-12

Wortprotokoll

Il Gran Consiglio del cantone Ticino ha trasmesso nel settembre 2015 all'Autorità federale due iniziative cantonali, 15.320 e 15.321. Gli autori delle due iniziative chiedono la creazione di una base legale federale per permettere la possibilità di richiedere sistematicamente la fedina penale - l'estratto del casellario [PAGE 1033] giudiziale - ai cittadini dell'Unione europea che chiedono il rilascio di un permesso di dimora, B, o di frontaliere, G.

L'obbligo di presentazione del casellario giudiziale era stato introdotto per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico dal Consiglio di Stato ticinese il 2 aprile 2015. La misura era sostenuta da una risoluzione del Gran Consiglio e da una petizione firmata da 12 192 cittadini. La pratica ha permesso di evidenziare alcuni casi di postulanti con una fedina penale significativamente macchiata: reati gravi, molto gravi, e condanne ancora pendenti. Per taluni non è stato emesso il permesso, altri hanno desistito. L'autocertificazione, prevista nell'ambito della libera circolazione delle persone, non avrebbe evidentemente dato questo risultato positivo, poiché gli interessati avrebbero taciuto le pendenze giudiziarie nel paese che stavano lasciando. La rilevanza in materia di sicurezza è quindi data e conclamata.

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha dato seguito alle due iniziative cantonali ticinesi l'8 novembre 2016, quella del Nazionale il 20 gennaio di quest'anno. Gli approfondimenti svolti dalle commissioni e un rapporto analitico del Segretariato di Stato per la migrazione hanno evidenziato che un'attuazione diretta delle due iniziative cantonali necessiterebbe di una modifica sostanziale della legge federale sugli stranieri. Si tratterebbe tuttavia di una modifica legislativa incompatibile con una disposizione dell'allegato I dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea.

Un siffatto modo di procedere creerebbe una incertezza giuridica e delle complicazioni politiche con l'Unione europea. Dato l'attuale stato di blocco integrale delle trattative tra Svizzera e Unione europea è evidente che è impensabile ottenere un riesame del citato allegato. Occorre, in questo caso, essere realisti.

Si sono quindi cercate alternative praticabili per dare seguito, almeno parzialmente, alla richiesta ticinese. In base alle informazioni assunte dalla Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale, esiste in ambito dell'Unione europea un sistema di scambio di informazioni sui casellari giudiziali denominato ECRIS - European Criminal Records Information System. Si tratta di una piattaforma la cui realizzazione è ancora in corso e in fase di perfezionamento; vi sono parecchi aspetti tecnici e politici ancora da regolare.

La richiesta espressa dal canton Ticino potrebbe dunque essere almeno parzialmente soddisfatta mediante l'adesione della Svizzera a Ecris. La disponibilità di informazioni su "pendenze giudiziarie" su di una piattaforma condivisa a livello europeo potrebbe fornire una risposta concreta alle necessità di sicurezza sottolineate in Ticino con la richiesta sistematica del casellario giudiziale. Vanno verificate la qualità delle informazioni contenute e la possibilità di accedervi in maniera sistematica.

Con questo postulato la commissione - sottolineo all'unanimità - incarica il Consiglio federale di esaminare, se la richiesta contenuta nelle iniziative del cantone Ticino di introdurre la possibilità di richiedere sistematicamente l'estratto del casellario giudiziale ai cittadini dell'Unione europea che chiedono il rilascio di un permesso potrebbe essere soddisfatta interamente o almeno in parte mediante l'adesione al programma UE-Ecris.

La commissione prende atto con favore della decisione del 2 giugno scorso del Consiglio federale di accogliere il postulato. Le iniziative cantonali sono sospese in commissione, in attesa dei chiarimenti richiesti con questo postulato. Il fatto che a livello europeo si stia affrontando la questione conferma la fondatezza della richiesta ticinese.