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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2017-09-14

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2017-09-14

Wortprotokoll

L'iniziativa "No Billag" è estrema, è difficile negarlo. L'iniziativa effettivamente estrema lo è, visto che propone di abolire totalmente il canone radiotelevisivo. Però la controparte è altrettanto estrema.

Le risorse a disposizione delle SSR sono aumentate costantemente nel corso degli anni, sia a seguito di aumenti del canone, che nel 1990 ammontava a 279 franchi, sia per la crescita della popolazione. Tuttavia, l'azienda supportata dal Consiglio federale e dalla maggioranza politica non vuole rinunciare a nulla. Nel 2015, per una manciata di schede, è addirittura riuscita a incrementarsi le entrate trasformando il canone in una imposta; così si costringe a pagare anche chi non può o non vuole usufruire dei servizi radiotelevisivi. Questa soluzione viene spacciata come equa. Questa soluzione è invece ingiusta e contraddice ogni principio di causalità.

Il mondo è cambiato, la televisione lineare, quella che segue un palinsesto ha i giorni o comunque gli anni contati. Eppure, la SSR pretende di essere intoccabile, rifiuta di mettersi in discussione e la maggioranza politica che la controlla le dà man forte. Lo ha dimostrato in passato e lo dimostra oggi con questa iniziativa: di entrare nel merito di soluzioni alternative all'iniziativa "No Billag" non se ne parla nemmeno e su ogni riduzione del canone, anche modesta, vi è una chiusura totale da parte della maggioranza - vengono subito evocate conseguenze apocalittiche.

Quando tutti i media e in particolare quelli cartacei devono tirare la cinghia, la SSR vuole sempre di più. Vuole anche più pubblicità: infatti, intende creare una holding con gli amici di Ringier e Swisscom per meglio razziare il mercato pubblicitario, evidentemente a danno della concorrenza sia elettronica che cartacea.

Metà della popolazione svizzera non è contenta della SSR. Questo è emerso chiaramente dalla votazione del 2015 sul canone obbligatorio. In Ticino gli scontenti sono addirittura la maggioranza: il 52 per cento ha votato no alla nuova legge federale sulla radiotelevisione. A questa metà della popolazione, né l'emittente pubblica né la politica federale danno alcuna risposta. Come al solito - l'abbiamo sentito tra le righe negli interventi di chi mi ha preceduto - si accusano i cittadini di aver votato sbagliato o di essere autolesionisti.

Il rapporto del Consiglio federale sul servizio pubblico in sostanza dice che va tutto bene. Il Parlamento, respingendo l'iniziativa "No Billag" senza sostenere alcun controprogetto, farà probabilmente la stessa cosa. Non si può però andare avanti a scontentare i cittadini all'infinito, e nemmeno si può continuare a ricattare le minoranze linguistiche, a cominciare da quella italofona, dicendo che - poiché in proporzione essi ricevono una quota parte maggiore del canone - devono farsi andar bene quello che fa la RSI, quindi o mangi questa minestra o salti dalla finestra! Questo non lo accetto! I ticinesi pagano il canone come gli altri cittadini! Pretendere che paghino, tacciano e votino sempre sì quando si tratta della SSR, ecco, questo sì che è anti-svizzero! Se le minoranze linguistiche non sono soddisfatte del servizio pubblico che ricevono dalla SSR e che pagano, profumatamente, anche loro, devono poterlo esprimere e devono poter votare di conseguenza.

Senza un segnale forte, la SSR sarà legittimata a continuare a scontentare la metà della popolazione, con costi eccessivi, con una offerta pompata artificialmente che va ben al di là del servizio pubblico, con un'impostazione da pensiero unico: sempre pro Unione europea, pro libera circolazione e naturalmente contro gli odiati populisti, e tutto questo, cela va sans dire, con tanto di fake news. Questa non è equidistanza, questa non è imparzialità e questa non è nemmeno pluralità.

Per questo motivo sostengo il plafonamento del canone a 200 franchi all'anno, il che permetterebbe di lasciare più soldi ai cittadini per scegliere l'offerta mediatica che preferiscono. Se questa proposta, come è verosimile, verrà respinta sosterrò l'iniziativa "No Billag".