Lexipedia

Semadeni Silva · Nationalrat · 2017-09-19

Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2017-09-19

Wortprotokoll

Dopo la votazione sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", accettata dai votanti nella misura del 50,3 per cento nel febbraio 2014, pensavo con sgomento che non fosse possibile applicare il nuovo articolo costituzionale 121a senza mettere in pericolo gli importanti primi sette trattati bilaterali con l'Unione europea, a loro volta accettati dal popolo nel 2000 e connessi giuridicamente fra di loro dalla famosa "clausola ghigliottina". Non ero l'unica a pensarlo. Già nel novembre dello stesso anno un comitato apartitico, composto soprattutto da diverse personalità del mondo accademico, decide di lanciare l'iniziativa RASA - "Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione" - per uscire, appunto, dal vicolo cieco.

L'iniziativa propone ai cittadini una semplice domanda: applicare l'articolo sull'immigrazione o dare la priorità agli accordi bilaterali con l'Unione europea? La risposta per me era chiara e ho sostenuto con convinzione l'iniziativa RASA. Nel cuore dell'Europa, la Svizzera non può mettere in questione unilateralmente i trattati, stipulati anche nel nostro proprio interesse, con i vicini, con la maggiore forza politica ed economica del nostro continente. Poiché un'adesione della Svizzera all'Unione europea non è in vista, i trattati bilaterali vanno salvaguardati, vanno adattati allo sviluppo della società, ma di comune accordo con l'Unione europea, come intende continuare a fare il Consiglio federale. Un isolamento della Svizzera non può essere preso in considerazione. In questo mondo globalizzato l'Unione europea, malgrado tutti i suoi difetti, è fondamentale sia per assicurare i valori democratici e la cultura europea, sia per risolvere problemi globali come il surriscaldamento del clima, sia per affrontare la forza dell'economia che non conosce più confini e sfrutta le differenze fra gli Stati nazionali a proprio vantaggio.

La grande sfida per il nostro paese è stata risolta alla fine dell'anno scorso: il Parlamento ha trovato una soluzione per l'applicazione dell'articolo 121a della Costituzione, chiamata "priorità light ai residenti". È una soluzione che rafforza la posizione della manodopera indigena senza ferire il trattato sulla libera circolazione - e il referendum non è andato in porto. Si tratta di un minimo compromesso, che deve ancora entrare in vigore e affermarsi nel mondo del lavoro. Risolve però il conflitto con l'Unione europea e salva i trattati bilaterali.

Dopo la decisione del Parlamento i rapporti con l'Unione europea si sono sbloccati e in diversi dossier si sono registrati dei progressi. Abbiamo ratificato pure il protocollo con la Croazia e contemporaneamente assicurato ai ricercatori svizzeri l'accesso ai programmi quadro di ricerca Horizon. Anche le trattative sui programmi Erasmus plus, che permettono a studenti e docenti svizzeri gli importanti scambi con le università estere, sono sulla buona via. Sì, abbiamo trovato un'uscita dal vicolo cieco!

L'iniziativa RASA ha così assolto il suo compito e anch'io invito il suo comitato a ritirarla. È realistico, è necessario accontentarsi oggi del compromesso raggiunto e guardare al futuro. La libera circolazione delle persone è tuttora nel mirino delle forze nazionaliste, le tendenze all'isolazionismo sono tuttora presenti nella nostra società, come abbiamo appena sentito [PAGE 1459] in vari interventi. Sono convinta che in base al dialogo di nuovo riattivato la Svizzera e l'Unione europea troveranno per le due parti soluzioni favorevoli alle attuali sfide.

Con il gruppo socialista anch'io non sosterrò l'iniziativa RASA.