Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2017-09-26
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2017-09-26
Wortprotokoll
Questa mozione si occupa di un tema che purtroppo è di grande attualità e cioè della diffusione dell'estremismo islamico in Svizzera. Tre le richieste che vengono formulate:
"1. das Verbot für islamische Gebetsstätten und Imame, Gelder aus dem Ausland anzunehmen;
2. die Verpflichtung für islamische Zentren, die Herkunft und die Verwendung der Finanzen offenzulegen;
3. die Pflicht, die Predigt in der Sprache des Ortes abzuhalten."
Gemäss Medienberichten soll die türkische Regierung direkt oder indirekt 35 Moscheen und islamische Zentren in der Schweiz finanzieren. Ziel dieses finanziellen Engagements könnte es sein, in der Schweiz einen radikalen Islam zu propagieren. Es ist gerechtfertigt, sich Sorgen darüber zu machen, welche Botschaften die Imame in Europa verbreiten, insbesondere, wenn sie nicht in der Sprache des Ortes predigen. Man darf sich also die Frage stellen, ob in den Gebetsstätten in der Schweiz die Integration propagiert wird oder extremistische Ansichten verbreitet werden.
I finanziamenti esteri alle moschee svizzere - nel testo della mozione figura l'esempio del governo turco, perché era particolarmente attuale al momento della sua redazione ma non è certamente l'unico esempio - sono ritenuti da tutti gli esperti un elemento cruciale della radicalizzazione in Svizzera. È quindi evidente che a questo livello occorre intervenire.
Un altro punto fondamentale è quello della lingua in cui vengono tenute le prediche. È importante che esse siano pronunciate nella lingua locale, questo sia per una questione di trasparenza - perché tutti devono poter capire cosa si sta dicendo - sia perché i predicatori devono essere tenuti ad integrarsi e quindi a conoscere la lingua del posto dove vivono. Anche su questo aspetto gli specialisti concordano.
Un altro problema, non contenuto nella mozione, riguarda l'eccessiva facilità con cui gli immigrati radicalizzati accedono al nostro Stato sociale. L'esperto di ambienti islamisti, Thomas Kessler, ha di recente dichiarato sulla stampa che il nostro sistema di assistenza sociale rende la Svizzera la base ideale per i terroristi islamici. Questo perché da noi, come in alcuni paesi nordici, si possono ottenere molte risorse con poco sforzo. Gli jihadisti, prosegue l'esperto, abusano del sistema sociale elvetico e utilizzano il paese come base logistica per il loro estremismo. Infine afferma che gli islamisti temono la perdita dell'assistenza sociale assai più delle pene detentive.
Il Consiglio federale respinge la mozione con argomenti che ritengo però poco convincenti. Si cita la libertà di religione che però con le richieste concrete della mozione ha poco a che vedere, perché non si tratta di impedire a chi che sia di praticare il proprio credo. Si tratta invece di tutelare il nostro paese, compresi i musulmani moderati, dal dilagare dell'estremismo. Si tratta di evitare che la Svizzera si trasformi, come ha detto l'esperto Kessler citato prima, in una base logistica per l'estremismo islamico, e il rischio che questo accada è reale. La libertà di religione quindi non c'entra, e in ogni caso, come tutti i diritti costituzionali, anch'essa può essere limitata in presenza di una base legale, di un interesse pubblico e della proporzionalità.
Il Consiglio federale, nella sua presa di posizione afferma che gli strumenti legali a disposizione attualmente sono sufficienti a combattere il rischio dei predicatori islamici estremisti in Svizzera. Ecco, è un'affermazione che mi fa un po' sorridere se penso che non passa settimana senza che si scopra un predicatore d'odio in una qualche moschea nel nostro paese; vedi il recente caso dell'imam di Nidau che era pure a carico dello Stato sociale. La presa di posizione governativa è improntata al garantismo ma se pensiamo di combattere il jihadismo con gli stessi strumenti legali con cui si combattono i ladri di galline, ecco, mi permetto di esprimere la mia preoccupazione.[GZ]
Vi invito pertanto a sostenere la mozione.