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Semadeni Silva · Nationalrat · 2018-03-01

Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2018-03-01

Wortprotokoll

Noi tutti siamo pedoni, ciclisti, automobilisti, utenti dei mezzi pubblici, quasi sempre tutt'in uno. È quindi nell'interesse di tutti noi che si sviluppino le varie possibilità di muoversi, ma soprattutto quelle sostenibili, quelle che non inquinano. Per le biciclette abbiamo fatto ancora troppo poco. Anche il Consiglio federale ritiene un maggiore impegno a favore delle vie ciclabili opportuno ed appropriato.

In Svizzera circolano oggi almeno 3 milioni di biciclette. Un numero crescente di persone impiega la bicicletta per [PAGE 132] andare al lavoro o per mantenersi in forma. Secondo Velosuisse nel 2016 in Svizzera sono state acquistate 324 581 biciclette, fra le quali quasi un quarto erano biciclette elettriche - un aumento del 14 per cento rispetto all'anno precedente. È quindi giusto impegnarsi per le biciclette, e promuovere la bicicletta significa prima di tutto separare il traffico ciclistico da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse. Così si migliorano le condizioni per i ciclisti e significativamente anche la sicurezza stradale. La pista ciclabile sicura rappresenta un'alternativa ecologica e sana ai percorsi congestionati dal traffico automobilistico.

La bicicletta crea pure un interessante indotto turistico. Scoprire la Svizzera in bicicletta, su ciclopiste attrattive e sicure anche per bambini, rappresenta un'offerta sempre più ambita, evidenziata dal lavoro di Svizzera Mobile. I conflitti che sorgono per il forte aumento di "mountainbikers" vanno risolti stabilendo regole per il rispetto reciproco degli utenti dei sentieri e per la salvaguardia degli interessi della natura.

Promuovere la bicicletta significa soprattutto realizzare, migliorare e ampliare la rete di ciclopiste, combinando il tutto con l'uso dei servizi pubblici.

È incontestabile: la diffusione dell'uso della bicicletta contribuisce a decongestionare il traffico, a ridurre le emissioni di CO2, a promuovere la salute e il turismo sostenibile. Ben venga quindi l'iniziativa per la bici, che intende dare una significativa spinta alla promozione della mobilità ciclabile! Questa tocca oggi ai cantoni e ai comuni. L'iniziativa per la bici chiede che la Confederazione abbia a sua volta delle competenze, come per i sentieri, come per i percorsi pedonali. La Confederazione deve poter svolgere la stessa funzione di coordinamento e, se necessario, di assistenza. Deve poter mettere a disposizione fondamenti validi per l'intero territorio nazionale. La regolamentazione dettagliata e la relativa esecuzione rimangono, come finora, di competenza dei cantoni.

Il controprogetto diretto del Consiglio federale all'iniziativa per la bici contempla a sua volta queste mete e io stessa quale iniziativista, come anche il comitato d'iniziativa, siamo pronti a ritirare l'iniziativa se il controprogetto invariato viene accettato in Parlamento. Siamo pronti ad accettare la principale differenza fra iniziativa e controprogetto, cioè la formulazione potestativa al posto di quella imperativa per la promozione e il coordinamento dei provvedimenti da parte della Confederazione. Benché l'iniziativa sia più consistente, anche il controprogetto rappresenta un importante passo nella giusta direzione. Il nuovo compito costituzionale rafforzerà la posizione del traffico lento nella politica nazionale. E i modesti costi supplementari verranno compensati all'interno dell'USTRA.

Vi prego quindi di sostenerne gli intenti, anche votando solo per il controprogetto invariato, come raccomanda la maggioranza della commissione.