Maspoli Flavio · Nationalrat · 2002-06-18
Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2002-06-18
Wortprotokoll
La collega portavoce della commissione ha citato un proverbio cinese. Io ne vorrei citare uno arabo: "I cani abbaiano e la carovana passa." È quello che capita spesso nel nostro Parlamento e nel nostro paese. Usando la stessa metafora, nel 1994 i cani hanno abbaiato: i cantoni hanno detto no alla naturalizzazione agevolata per i giovani stranieri. Nemmeno otto anni dopo, ecco che il Consiglio federale non solo torna a proporre l'argomento, ma alza il tiro dicendo che non fa niente se non siamo riusciti a saltare un metro e che adesso proviamo a saltarne due.
Ebbene, a noi questa cosa non può piacere. Nel 2001 la cittadinanza elvetica è stata concessa a 30 075 persone, il che corrisponde più o meno - cento più, cento meno - al numero degli abitanti delle città di Lugano e Locarno messe assieme. 30 075 persone che hanno cambiato la nazionalità o, per dire meglio, hanno aggiunto alla loro quella svizzera. Credo che sia una cifra notevole ed altamente sufficiente, forse però non basta, forse però - ed ecco il primo grande ostacolo di questa legge -, si vuole, con questa politica delle naturalizzazioni facilitate, nascondere un altro problema che è reale, quello della massiccia presenza di stranieri in Svizzera. Or bene, è chiaro che se noi ne naturalizziamo 30 000 all'anno, statisticamente ce ne sono 30 000 di meno. La statistica dice che 30 000 persone non sono più degli stranieri, ma sono diventate degli svizzeri. Ecco dunque come si tenta con dei mezzucci - mi si consenta questo termine poco simpatico - di nascondere una politica dell'immigrazione non sufficientemente rigorosa che in Svizzera è stata praticata direi addirittura negli ultimi decenni.
Dal 1° giugno sono in vigore gli Accordi bilaterali che voi tanto fortemente avete voluto, che il mio cantone, per esempio, ha respinto ma che deve sopportare lo stesso. La libera circolazione delle persone darà agli stranieri esattamente gli stessi diritti che hanno gli svizzeri. Dunque mi chiedo, che bisogno ci sia di regalare la nazionalità svizzera, di darla a chiunque, anche a chi non la chiede. Noi però la diamo alla terza generazione, la diamo così, mentre neanche il battesimo cattolico avviene senza la volontà di qualcuno. Qui noi regaliamo la nazionalità, andiamo da un estremo all'altro. Forse una volta la legge era troppo rigorosa ma oggi quello che si vuole fare sta andando decisamente troppo nell'altra direzione.
Dicevo prima che si vogliono nascondere gli effetti di una politica dell'immigrazione praticata con troppa allegria per troppo tempo. Ma se quello che oggi propone il Consiglio federale è la risposta al comportamento dei cittadini di diversi paesi, tra cui citerò Emmen, il minimo che si può dire è che si tratta di una risposta sbagliata che non farà altro che riscaldare ulteriormente gli animi e l'ambiente - un ambiente che in certi paesi e in certe zone del nostro paese è già surriscaldato.
Per ciò che ci concerne questa revisione giunge nel momento sbagliato ed in un momento in cui non è il caso di parlare di questo argomento, tanto più che l'Europa - la famosa Unione Europea, detta UE, che a noi non piace per niente, ma che a voi piace tanto e vi fa venire gli spasimi di gioia non appena ne pronunciate il nome - sta facendo di tutto per evitare di chinarsi sull'argomento. L'argomento viene rimandato di mese in mese e d'anno in anno.
Dunque no alle naturalizzazioni automatiche, no alle facilitazioni che in questo momento sono assolutamente fuori luogo. Pertanto vi prego di accettare la mia proposta di non entrare in materia. Mi scuso con la collega portavoce della commissione, perché sentendo l'entusiasmo con cui esponeva l'argomento quasi quasi era riuscita a convincermi, ma solo quasi.