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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2019-06-13

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2019-06-13

Wortprotokoll

Il tema sollevato da questa mozione è la perdita della cittadinanza svizzera a seguito di reati gravi che è regolata nell'articolo 48 della legge federale su l'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera. Ora, questo articolo allo stato attuale ha una portata pressoché nulla, e questo accade, perché i criteri per la sua applicazione sono estremamente restrittivi.

Zurzeit sind die Anforderungen für den Entzug des Schweizer Bürgerrechts sehr hoch. Nach heutiger Auffassung kann ein solcher nur dann vorgenommen werden, wenn die betreffende Person Delikte wie Völkermord und Verbrechen gegen die Menschlichkeit, Kriegsverbrechen oder Verbrechen gegen den Staat und die Landesverteidigung begangen hat. Delikte gegen Leib und Leben sind, wenngleich verwerflich, nicht in einer Weise gegen die Interessen des Landes gerichtet oder dem Ansehen der Schweiz in einem Ausmass nachteilig, dass sich ein Entzug des Schweizer Bürgerrechts rechtfertigen würde.

Quindi alla persona naturalizzata la cittadinanza elvetica può venire ritirata praticamente soltanto in caso di genocidio o di atti terroristici. E questo nemmeno sempre: conosciamo la discussione che ruota attorno alla vertenza del rimpatrio di persone che, diciamo, si sono macchiate di reati di terrorismo ma che rischierebbero trattamenti disumani o sarebbero in pericolo di vita nel paese d'origine.

Il Consiglio federale, nella sua presa di posizione sulla mozione, dichiara che l'omicidio non è un reato abbastanza grave per giustificare un provvedimento quale il ritiro della cittadinanza svizzera. Personalmente non condivido che l'omicidio non sia un reato abbastanza grave per giustificare la revoca del passaporto svizzero, come prevede l'attuale regolamentazione. Trovo questo stato di cose insoddisfacente, quindi continuerò ad insistere affinché le regole cambino. Chi si macchia di un crimine efferato offende in modo grave la comunità che l'ha accettato come membro a tutti gli effetti e dimostra dunque che la naturalizzazione non era meritata. Pertanto la cittadinanza svizzera, almeno in questi casi estremi, deve poter essere revocata. Questo anche perché non è logico che da una parte ci sia un regime di naturalizzazioni facili che va anche a beneficio di persone non integrate, mentre dall'altra parte vi sia un regime di revoche della cittadinanza svizzera che è praticamente impossibile da attuare.

Se poi, come scrive il Consiglio federale nella sua presa di posizione su questa mozione, non ci può essere una differenza tra gli svizzeri di nascita e quelli naturalizzati, si può obiettare che la differenza esiste già oggi: lo stesso articolo 48 della legge federale su l'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera prevede la distinzione, solo che la prevede per un numero insufficiente di fattispecie. È quindi questo che chiedo di cambiare. Si tratta in sostanza di allargare la portata di una norma che già esiste e non di inventare norme nuove.

Poi si può anche considerare il fatto che i cittadini naturalizzati possono disporre di vari passaporti e hanno anche i vantaggi che ne derivano, mentre gli svizzeri di nascita ne hanno uno solo. Quindi, se il Consiglio federale fosse coerente con le sue asserzioni di uguaglianza assoluta tra tutti gli svizzeri, allora dovrebbe essere contrario ai passaporti multipli. Invece sappiamo che la posizione sul tema è diversa, e questo vale non solo per il Consiglio federale ma anche per la maggioranza politica.

Chiedo quindi di appoggiare la mozione anche per ridare valore e dignità alla naturalizzazione.