Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2019-06-18
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2019-06-18
Wortprotokoll
Les cinq initiatives parlementaires Pfister Gerhard, Rytz Regula, Landolt, Jans et Rösti sont de teneur presque identique. Elles visent [PAGE 1192] à compléter l'article 27 de la loi sur la radio et la télévision avec un nouvel alinéa 2: "Dans le domaine de l'information dans la région linguistique germanophone, la SSR produit la majeure partie de ses offres audiovisuelles sur le site de Zurich et la majeure partie de ses offres audio sur le site de Berne; dans la région linguistique francophone, elle produit la majeure partie de ses offres audiovisuelles sur le site de Genève et la majeure partie de ses offres audio sur le site de Lausanne."
Le 15 janvier dernier, la commission a décidé, par 14 voix contre 10 et 1 abstention, de ne pas donner suite à ces initiatives.
Le cinque iniziative nascono a seguito della prevista riorganizzazione della redazione della SSR in Svizzera tedesca e romanda. Infatti, le iniziative sono state inoltrate a breve distanza dall'annuncio di questa riorganizzazione. Il 15 gennaio 2019, la commissione ha sostenuto un'audizione con alcuni degli autori delle iniziative, che hanno sottolineato il tema della coesione nazionale che renderebbe necessario un forte radicamento della SSR nelle varie parti del paese. Si teme in particolare una concentrazione a Zurigo dell'informazione della SSR. Infatti si è sentito parlare anche adesso a più riprese di "zurighesizzazione" del panorama mediatico Svizzero, "also 'Verzürcherung' der Medienlandschaft".
In particolare, gli autori delle iniziative e la minoranza commissionale sottolineano la necessità per chi produce informazione di essere fisicamente presente nei luoghi da cui riferisce. Le notizie su Berna, se prodotte a Berna, risulterebbe diverse che se prodotte a Zurigo. Sono state in generale sollevate le questioni della pluralità dell'informazione in relazione alla pluralità dei siti di produzione, del margine di intervento della politica in questioni che riguardano l'organizzazione aziendale e del timore di un progressivo smantellamento di posti di lavoro a Berna a vantaggio di Zurigo.
La maggior parte della commissione vede la cosa diversamente.
Commençons par les chiffres. On ne peut pas dire qu'en Suisse alémanique la SSR soit en train de centraliser à Zurich. La situation avant le transfert partiel est la suivante: 232 journalistes à Berne, 929 à Zurich, 112 à Bâle. Après la réorganisation, on aura le scénario suivant: 934 journalistes à Zurich, soit 5 de plus qu'aujourd'hui, 222 à Bâle, soit 110 de plus qu'actuellement, et 150 à Berne. Le transfert ne s'opère donc pas entre Berne et Zurich mais entre Berne et Bâle. On n'est donc pas en train de démanteler le site de Berne, car il y restera quand même plus de 550 collaborateurs, dont 150 journalistes.
La SSR dispose actuellement de sept sites principaux de production pour la Suisse alémanique, la Suisse romande, les Grisons et la Suisse italienne. Elle veut les maintenir. Elle dispose aussi de 17 petits studios régionaux dans les cantons. Cette organisation est fédéraliste et n'est pas remise en question.
Dopo le indicazioni numeriche passiamo ai temi politici su cui sarebbe opportuno che la politica intervenisse per contrastare la riorganizzazione che la SSR provvede ad effettuare. La maggioranza della commissione ritiene che ciò non sia il caso per i seguenti motivi: l'articolo 25 della Concessione della SSR prevede che i contenuti vengano principalmente prodotti "nelle regioni linguistiche alle quali sono destinate". Ecco, fermo restando che il travaso dei giornalisti avviene da Berna a Basilea e non tanto da Berna a Zurigo, rimane il fatto che Berna e Zurigo risultano appartenere alla medesima regione linguistica. Viene inoltre ritenuto problematico ancorare nella legge solo quattro siti specifici tralasciando tutti gli altri. La maggioranza della commissione ritiene dunque che la pluralità di informazione sia essenzialmente un tema di contenuti e di reclutamento dei giornalisti che devono provenire dalle varie parti della Svizzera e non tanto di location. Se si vuole un maggiore ancoramento della SSR nella realtà locale occorre semmai intervenire sui programmi e non sull'ubicazione delle sedi.
La maggioranza ritiene inoltre che la SSR debba disporre della libertà d'impresa necessaria per decidere sulle organizzazioni come quella messa in discussione, tanto più che l'emittente ha avuto dalla politica l'indicazione di risparmiare. Si è sempre predicata l'indipendenza dell'emittente dalla politica e la libertà di organizzazione della SSR, ovviamente nei limiti della concessione. Dunque, secondo la maggioranza commissionale occorre rimanere coerenti anche davanti a scelte che non possono soddisfare tutti e riconoscere che le condizioni quadro sono quelle contenute nell'articolo 25 della Concessione, ossia che i contenuti vanno prodotti "nelle regioni linguistiche alle quali sono destinate".
Accettare le cinque iniziative, a mente della maggioranza commissionale, costituirebbe dunque un'ingerenza indebita ed eccessiva nella libertà d'impresa della SSR. La maggioranza della commissione vi invita quindi a non dare seguito alle cinque iniziative.