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Romano Marco · Nationalrat · 2019-09-11

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-09-11

Wortprotokoll

La politica famigliare deve evolvere con la società. Cambiano le abitudini, i ruoli e le aspettative tanto nella vita privata quanto nel mondo del lavoro. È innegabile, tutto va sempre più veloce e le esigenze sono costantemente in crescita. Nel mondo del lavoro giustamente si chiedono flessibilità e disponibilità, aumentano la complessità e la velocità. Ne consegue una crescita degli squilibri e una marcata tendenza all'individualismo. A risentirne sono la vita comunitaria, la disponibilità a condividere e il coraggio di assumersi la grande responsabilità di vivere un rapporto di coppia duraturo e di crescere una famiglia. Le statistiche in tutti questi ambiti mostrano chiaramente questa evoluzione: una individualizzazione e deresponsabilizzazione nei confronti della comunità e dello Stato.

L'introduzione di un congedo paternità minimo a livello nazionale - due settimane a tutti i neo-papà da utilizzare nei primi sei mesi dopo la nascita - non è una conquista, ma è un atto dovuto nei confronti delle famiglie, delle madri e dei padri, e dei figli che di fatto sono il futuro del paese.

Negli ultimi anni parecchie aziende, anche aziende medio-piccole, tanti cantoni e moltissimi comuni, hanno già introdotto questo istituto di politica famigliare. Ora è il momento di fissare una base minima a livello nazionale. I tempi sono maturi, anzi, penso che lo si possa dire chiaramente, siamo in ampio ritardo.

La versione proposta è un compromesso ragionevole, utile e finanziariamente sostenibile, già proposto nel 2014 dal PPD. Spero che un'accettazione ampia porti al ritiro dell'iniziativa, in vista di futuri ulteriori sviluppi nella politica famigliare. Forzando oggi e nei prossimi mesi la mano o andando in votazione popolare con lo scontro "due settimane contro quattro settimane", inaspriremmo il dibattito su futuri sviluppi assolutamente necessari. Faremmo solo il gioco di quella destra, che per questioni puramente ideologiche, lontana dalle vere necessità delle famiglie, non vuole nulla e che combatte anche questa proposta minimale.

Questa riforma nasce già vecchia, già superata da tempo, lo dimostrano le numerose proposte di minoranza che chiedono l'introduzione di varie forme di congedo parentale, a disposizione di entrambi i genitori.

È un passo in avanti, con grandissimo ritardo. Affermare che andava e va tutto bene anche senza il congedo paternità, che ho cresciuto una famiglia senza questo congedo o che è un costo eccessivo per l'economia, significa misconoscere[NB]l'evoluzione della nostra società. Non vergogniamoci di dire - e spero che sempre più uomini abbiano il coraggio di farlo - che si vuole il tempo per "fare i papà" e che non solo si "è papà". Vent'anni fa magari era machismo o egoismo, questo non lo si poteva dire. Oggi credo che vada detto e che questa riforma vada difesa anche per questo motivo - ci vuole del tempo per "fare il papà" e non solo "essere papà" dal punto di vista biologico.

L'accettazione del congedo nella popolazione è molto ampia - lo dimostrano tantissimi sondaggi - e altre riforme non vanno messe nel cassetto. Cito nuovamente il congedo parentale, strumento che se sviluppato con pragmatismo e flessibilità permetterà di meglio conciliare gli impegni fondamentali della vita, ripartendoli in maniera eguale, flessibile e strutturata, in maniera pensata tra le madri e i padri. Oggi c'è questa volontà, e lo Stato sociale deve prenderne atto in maniera pragmatica, predisponendo gli strumenti necessari.

Quale Svizzera vogliamo fra vent'anni? Come PPD vogliamo una Svizzera non egoista ed individualista, una Svizzera dove costruire una famiglia sia ancora a misura di tutti. Oggi di fatto questo non lo è, perché le esigenze nel mondo del lavoro, le disponibilità finanziarie, il quadro sociale non lo rendono più possibile a tutte le famiglie. Prendiamone atto, non neghiamolo, e creiamo condizioni migliori. Per questo motivo l'introduzione del congedo paternità è urgente, è un passo moderato e sostenibile.

Quindi sì al controprogetto, no all'iniziativa!

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