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Gysin Greta · Nationalrat · 2019-12-16

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2019-12-16

Wortprotokoll

Due sono i grossi problemi del sistema sanitario svizzero. Il primo, annoso e grave, è quello dei premi di cassa malati in continua crescita e ormai per troppi cittadini impagabili: in Ticino, per esempio, per la maggioranza della popolazione i premi di cassa malati rappresentano il doppio di tutte le imposte - federali, cantonali, comunali - sommate. Più di un terzo della popolazione beneficia di sussidi di cassa malati. Questo è un problema grave, che merita al più presto risposte serie. Non certo cerotti o pseudo-soluzioni come i 50 franchi per la visita al pronto soccorso, voluti due settimane fa da questo Parlamento, che non faranno che peggiorare la situazione.

Il secondo grande problema, anch'esso molto grave, è la mancanza di personale. Per quanto riguarda i medici il problema è chiaro: l'infelice decisione di questo Parlamento di imporre a mantenere il numerus clausus alla Facoltà di medicina, fa sì che la Svizzera formi meno della metà dei medici di cui necessita. Ne importiamo quindi dai paesi vicini, una prassi eticamente alquanto discutibile. Altri Stati ne pagano infatti la formazione, tra i 500[NB]000 e 750[NB]000 franchi a studente, noi glieli portiamo via.

Il problema è ancora più grave nell'ambito delle cure infermieristiche: entro il 2030 potrebbero mancare in Svizzera tra le 25[NB]000 e le 35[NB]000 infermiere diplomate. Anche qui, per intanto, ne facciamo venire sempre di più dall'estero. Ma questa non è, non può essere una soluzione a lungo termine.

Se dal profilo etico è discutibile, la prassi potrebbe presto essere anche onerosa: l'Organizzazione mondiale della sanità vorrebbe a giusta ragione regolamentare il trasferimento di personale infermieristico, imponendo una tassa da pagare dal paese terzo in cui viene assunta al paese che l'ha formata. [PAGE 2289]

Meglio quindi risolvere il problema alla radice, con le soluzioni proposte dall'Associazione svizzera degli infermieri tramite l'iniziativa popolare "per cure infermieristiche forti". La rapidità con cui sono state raccolte le firme dimostra quanto il tema sia sentito dalla popolazione.

Bisogna formare più personale e migliorare le condizioni quadro. Il lavoro pesante, i turni irregolari, la remunerazione non adeguata al carico di lavoro, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, e quanto viene oggi richiesto come formazione di base e come formazione continua, fanno sì che molte infermiere formate abbandonino anzitempo l'ambito infermieristico, aggravando così il problema della mancanza di personale.

Questa iniziativa vuole risolvere il problema alla base, aumentando il numero delle infermiere formate e migliorando le loro condizioni di lavoro, oltreché riconoscere una maggiore autonomia alla professione infermieristica, spesso schiacciata dall'autoritarismo dei medici.

Il Consiglio federale nel suo messaggio si era limitato ad esprimersi negativamente riguardo all'iniziativa. Si è poi parzialmente corretto nel parere sull'iniziativa parlamentare che sta alla base della bozza di controprogetto indiretto. Il controprogetto va però corretto tenendo conto delle richieste legittime e fondamentali degli autori dell'iniziativa. Non dobbiamo lasciarci impressionare dalle cifre portate dagli assicuratori a proposito del costo di questa iniziativa, cifre che hanno quale unico scopo quello di spingere al sabotaggio delle legittime richieste del personale infermieristico. Se questo Parlamento non riuscirà a correggere il controprogetto e optare così per una vera soluzione, accettabile, realistica e lungimirante, non ho dubbio che saranno i cittadini a farlo in votazione popolare.

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