Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2020-03-11
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2020-03-11
Wortprotokoll
L'iniziativa popolare federale "per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico", che è stata depositata nel 2018 con 105[NB]000 firme, quindi non con un grandissimo margine, viene da cerchie di sinistra vicine anche al Gruppo per una Svizzera senza esercito. Questo naturalmente indica, diciamo, da che parte pende la proposta: alla fine è il concetto stesso dell'esistenza degli eserciti che viene messo in discussione. L'intento viene poi ammantato da belle parole sulla pace nel mondo che, certo, è un obiettivo lodevole ma a cui l'iniziativa non porterebbe nessun contributo concreto.
Oggi noi non siamo in guerra, però l'emergenza Coronavirus, appena al di fuori dei nostri confini, in Lombardia, ci mostra degli scenari che sono molto simili a quelli che si vedono in caso di conflitto armato, nel senso che gli ospedali non hanno sufficienti posti ed infrastrutture per curare tutti i pazienti, al punto che occorre scegliere chi curare e chi no in base alle speranze di vita. E il sistema sanitario della Lombardia non è da terzo mondo, anzi, è uno dei migliori d'Europa. Ripeto, questo succede a pochi chilometri da noi, ed avanti così, anche la Svizzera potrebbe trovarsi in una situazione simile - se non si fa nulla è solo una questione di tempo e anche di poco tempo.
Anche sempre più medici dicono che per limitare il contagio da Coronavirus occorre chiudere le frontiere con l'Italia. Bisogna quindi lasciar entrare solo quei frontalieri che sono necessari al funzionamento del sistema sanitario ticinese e gli altri restano fuori. Se però si volesse attuare questo provvedimento, che personalmente reputo necessario, allora bisognerà ricorrere anche all'esercito - e qui torniamo al punto: serve un esercito che sia pronto, istruito ed adeguato. Questo esempio, che purtroppo è di stretta attualità, dimostra dunque che l'esercito e anche tutto quello che ci ruota attorno non sono giocattoli per guerrafondai ma sono necessità concrete di ogni paese. Non serve un conflitto armato per giustificare un esercito.
Già solo questo motivo è sufficiente per votare no a questa iniziativa. Si tratta di un'iniziativa che col pretesto di opporsi al finanziamento del materiale bellico - e questo è un concetto facile da fare passare nell'opinione pubblica - vuole in realtà attaccare gli eserciti in generale.
Entrando più nello specifico dell'iniziativa, essa chiede di vietare alla Banca nazionale svizzera, alle fondazioni e agli istituti della previdenza statale e professionale di finanziare i produttori di materiale bellico e prevede che la Confederazione si adoperi a livello nazionale ed internazionale affinché alle banche ed alle assicurazioni si applichino condizioni analoghe.
Le nozioni di produttori di materiale bellico e di tipi di finanziamento che propone di vietare sono però definiti in maniera così larga che l'attuazione comporterebbe elevate restrizioni e conseguenze finanziarie negative. Gli istituti della previdenza statale e professionale, quindi le casse di pensione e Compenswiss, dovrebbero rinunciare alla loro strategia di investimento in fondi ben diversificati, che già comunque tiene in considerazione principi etici. Quindi, questo vuol dire che l'iniziativa alla fine andrebbe a nuocere alle rendite dell'AVS ed a quelle pensionistiche - ecco, non mi pare un grande affare.
La Svizzera è già molto attiva nella promozione della pace. Dunque, irritano anche queste iniziative di sinistra miranti a far credere che non si faccia mai abbastanza. La Svizzera sul piano internazionale fa già fin troppo. Sarebbe semmai ora che cominciasse a concentrare gli sforzi e le risorse sulle esigenze dei propri cittadini.
L'iniziativa porterebbe dei contraccolpi economici anche all'AVS e alle casse pensioni, senza portare a risultati concreti, perché nessun paese e nessuna organizzazione sovranazionale seguono criteri come quelli che vengono proposti. La Svizzera si troverebbe ancora una volta a fare la prima della classe, e tutto ciò a proprio danno. Io penso che sia ora di finirla con questo "Swiss finish", e non solo in campo di materiale bellico ma in tutti gli ambiti, dal clima alla piazza finanziaria.
Invito quindi a raccomandare di respingere questa iniziativa.