Regazzi Fabio · Nationalrat · 2020-09-07
Regazzi Fabio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2020-09-07
Wortprotokoll
La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, con 12 voti favorevoli contro 8 contrari e 4 astenuti, vi propone di confermare la propria decisione del 25 febbraio 2019 e quindi di dare seguito all'iniziativa parlamentare Schilliger 17.518.
Secondo la maggioranza della commissione, la necessità di intervenire a livello legislativo su questo tema non è nel frattempo venuto a meno, anzi. Occorre quindi elaborare delle norme per evitare che aziende, nelle quali la Confederazione, i cantoni e i comuni detengono una partecipazione finanziaria, approfittino della situazione privilegiata in cui si trovano per ottenere dei vantaggi indebiti, provocando in tal modo una distorsione della concorrenza che risulta pregiudizievole per il buon funzionamento del libero mercato.
Se da un lato per la maggioranza della commissione è chiaro che le aziende statali rivestono un ruolo importante, dall'altro è altrettanto evidente che è fondamentale garantire una chiara separazione fra le attività monopolistiche e quelle che si rivolgono al libero mercato. Se questa divisione non viene fatta, in altre parole se le aziende private sono costrette a confrontarsi con una situazione di svantaggio, la competizione sul mercato non avviene in condizioni di equità. Non occorre un dottorato in economia per capire che le aziende [PAGE 1243] statali, che notoriamente godono di diversi privilegi, possono far valere questi vantaggi a proprio favore.
Vediamo allora alcuni di questi privilegi, e la lista non è esaustiva: si va dalla garanzia statale, ai vantaggi fiscali o di finanziamento facilitato e, non da ultimo, bisogna menzionare la vicinanza al potere politico. Insomma, in molti casi questi fattori generano una disparità di trattamento che deve essere evitata o perlomeno mitigata.
Siamo tutti coscienti che non esistono soluzioni facili per dare una risposta al problema sollevato con questa iniziativa parlamentare. Ma questo non è un buon motivo per non affrontare il tema, come invece ha purtroppo fatto il Consiglio degli Stati in più occasioni.
Un primo strumento sarebbe la definizione di una chiara strategia da parte dei proprietari pubblici per contrastare possibili distorsioni della concorrenza. In realtà, abbiamo spesso dovuto costatare che sono piuttosto le aziende statali stesse a definire le strategie, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare.
In alternativa, competerebbe dunque al potere legislativo definire delle regole per contrastare questo fenomeno. Anche in questo caso, tuttavia, l'influenza delle aziende statali viene spesso esercitata per ottenere normative vantaggiose.
Nonostante la complessità e le innegabili difficoltà di applicazione, la maggioranza della Commissione dell'economia e dei tributi ritiene che si debba dare seguito all'iniziativa parlamentare Schilliger, confermando quindi la precedente decisione. Ricordo infine che ci troviamo nella prima fase di adozione dell'iniziativa parlamentare e che si tratta pertanto di riconoscere o meno la necessità di intervento.