Romano Marco · Nationalrat · 2021-03-01
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-03-01
Wortprotokoll
La gestione del plurilinguismo è oggettivamente un problema nell'amministrazione federale. La macchina statale deve essere capace di capire l'intero paese e dialogare con tutti i cittadini, ma ad oggi la rappresentatività delle varie componenti linguistiche del paese è altamente insufficiente.
Di fatto ci troviamo confrontati con un monolite svizzero tedesco. Gli sforzi per cambiare questa situazione non mancano ma i risultati rimangono insoddisfacenti. Nel suo rapporto annuale sulla gestione del personale dell'amministrazione federale, la Confederazione affronta sì la questione del plurilinguismo ma nel complesso in maniera superficiale ed incompleta. Di fatto, il rapporto non riflette né la realtà né fa emergere le tendenze in atto. A mio giudizio si tratta di una mancanza di rispetto nei confronti di un elemento essenziale del nostro paese, di una mancanza di rispetto come datore di lavoro che dovrebbe essere estremamente sensibile alla tematica, e di una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento che da anni chiede un maggiore sforzo, affinché in tutti i dipartimenti ed uffici federali, ad ogni livello salariale, vi sia un'equa rappresentanza delle varie componenti linguistiche del paese.
Non è una questione solo simbolica da citare nei discorsi del 1° agosto, no, si tratta dell'essenza di un paese plurilingue. L'amministrazione pubblica federale deve comporsi dell'eterogeneità linguistica che ci contraddistingue. Ma oggi mancano funzionari di lingua romancia, italiana e francese e in taluni dipartimenti la situazione è allarmante. È un circolo vizioso, svizzero tedesco nomina svizzero tedesco, francofono nomina francofono, italofono nomina italofono, ma quando la stragrande maggioranza è di lingua madre tedesca è evidente che la tendenza volga verso una crescita di questa componente. Tra i quadri la gravità della situazione è acuta - a quel livello si trovano praticamente solo svizzeri tedeschi.
Nel suo parere, il Consiglio federale rimanda ad allegati ed a un rapporto complementare che viene elaborato ogni quattro anni. Ma questo è insufficiente ed incoerente. Quello che ci vuole è un impegno annuale, che passa per ogni singola nomina, per ogni singolo bando di concorso, per la sostituzione di ogni singolo dipendente che parte per una nuova avventura professionale o passa al beneficio della pensione. Ecco, in questi casi c'è sempre l'occasione di rafforzare l'eterogeneità. E solo con un'analisi presentata tutti gli anni nel rapporto di gestione si può vedere la tendenza e, partendo da essa, si possono poi costruire e confermare le politiche in atto.
La mozione va approvata per confermare che il Parlamento chiede uno sforzo supplementare ai dipartimenti e agli uffici federali per un'equa rappresentanza, nei vari livelli gerarchici, di tutte le componenti linguistiche - di fondo uno sviluppo utile a tutto il paese. Analizzare e pubblicare annualmente le statistiche avrebbe un effetto esplicativo e propedeutico. Quei dipartimenti che non rispettano i valori posti nella legge e nelle ordinanze pertinenti, sarebbero in questa maniera richiamati ad essere più sensibili nel quadro delle assunzioni e delle sostituzioni del loro personale.
Affermare, come fa il Consiglio federale nel suo parere sulla mozione, che in pratica la richiesta dell'autore della mozione sia già soddisfatta tramite i vari rapporti in circolazione mi sembra fuori luogo e sconveniente: si tratta di allegati di rapporti e di un rapporto globale pubblicato ogni quattro anni. Quello che invece serve è un'analisi anno dopo anno che obblighi i dipartimenti a muoversi in maniera molto più efficace.
Non mancano le politiche a riguardo, non manca l'impegno e c'è anche la volontà di migliorare la situazione. Ma ancora troppe volte si vede che poi nei fatti, negli atti si tende a relativizzare. E se un fenomeno non viene sviscerato con le cifre diventa poi difficile passare agli atti concreti.
Vi ringrazio se sosterrete questa mozione a favore di una maggiore presenza delle minoranze linguistiche nell'amministrazione federale, di un'amministrazione capace di parlare a tutto il paese e quindi di un'amministrazione che si compone di italofoni, francofoni, germanofoni e persone provenienti dall'area retoromancia.