Lexipedia

Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · 2021-03-16

Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2021-03-16

Wortprotokoll

Ho chiesto di poter intervenire per sviluppare l'interpellanza, perché i quesiti che ho posto toccano temi centrali non solo per la radiotelevisione di lingua italiana, bensì per tutta la SSR. E i quesiti, a mio parere, hanno trovato solo una risposta parziale nella risposta del Consiglio federale.

In particolare, si tratta di valutare che servizio pubblico vogliamo, qual è il suo futuro, un futuro che passa anche attraverso l'offerta culturale. Non si tratta di non tener conto del cambiamento strutturale, del pubblico, dei ruoli del web e dei social media, una realtà con la quale siamo confrontati. Ma la diffusione della cultura su questi canali, sul web e sui social media, non può e non deve obbligare il servizio pubblico di informazione ad abbandonare i vettori comunicativi classici, perché questi permettono di raggiungere ancora oggi una larghissima fetta di popolazione. [PAGE 269]

La SSR ha il mandato di fornire, offrire e promuovere servizi nel settore culturale e non deve rivolgersi solo a un pubblico maggioritario. Al centro di questo mandato c'è l'informazione e l'approfondimento culturale in tutte le parti del paese. Le cittadine e i cittadini hanno il diritto, in base alla concessione del Consiglio federale alla SSR, a un'informazione e a una cultura di qualità, approfondita e misurata. Al servizio pubblico spetta il compito di fornire gli strumenti per rafforzare la vita democratica, che è tale quando le persone hanno a disposizione e possono fruire di un giornalismo e di una cultura che facciano da tramite.

Le reti culturali hanno un ruolo di creatore, promotore ed innovatore culturale molto importante. Quello che però sembra accadere oggi alla RSI ma anche nelle altre regioni linguistiche, quindi anche nelle altre programmazioni a livello nazionale al di fuori dalla Svizzera italiana, è che non solo c'è un trasferimento di parte della programmazione sui vettori digitali, ma anche una diminuzione dell'offerta culturale che è, a mio parere, anche un cambiamento di sostanza.

Nella Svizzera italiana poi, la RSI ha un ruolo ancora più importante rispetto ad altre regioni svizzere proprio per la situazione di minoranza linguistica e culturale, per il paesaggio mediatico ridotto e per le possibilità di informazione ridotte rispetto al resto del paese, di potersi informare su ciò che accade nel resto della Svizzera o a livello internazionale.

Abbiamo anche un tessuto economicamente fragile che non permette di contare su finanziamenti e sostegni privati alla cultura paragonabili a quelli delle altre regioni linguistiche. La copertura per la cultura in Ticino è più piccola rispetto al resto della Svizzera e quindi non si deve ulteriormente restringerla e minare quelle basi culturali e di approfondimento che sono essenziali per tutto il paese e quindi anche per la Svizzera italiana.

Stimata consigliera federale oltre alle domande che ho già posto nell'interpellanza le chiedo se non ritiene che bisogna garantire, a livello della SSR e della RSI, servizi culturali adeguati con sufficienti spazi di approfondimento, e se ciò non sia necessario per garantire il mandato di servizio pubblico. A mio parere la risposta è ovviamente sì, poiché l'informazione e l'approfondimento culturale in senso lato sono centrali per rafforzare la democrazia.

Un altro aspetto è quello che ho evidenziato nelle domande, ossia l'importanza della coesione nazionale e dello scambio tra le regioni linguistiche del nostro paese. Proprio in questo ambito la SSR svolge un ruolo centrale, e in questo ruolo centrale la cultura, intesa in senso lato come possibilità di confronto e di approfondimento, ha un peso importante.

La concessione sarà rinnovata nel 2022, e quindi mi permetto di chiederle se non ritiene che proprio nell'ottica della coesione nazionale questi elementi debbano essere centrali per il rinnovo della concessione.