Lexipedia

Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2000-03-21

Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2000-03-21

Wortprotokoll

Il Centro svizzero di calcolo scientifico è un centro di importanza nazionale e dipende dal Politecnico di Zurigo, ma serve a tutti gli istituti di grado terziario della Svizzera. Il supercalcolatore è dunque un centro di servizi al servizio di tutti, ed è per questo che si chiama "Centro svizzero". Che le cose non siano state molto tranquille fin dal suo inizio, è un dato di fatto. Da un paio di anni in qua, le cose sono però sicuramente peggiorate. Dapprima ci sono state tutte le varie peripezie intorno al calcolatore. Lo aggiorniamo, non lo aggiorniamo? Lo comperiamo e lo portiamo a Zurigo? Lo comperiamo e lo mettiamo a Manno? Finalmente poi si è deciso. Quindi sono cominciate le peripezie dei collaboratori, la maggior parte dei quali, pur lavorando da anni con piena soddisfazione e svolgendo mansioni altamente qualificate e specializzate, sono stati tenuti in uno stato di precariato assolutamente inaccettabile. Questo precariato ha favorito di certo tutta una serie di manovre che hanno portato, negli ultimi sei mesi, a partenze più o meno libere e svuotato di fatto il "Kerngeschäft" che è la "Service and user support section" dei suoi più validi collaboratori. Da 15, praticamente nove se ne sono andati o sono stati licenziati.

Alcuni di essi - delusi e demotivati - se ne sono andati da soli, altri hanno fatto anche ricorso al Consiglio dei Politecnici, ma questo ricorso è stato tenuto fermo dal settembre 1999 al gennaio di quest'anno. Le persone che hanno fatto ricorso o che sono andate via, sono proprio quelle persone che maggiormente hanno contribuito alla costruzione del Centro di calcolo, che recentemente ha ricevuto anche un riconoscimento positivo dalla valutazione degli esperti internazionali. Queste persone sono anche quelle che avevano criticato fortemente, a suo tempo, i temporeggiamenti riguardo all'acquisto del calcolatore. Risultato: allontanati dal Centro. Anch'io credo di poter usare una parola molto forte, come l'ha usata il collega Pedrina, e questo si potrebbe chiamare mobbing. È comunque inaccettabile che in un Centro nazionale si gestisca il personale in questo modo.

Ma non è finita lì. Il direttore di questa sezione importante, cioè del "Kerngeschäft" del Centro di calcolo di Manno, proprio perché anche lui ha criticato i temporeggiamenti sul calcolatore, ha messo addirittura in evidenza alcune discrepanze nei costi che venivano esposti sul Centro, anche questo direttore è stato praticamente spostato dalla sua mansione. Nel mese di novembre 1999, senza alcuna motivazione scritta, al dottor Djordje Maric - questo è il suo nome - sono state tolte tutte le responsabilità, egli è stato tolto dall'organico e di conseguenza messo in una condizione di doversi licenziare, cosa che lui non ha fatto, perché è molto attaccato al suo Centro. Comunque, nei vari organigrammi che si trovano su Internet, il dottor Maric non esiste più.

Addirittura ultimamente ricompare, perché ci sono stati anche degli utilizzatori che hanno reclamato. Appare in una posizione molto, molto ambigua accanto all'addetto alla ricerca dell'ETH Zürich. Non si sa bene cosa starà a fare a Zurigo, però praticamente è stato allontanato da Manno.

Cosa significa tutto questo? Sono le domande che mi permetto di porre. Come mai ci si comporta in questo modo eticamente inaccettabile? Come mai il personale non riceve motivazioni quando gli si disdice il contratto? Come mai le persone non ricevono mai una motivazione scritta? Perché la gente ha dovuto aspettare quattro mesi che si rispondesse al suo ricorso da parte del Consiglio dei Politecnici, e perché il ricorso è stato preso in mano solo quando il contratto era già scaduto e la gente ha dovuto andar via? Perché si rimuove, senza motivo, il capo della sezione del servizio supporto utenti che ha avuto anche dei riconoscimenti internazionali? Lo si rimuove, non gli si da più né un budget né una posizione. Lo si sposta in qua e in là, e adesso lo si sposta addirittura a Zurigo.

Credo che queste cose devono avere una risposta. Perché lo si fa, di chi è la responsabilità? Mi pare che non sia accettabile andare avanti così. La domanda finale è quella che i Romani ponevano: "Cui prodest?", a chi giova tutto questo? Ho paura che di sicuro non giovi al Centro di calcolo scientifico di Manno.

Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2000-03-21 | Lexipedia | Lexipedia