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Romano Marco · Nationalrat · 2021-06-10

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-06-10

Wortprotokoll

Il gruppo del centro sostiene questa modifica dell'ordinanza sulla amministrazione parlamentare.

Fa specie vedere opporsi a questa modifica chi di solito chiede trasparenza totale in ogni ambito e, con un'ottica critica, mette in ombra il sistema politico svizzero con lo schema dei buoni e dei cattivi, con lo schema di quelli che hanno i soldi e quelli che non hanno i soldi. I soldi ci sono tanto nelle [PAGE 1247] associazioni economiche quanto in quelle ambientaliste, tanto nei sindacati quanto nelle associazioni di categoria. Non è una questione di buoni e cattivi, è questione del sistema politico svizzero di milizia che fa di ognuno di noi un cittadino che ha legami di interesse; e avere legami di interesse a priori non può essere definito come negativo.

Fare opposizione a questa modifica è tanto inopportuno quanto, a mio giudizio, inutile. Non abbiamo assolutamente pregiudizi verso chi ha una doppia cittadinanza ma questo va reso pubblico nel quadro della biografia di ognuno di noi, alla pari di tutte le informazioni che, come eletti, dobbiamo rendere pubbliche a seguito dell'entrata in carica. Si tratta di un elemento biografico rilevante, alla pari di tanti altri. Opporsi a questa modifica è assolutamente incoerente. Giustamente dobbiamo pubblicare sempre più dettagli sulle nostre attività private e sui legami d'interesse che fanno parte sistemica del nostro apparato istituzionale. Forse troppi stanno dimenticando cosa sia l'essenza del sistema politico di milizia - o forse vogliono eliminare questo principio per arrivare ad un parlamento di professionisti.

Perché mai non dovremmo quindi rendere pubblico il fatto di avere una doppia cittadinanza tra le nostre note biografiche? Cosa c'è di male nell'avere un secondo passaporto? E cosa c'è di male a dire che è giusto rendere pubblico questo fatto nella propria biografia? - Non lo capisce nessuno al di fuori di questo Palazzo. La doppia cittadinanza è un dato di fatto. Non rappresenta un problema o un limite, è perfettamente compatibile con la carica e potrebbe quasi essere utile quando ci si muove a livello internazionale per tessere anche alcune relazioni. Non c'è nessun pregiudizio nella lettura che diamo di questa modifica. C'è una visione di trasparenza che viene chiesta, che fa parte della nostra attività e che di conseguenza va resa completa, introducendo anche questa modifica. Un cittadino con la doppia cittadinanza non ha per sé una linea politica differente a priori, ma per giudicare[NB]integralmente l'operato di un parlamentare nei vari dossier con cui ci confrontiamo, conoscere questo[NB]elemento[NB]biografico dà certamente un quadro generale migliore.

Il vissuto personale e la propria storia familiare, che per molti di noi ha intrecci con paesi vicini e lontani, sono elementi che caratterizzano il nostro essere, e di conseguenza anche il nostro agire, non solo politico.

Questa modifica è in linea, ed è congruente, con gli sviluppi in corso. Si vuole e si ottiene maggiore trasparenza. Chi si oppone nuoce al nostro sistema e lo fa per considerazioni prettamente ideologiche, totalmente fuori luogo in relazione a questa proposta.

Il gruppo del centro entra in materia e sostiene la linea della maggioranza: servono regole chiare e complete per tutti i membri dell'Assemblea federale. Ai consiglieri federali, la responsabilità di fare altrettanto. Ritenuto che, salvo pochissime eccezioni, gli eletti e le elette giungano dalle nostre file, questa modifica che esce dalla volontà dei parlamentari deve valere per tutti i parlamentari, e di conseguenza i consiglieri federali la riprenderanno.