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Pedrina Fabio · Nationalrat · 2002-12-11

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2002-12-11

Wortprotokoll

Avanti o piuttosto indietro? Nella discussione sul raddoppio della galleria autostradale del Gottardo, sull'iniziativa popolare "Avanti - per autostrade sicure ed efficienti" e sul controprogetto, che chiedono un massiccio potenziamento della rete autostradale svizzera ci troviamo di fronte ad una contrapposizione e ad un quesito di fondo.

Da un lato sta il presunto diritto ad una mobilità individuale illimitata, dall'altro sta il diritto ad una mobilità sostenibile, che sia cioè compatibile con la salute della popolazione e rispettosa dello spazio vitale che ci circonda. Un ulteriore quesito cardine è l'importanza o meno che ognuno di noi vuole riconoscere alla protezione dello spazio alpino, quale fondamento del nostro sviluppo economico e territoriale e quindi per la nostra qualità di vita del futuro.

Il posizionamento di ognuno di noi su questi due quesiti di fondo determina l'orientamento e le soluzioni di politica dei trasporti. A mio avviso, sul transito al Gottardo, come al Monte Bianco e al Brennero, si decide per il futuro dello spazio alpino, la qualità dello spazio vitale per la gente di montagna, che nel contempo è spazio ricreativo e fonte d'acqua anche per tutti coloro che abitano lontano, nelle città. E proprio qui fondo il mio impegno, alla testa dell'associazione Iniziativa delle Alpi, e così esplicito il mio legame di interessi, per una mobilità e un sistema dei trasporti compatibile con le esigenze dell'uomo e dell'ambiente. In questa veste tocco uno dei punti centrali della disputa di oggi.

Sono contrario al raddoppio della galleria del Gottardo, agli altri notevoli potenziamenti della A1, che l'iniziativa popolare "Avanti" e il controprogetto propugnano, poiché queste opere hanno un comune denominatore: non risolverebbero affatto i problemi con cui siamo confrontati e, anzi, ne creerebbero anche di nuovi. Perché? Tre sono i punti principali.

1. Le colonne. Verrebbero semplicemente spostate altrove, cioè ad esempio dai portali del Gottardo verso le agglomerazioni, in particolare nel Mendrisiotto, quindi nelle regioni di Lucerna e Basilea.

2. La sicurezza. I fautori del raddoppio propagandano il presunto effetto benefico sulla sicurezza nel tunnel, tacciono però il fatto che fuori, cioè sul restante della rete autostradale, grazie al traffico supplementare indotto e alla cresciuta densità del traffico, viaggiare sarà più pericoloso e gli incidenti più frequenti.

3. Le emissioni nocive. Chi vuole più autostrade afferma che le colonne producono più emissioni rispetto ad un traffico fluido. Questo è vero, ma solo se il volume di traffico rimane lo stesso, per contro, il traffico indotto dalle nuove opere stradali comporterà un multiplo di emissioni nocive e di rumori in loco e lungo le reti d'accesso. Il bilancio complessivo, come nel caso della sicurezza, sarebbe quindi ampiamente negativo.

Come si può constatare, ci saranno più problemi che soluzioni. E ricordo che una decisione oggi per il raddoppio della galleria stradale del Gottardo ci porterebbe a festeggiarne l'apertura quasi allo stesso momento del via libera al nuovo tunnel ferroviario di base del Gottardo, il vero nuovo cordone ombelicale tra il Ticino e il resto della Svizzera. Il raddoppio precluderebbe la redditività del progetto Alptransit e minerebbe la politica di trasferimento dalla strada alla rotaia, voluta e decisa a più riprese dal popolo.

Ricapitolando: grazie al raddoppio saremmo confrontati con più traffico e ciò non solo in Ticino e Uri, ma anche su tutta l'autostrada del Gottardo e lungo gli assi d'accesso; a sud come a nord, a est come a ovest, saremmo toccati da più immissioni dannose per la salute, dalla necessità, secondo la filosofia propugnata da "Avanti", di prevedere altri costosi ampliamenti stradali per eliminare le future strozzature.

In diesem Konnex möchte ich die merkwürdige Behauptung von Kollege Theiler hervorheben, die Sache mit dem Alpenschutz werde mit dem Gegenvorschlag geregelt, d. h. mit einer ganz seltsamen Ausnahmevorschrift zum Alpenschutzartikel, die notabene 90 Prozent der Regel betrifft. Das ist nicht ehrlich. Es wäre einfach gewesen, Absatz 3 des Alpenschutzartikels zu streichen. Aber diesen in sich konsequenten Schritt wagten nicht einmal die vehementesten Gegner der Alpen-Initiative wie Kollege Giezendanner - aus Angst vor dem Volksentscheid. Ich habe Vertrauen in das Volk, das nicht unbedingt die gleichen Interessen und Verkehrsvisionen wie die Strassenbauer und die Fuhrhalter und deren prominente Vertreter in der Kommission hat, die die vorliegende Umkrempelung des bundesrätlichen Gegenvorschlages bestimmt haben und die Bodigung des Alpenschutzes anvisieren. Arrivederci alla votazione!