Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2021-09-21
Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2021-09-21
Wortprotokoll
Nell'ambito della politica della sicurezza la cosa più importante è avere informazioni corrette ed affidabili nel momento giusto. In questo senso le immagini satellitari ad alta definizione rivestiranno sempre di più un ruolo determinante. Oggi come oggi non abbiamo una propria capacità satellitare ed implementarne una comporterebbe per la Svizzera un impegno fuori misura. Tuttavia, continuare come fatto finora e fare affidamento su immagini satellitari da offerenti commerciali non soddisfa più il nostro crescente bisogno di flessibilità, precisione e tempestività. Occorre aggiungere che informazioni dallo spazio sono pure molto utili per altri settori come la politica estera, la protezione dell'ambiente, la ricerca, la formazione, ecc.
Detto questo, il Consiglio federale propone come soluzione una collaborazione con la Francia per l'utilizzo del sistema militare di satellite da ricognizione, denominato "Composante Spatiale Optique". Si tratta di un progetto che la Francia sta tuttora portando a termine e che sarà completamente operativo a partire dal prossimo anno, un progetto al quale hanno già dato parte, a titolo informativo, la Francia, il Belgio, l'Italia e la Svezia.
Ecco dunque il messaggio del Consiglio federale del 25 novembre 2020 con il decreto federale per la convenzione quadro con la Francia e il relativo credito d'impegno. In sintesi, la collaborazione bilaterale con la Francia prevede che la Svizzera parteciperà in modo attivo all'utilizzo del sistema satellitare francese e avrà diritti di accesso ai file d'immagine attraverso una propria stazione ricevente in Svizzera. La quota di accesso alle immagini allestite quotidianamente è del 2 per cento. Inoltre avrà il diritto alla programmazione dei satelliti secondo le proprie esigenze.
Una nota interessante è che verrà istituito un gruppo di lavoro misto franco-elvetico che valuterà le opportunità di cooperazione e sviluppo nei settori della ricerca di nuove tecnologie. Un aspetto molto importante è che queste immagini non serviranno solamente all'esercito o al servizio delle attività informative della Confederazione ma pure ai vari ambiti dell'amministrazione federale.
Per la partecipazione a questo sistema satellitare francese e la relativa collaborazione viene richiesto un credito d'impegno di 82 milioni di franchi che comprende l'acquisto dei diritti di programmazione, l'accesso all'archivio delle immagini e la stazione ricevente. [PAGE 1749]
Annualmente, per spese correnti legate all'esercizio e alla manutenzione della stazione ricevente sono messi a preventivo 2,5 milioni di franchi; l'acquisto della stazione stessa costerà 2 milioni di franchi.
Grazie a questa collaborazione il nostro paese avrà una maggiore autonomia nel recepire informazioni affidabili e attuali dallo spazio. Ciò permetterà di agire con tempismo a sviluppi mondiali in rapida evoluzione. Si tratta di dati che potrebbero inoltre essere utilizzati per il promovimento militare della pace, per l'aiuto umanitario o nei casi di catastrofi naturali. La convenzione non va in contrasto con la nostra neutralità: la Svizzera si limita a ricevere dati e non deve dunque fornire né dati né proprie valutazioni al sistema. Inoltre, grazie ad una clausola sospensiva, possiamo interrompere la collaborazione in ogni momento.
Dopo che il Consiglio degli Stati, il 16 marzo 2021, ha approvato all'unanimità il progetto, la nostra Commissione della politica di sicurezza ha trattato il tema durante la riunione del 21 maggio 2021. Durante questa prima riunione, la commissione ha preso conoscenza delle critiche sollevate dal Controllo federale delle finanze. In una lettera inviata ai membri della commissione in gennaio di quest'anno il Controllo federale delle finanze solleva diversi punti a loro modo critici sul progetto. Dopo una lunga discussione la commissione ha deciso, con 23 voti e 1 sola astensione, di rinviare al 24 agosto il progetto della commissione al fine di meglio approfondire la tematica. Ha inoltre deciso di invitare in audizione i rappresentanti del Controllo federale delle finanze, appunto, per meglio approfondire gli aspetti critici del progetto. Durante la riunione del 24 agosto e sentiti i rappresentati del Controllo federale delle finanze si sono potuti chiarire molti punti in modo convincente: la consigliera federale Viola Amherd e i suoi collaboratori hanno preso posizione sui punti critici emersi. Per noi questo è stata una buona occasione per approfondire la tematica e chiarire questioni e dubbi scaturiti durante la prima riunione.
Una minoranza Fivaz Fabien invita a non entrare in materia, principalmente per le ragioni sollevate dal Controllo federale delle finanze, ossia la mancanza di una strategia spaziale della Confederazione, poca trasparenza finanziaria e un insufficiente rapporto costi-benefici. Dalle informazioni ricevute va tuttora ribadito che esiste una strategia dello spazio del 2008. Essa sicuramente deve essere attualizzata ma contempla già la necessità per la Svizzera di avere un accesso indipendente allo spazio attraverso la collaborazione con paesi europei. Riguardo la trasparenza, nel messaggio è esposto in modo chiaro quanto il nostro paese deve pagare e quanto riceverà. Gli importi esposti sono da intendere come un tetto massimo, contemplato nell'accordo, su un periodo di dieci anni.
Le prestazioni che la Svizzera avrà da quest'accordo sono nettamente superiori a quelle attuali; non sono né qualitativamente né quantitativamente comparabili con quelle che acquistiamo oggigiorno.
In conclusione, è necessario affermare che attualmente non ci sono alternative paragonabili a questa collaborazione con la Francia, anche perché non si tratta di un acquisto di materiale bellico, ma di un partenariato che contempla non solo la fornitura dei dati, ma anche lo sviluppo continuo di competenze specifiche.
La commissione vi invita dunque, con 18 voti contro 3 e 2 astensioni, ad entrare in materia ed a respingere la minoranza Fivaz Fabien. In seguito vi invita, con 17 voti contro 4 e 1 astensione, ad aderire al progetto in linea con il Consiglio degli Stati.