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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2021-09-30

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2021-09-30

Wortprotokoll

Intervengo molto volentieri a sostegno della mozione Golay, avendone presentate di analoghe. La mozione chiede al Consiglio federale di decretare una moratoria sui nuovi permessi per frontalieri. Per due anni, dunque, i datori di lavoro che intendono assumere frontalieri dovrebbero ottenere un'autorizzazione subordinata alla dimostrazione che non è stata trovata alcuna competenza equivalente in Svizzera.

Questa mozione è stata depositata due anni fa, a settembre del 2019. Da allora la situazione è ulteriormente peggiorata. Come tutti sappiamo, la pandemia da coronavirus e la conseguente crisi economica ed occupazionale nel settembre del 2019 erano ancora al di là da venire. Dunque, nel settembre del 2021 questa mozione è ancora più necessaria che due anni fa, perché ci si accorge che malgrado i posti di lavoro diminuiscano il numero dei frontalieri continua ad aumentare.

Prendo come esempio il mio cantone, il Ticino, dove ad agosto i frontalieri erano quasi 72[NB]000. Nel secondo trimestre si è registrato un aumento di 3,5 per cento rispetto al periodo dell'anno precedente. Nel frattempo in Ticino sono sparite migliaia di posti di lavoro, e il nostro tasso di disoccupazione ai sensi dell'ILO è più alto di quello in Lombardia.

I frontalieri aumentano nel settore terziario, dove sono quadruplicati a seguito della libera circolazione delle persone e [PAGE 2025] dove non rispondono ad alcuna lacuna di manodopera residente, semplicemente si sostituiscono ad essa. Due terzi dei frontalieri presenti in Ticino sono attivi nel settore terziario, mentre due terzi dei disoccupati ticinesi provengono proprio da questo settore. I frontalieri rappresentano ormai quasi un terzo dei lavoratori totali attivi in Ticino, la cui maggioranza è comunque composta da persone straniere. Questo vuol dire che in Ticino i lavoratori svizzeri sono in minoranza.

Questi sono solo un paio di macrodati che devono far riflettere, perché cifre e percentuali del genere manifestamente non rispondono ad alcuna necessità dell'economia. Sono invece da ricondurre alle distorsioni provocate dalla libera circolazione delle persone, la quale porta con sé anche altre conseguenze negative come la perdita di abitanti in Ticino - perché se i ticinesi emigrano, è a causa della situazione del mercato di lavoro cantonale.

La scorsa settimana, al Consiglio degli Stati, durante la discussione su una mozione simile a questa, la mozione Chiesa 21.3297, la consigliera federale competente ha dichiarato che il Ticino sarebbe vittima del suo successo. Mi auguro che non ripeta qui questa affermazione, che mi permetto di definire assurda, per usare un eufemismo; siamo lontanissimi dalla realtà.

Lo stesso discorso vale per il riferimento al ruolo del personale sanitario frontaliere nella pandemia da coronavirus: per quanto riguarda il Ticino stiamo parlando di 4000 persone su 72[NB]000, quindi una parte esigua. Non è perché questi 4000 servono che bisogna farsi andar bene anche gli altri 68[NB]000 - e qui si potrebbe aprire una lunga parentesi sulla dissennatezza di rendersi dipendente da personale straniero residente all'estero in settori essenziali come quello sanitario.

La sostituzione dei lavoratori residenti con frontalieri e il dumping salariale proseguono malgrado la preferenza indigena light. In altre parole: questa preferenza indigena light che è stata votata dal Parlamento non esplica alcun effetto. Lo si sapeva fin dall'inizio e adesso ne abbiamo la prova.

Altrettanto grave è il fatto che il numero di frontalieri continua ad aumentare malgrado la crisi economica ed occupazionale provocata dalla pandemia. Non è sostenibile versare miliardi di franchi per aiutare l'economia senza tutelare i lavoratori locali. La libera circolazione senza limiti, così come la conosciamo oggi, non è compatibile con la pandemia e con le sue conseguenze. "Il mondo è cambiato", sentiamo spesso ripetere nelle sedi più disparate, compresa quest'aula. Se il mondo è cambiato, allora anche la libera circolazione deve cambiare: non può rimanere come adesso, cioè illimitata.

Vi invito a sostenere questa mozione che è molto importante, direi essenziale, per il futuro delle regioni di confine.