Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · 2021-12-16
Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2021-12-16
Wortprotokoll
Dobbiamo garantire un buon funzionamento del nostro sistema ospedaliero anche in futuro e in tutta la Svizzera. Per farlo dobbiamo anche entrare nel merito di queste iniziative cantonali, di cui oggi abbiamo l'occasione di discutere. La Confederazione in particolare, ma anche i cantoni, hanno dovuto sostenere spese importanti per fronteggiare la pandemia e dovranno farlo ancora in futuro. A loro volta gli ospedali sono stati toccati in maniera importante, non solo per i mancati introiti a seguito del rinvio di operazioni non urgenti, bensì anche per i costi supplementari per il potenziamento delle strutture, del materiale sanitario, per i farmaci, per le misure di sicurezza e soprattutto per il personale necessario. Con questi costi sono confrontati anche ora, in questa nuova fase pandemica.
Secondo una recente pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica - è stato comunicato il 13 dicembre scorso - nel 2020 gli ospedali svizzeri hanno registrato un deficit di oltre 800 milioni di franchi. Ma non solo secondo questo rapporto dell'Ufficio federale di statistica sono state rinviate delle operazioni non urgenti, e magari anche delle operazioni non sempre necessarie, ma sono stati rinviati anche dei trattamenti oncologici - questi sì che sono indispensabili e necessari. Nella primavera del 2020 i trattamenti oncologici erano diminuiti del 16 per cento - e non tutti sono stati recuperati.
Senza un intervento adeguato della Confederazione a livello finanziario toccherà quindi ai cantoni farsi carico di questi costi non coperti, di questi mancati introiti, di questi costi supplementari da parte degli ospedali, per garantire il buon funzionamento delle nostre strutture ospedaliere anche in futuro. Così facendo le conseguenze per i cantoni non saranno sempre le stesse, anche perché la situazione finanziaria dei cantoni varia molto. Lo stesso discorso vale anche per le spese che gli ospedali in alcuni cantoni hanno dovuto affrontare. Penso ai cantoni con ospedali universitari ma anche a cantoni come il mio, che nella prima fase della pandemia sono stati particolarmente toccati: hanno messo a disposizione tutt'una serie di infrastrutture a livello ospedaliero che hanno permesso di fronteggiare questa pandemia. I costi supplementari degli ospedali possono variare molto da cantone a cantone, e questo ha una certa importanza di fronte all'ipotesi che potrebbero essere presi a carico dei cantoni.
Queste iniziative pongono un problema centrale. Di fronte alla cosiddetta quinta ondata possiamo prevedere che i costi che le strutture ospedaliere e sanitarie dovranno assumere, saranno ancora una volta importanti. È vero, le iniziative cantonali fanno riferimento alla prima fase pandemica. Però, entrare nel merito di queste iniziative dando loro seguito vuol dire affrontare un tema importante come quello della ripartizione dei costi in una situazione di crisi, di una crisi pandemica, per quanto riguarda il funzionamento del nostro sistema sanitario e, in questo caso, in particolare di quello ospedaliero.
Ecco perché vi invito a sostenere la proposta della minoranza e quindi a dare seguito a queste iniziative.
A proposito vi ricordo, come prima hanno fatto anche il consigliere agli Stati Germann e il relatore della maggioranza, il rapporto intermedio del Consiglio federale in adempimento di un postulato voluto dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati per chiarire le ripercussioni dei costi della salute dovuti alla pandemia sui diversi soggetti che si assumono le spese. Abbiamo ora un rapporto intermedio, avremo un ulteriore rapporto l'anno prossimo e vedremo il rapporto definitivo nel 2023. Quando avremo tutti questi dati a disposizione potremo valutare come devono essere ripartite queste spese. Proprio per questa ragione, perché siamo in attesa di questo rapporto, oggi non possiamo non dare seguito alle iniziative cantonali che pongono un problema reale riferito alla prima fase pandemica e ci mettono a confronto con delle situazioni che variano molto, come dicevo, da istituto ospedaliero a istituto ospedaliero ma anche da cantone a cantone.
Sarebbe un errore dire adesso, e con questo concludo, che tocca ai cantoni assumersi questi costi; soprattutto noi che qui rappresentiamo i cantoni questo non lo possiamo dire. Abbiamo visto che ci sono stati quattro cantoni che hanno portato avanti queste iniziative cantonali. Una delle quattro iniziative è del mio cantone, che insiste molto, appunto, non solo sui mancati ricavi ma anche sui costi supplementari di ospedali e cliniche durante la prima fase pandemica per far fronte ai maggiori acquisti di materiale sanitario e di farmaci e per far fronte ai maggiori costi dovuti all'aumento delle misure di sicurezza a livello ospedaliero. Il mio cantone è stato particolarmente toccato; i costi per le prestazioni ospedaliere sono molto alti e se li assumerà il cantone, come in parte già sta facendo. Per il cantone sarà un fardello importante.
È vero, nel sistema sanitario e nel sistema ospedaliero ci sono dei compiti ripartiti chiaramente tra cantoni e Confederazione.
Qui siamo però in una situazione straordinaria di una crisi pandemica, e approfondire quanto richiesto dagli autori delle iniziative cantonali, secondo me, è un passo necessario che vi invito a fare. Come detto, approfondire la tematica ci permetterebbe di dire come la Confederazione potrebbe intervenire in maniera finanziaria. In occasione delle audizioni dei rappresentanti cantonali in commissione non ci è stato detto che devono essere assunti tutti i costi, ci è stato detto che bisognerebbe rivedere questa ripartizione dei conti.
Vi invito a sostenere queste iniziative cantonali.