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Storni Bruno · Nationalrat · 2021-12-16

Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2021-12-16

Wortprotokoll

La nuova legge federale sulle vie ciclabili ha quale scopo quanto definito all'articolo 1, cioè di stabilire i principi che cantoni e comuni devono rispettare nella pianificazione, nella realizzazione e nel mantenimento delle reti ciclabili. Per realizzare questo obiettivo ci sembra ovvio che la pianificazione, cioè l'ideazione delle vie ciclabili, richieda competenze specialistiche particolari, e ci sembra più che opportuno che la Confederazione e in particolare i cantoni chiamati dalla legge a pianificare le reti ciclabili e realizzarle, possano far capo ad organizzazioni private specializzate come descritto nell'articolo 10 e nell'articolo 16.

In Svizzera il coinvolgimento di organizzazioni private specializzate nella pianificazione di infrastrutture pubbliche è una [PAGE 2681] prassi consolidata. Cito ad esempio la Società svizzera degli ingegneri ed architetti (SIA) che definisce, sviluppa e gestisce praticamente tutte le norme in vigore nell'ingegneria civile, e nel contempo ingegneri ed architetti progettano infrastrutture pubbliche; idem per le norme in vigore nel settore delle infrastrutture e per i processi per la distribuzione di acqua potabile, del gas e delle acque reflue, elaborati e gestiti direttamente dalla Società svizzera delle industrie del gas e dell'acqua (SSIGA) che non è altro che l'associazione delle aziende che implementano e gestiscono queste infrastrutture e servizi nei nostri comuni.

Nello specifico della bicicletta, organizzazioni come[NB]Bikeable o Cyclomania oltre alle competenze generali nel contesto delle vie ciclabili, hanno sviluppato e dispongono di strumenti innovativi che rilevano i flussi e le abitudini dei ciclisti sulle nostre strade. Cantoni e comuni hanno tutto l'interesse a pianificare le vie ciclabili facendo capo alle informazioni e ai dati che queste dinamiche organizzazioni raccolgono.

A fronte della richiesta della minoranza Bregy di escludere questa possibilità, sottolineo che secondo la legge i cantoni possono far capo alle organizzazioni citate per la pianificazione. Non si capisce neanche l'altra modifica, quella del Consiglio degli Stati, che all'articolo 18 vuole escludere queste organizzazioni dal diritto di ricorso. Poter far capo a organizzazioni private specializzate nella pianificazione accresce di molto la qualità della pianificazione delle vie ciclabili e di conseguenza evita ricorsi che potrebbero proprio venire da queste organizzazioni che, come detto, hanno grandi competenze. Sia nell'articolo 10 con la minoranza Bregy sia - in misura minore - nell'articolo 18 con la versione del Consiglio degli Stati, queste organizzazioni verrebbero escluse.

Di conseguenza, il gruppo socialista è contrario sia alla minoranza Bregy che chiede di togliere la parola "pianificazione" nell'articolo 10 capoverso 1 come pure alla minoranza Bregy che chiede di stralciare la lettera b dell'articolo 16 capoverso[NB]1.

Per contro, il gruppo socialista sostiene la minoranza Pasquier all'articolo 18, "Legittimazione a ricorrere", che chiede di mantenere lo strumento del diritto di ricorso per le organizzazioni specializzate che il Consiglio degli Stati ha stralciato. I nostri motivi sono analoghi a quelli che ho esposto precedentemente contro la minoranza Bregy.

Concludo con l'invito a sostenere la minoranza Trede che all'articolo 19 capoverso 1 lettera a chiede un termine di tre anni per l'allestimento dei piani invece dei cinque proposti nella legge, e alla lettera b propone dieci anni per l'attuazione dei piani invece dei venti proposti nella legge. Secondo quanto proposto dal Consiglio federale, sommando pianificazione e attuazione si arriva a un quarto di secolo, e questo è decisamente troppo!

Il 23 settembre 2018 il 73 per cento dei votanti ha approvato il controprogetto all'iniziativa per la bici che chiedeva piste ciclabili sicure e di qualità in tutto il paese. Nel frattempo le vendite di biciclette e la domanda di spazi adeguati per ciclisti, pendolari e per il tempo libero hanno continuato a crescere. Non è più il momento per annacquare questa legge che contribuirà anche a ridurre il traffico motorizzato.