Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2022-03-10
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-03-10
Wortprotokoll
Questa mozione è stata presentata nel maggio 2020, eravamo nel pieno della crisi pandemica, una crisi a cui faranno seguito evidentemente anche dei problemi di tipo economico ed occupazionale. La mozione chiede che i soldi pubblici vadano impiegati principalmente in Svizzera per sostenere i cittadini e le aziende che si trovano e si troveranno in difficoltà, specie dopo la fine degli aiuti straordinari. Alla fine la situazione rischia di essere ancora peggiore oggi rispetto al maggio 2020. Sappiamo che il coronavirus non è sparito, c'è ancora; i contagi, le ospedalizzazioni, i pazienti in terapia intensiva e anche i morti sono tra l'altro addirittura aumentati negli ultimi giorni, verosimilmente anche a seguito dei vari carnevali. Però improvvisamente se ne parla molto meno, perché l'attenzione mediatica e anche politica è focalizzata chiaramente su un'altra crisi, sulla guerra in Ucraina; speriamo tutti che finisca presto.
Alle ripercussioni economiche della pandemia si aggiungeranno quelle dell'attuale conflitto che riguarderanno anche la Svizzera, sia per le misure che sono state prese nei confronti della Russia, che porteranno a delle controsanzioni - abbiamo sentito prima che anche la Svizzera è stata inserita nella lista nera del Cremlino -, sia per le conseguenze che un conflitto porta normalmente con sé. Abbiamo visto ad esempio [PAGE 335] la questione degli aumenti repentini dei costi del carburante, che avrà chiaramente delle ripercussioni sulle economie domestiche ma anche sulle aziende. Si è vista nei giorni scorsi un'impennata dei costi energetici - evidentemente non si sa dove andrà a finire. Questo significa che nei prossimi mesi ci saranno delle aziende in grandi difficoltà e si potrebbe anche arrivare a chiusure e fallimenti proprio a causa di questi costi ulteriori. Evidentemente la situazione non si presenta sotto gli aspetti migliori.
La richiesta avanzata con questa mozione è semplice: visto che ci attendono dei tempi difficili, i soldi pubblici, che sono poi i soldi dei cittadini elvetici, devono essere utilizzati sostanzialmente a beneficio dei cittadini elvetici. In più la Svizzera sarà chiamata a sostenere i profughi ucraini e i paesi in cui queste persone si trovano - in particolare i paesi dell'Europa dell'est - tramite aiuti sul posto.
Sarà oltretutto chiamata ad assumerne un certo numero - ancora non sappiamo quanti. Tutto questo comporterà naturalmente dei costi importanti. L'approvazione del contributo di coesione per l'Unione europea di 1,3 miliardi di franchi, come abbiamo visto, non sortisce certamente gli effetti sperati nella misura in cui Bruxelles continua a discriminare la Svizzera - pensiamo ad esempio ai programmi Horizon. L'UE pretenderebbe tra l'altro addirittura che questi pagamenti diventassero ricorrenti.
In Svizzera si trovano circa 50[NB]000 persone con lo statuto di ammissione provvisoria. L'accoglienza ai profughi in arrivo dall'Ucraina e l'aiuto sul posto ai paesi confinanti alla zona di guerra - aiuto che deve essere prioritario - chiederanno risorse al settore dell'asilo. Pertanto si impone che la situazione di chi è ammesso provvisoriamente in Svizzera venga verificata. In concreto occorrerà procedere anche a dei rimpatri, perché la scusa dei voli di rimpatrio annullati causa pandemia non regge più. La pandemia e il ritorno della guerra in Europa - in barba a chi sosteneva che in Europa non ci sarebbero state più guerre convenzionali - costituiscono due crisi epocali. Esse porteranno a modificare le priorità della politica, quindi evidentemente anche le priorità dell'utilizzo dei soldi pubblici. Se il mondo è cambiato, dobbiamo cambiare anche noi.
L'accoglienza di migranti economici che non scappano da nessuna guerra, l'immigrazione nello Stato sociale, i regali più o meno immotivati all'estero, tutte queste spese sono dei "lussi", che non ci possiamo più permettere, sono spese che vanno riviste. Alla luce della nuova situazione di crisi in cui ci troviamo - due crisi internazionali che si sommano una con l'altra, quella pandemica e quella della guerra - vanno prese tutte le misure del caso, reindirizzando in modo diverso le risorse. Come si dice a Roma, "non c'è trippa per gatti".
Vi invito ad accogliere questa mozione.