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Marchesi Piero · Nationalrat · 2022-06-07

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-06-07

Wortprotokoll

La mia iniziativa parlamentare chiede che la legge sulla cittadinanza svizzera e tutte le disposizioni necessarie siano modificate per permettere la privazione della nazionalità dei cittadini con doppia cittadinanza che commettono gravi crimini contro la vita e l'incolumità fisica.

Alcuni di voi potranno osservare che la possibilità già esiste. In parte questo è vero, ma l'articolo 30 dell'ordinanza sulla cittadinanza svizzera definisce che la revoca della cittadinanza svizzera è applicabile a chi danneggia gravemente gli interessi o la buona reputazione della Svizzera. Questo include crimini di guerra, estremismo violento e spionaggio. Al contrario, crimini come lo stupro o l'omicidio, secondo l'ordinanza, non possono portare alla privazione della nazionalità, neanche in caso di recidiva. L'iniziativa parlamentare chiede quindi di dare alla SEM la possibilità di decidere sulla privazione della cittadinanza svizzera in caso di un crimine grave contro la vita o l'incolumità fisica.

Perché questa proposta è una buona soluzione?

Il primo motivo è che la mozione Addor 19.3301, "Revoca sistematica della cittadinanza ai 'viaggiatori della jihad' con la doppia cittadinanza!", è stata respinta dal Consiglio nazionale con soli 95 voti contro 90. Questa mozione chiedeva la revoca automatica della cittadinanza Svizzera per gli jihadisti. La mia iniziativa parlamentare non prevede invece nessun automatismo ma vuole solo dare una possibilità in tal senso alla SEM.

Il secondo motivo è che il Consiglio federale ha risposto alla domanda Addor 19.5162 asserendo che il ritiro della nazionalità a uno svizzero non binazionale è impossibile. La mia nuova iniziativa parlamentare prevede invece l'attuazione di tale richiesta solo per i binazionali.

Il terzo motivo è che la mozione Romano 14.3705, "Revoca della nazionalità svizzera agli jihadisti con doppia cittadinanza", è stata adottata dal Consiglio nazionale ma respinta dal Consiglio degli Stati. Questa proposta mirava al ritiro della nazionalità per i cittadini con doppia cittadinanza che hanno combattuto nelle file di un esercito straniero o di un gruppo armato con motivazioni ideologiche. La mia proposta è dunque più generale e certamente non estrema.

Veniamo al quarto motivo: è naturale che reati gravi possano portare alla perdita della cittadina svizzera in alcuni casi, come la recidiva o atti particolarmente scioccanti.

Ciò attualmente è del tutto impossibile; vedi anche il parere del Consiglio federale sulla mozione Quadri 17.3284, "Ritiro della cittadinanza svizzera a naturalizzati che si sono macchiati di gravi crimini", che recita: "I reati contro la vita e l'integrità della persona, seppur riprovevoli, non pregiudicano gli interessi o la reputazione della Svizzera in misura tale da giustificare una revoca della cittadinanza. L'articolo 30 dell'ordinanza sulla cittadinanza ... che entrerà anch'essa in vigore il 1° gennaio 2018, precisa inoltre cosa s'intende per 'grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera'."

Il quinto motivo è che la nuova iniziativa parlamentare offre una possibilità proporzionata, previa decisione della SEM e dopo aver consultato il cantone interessato, di revocare la cittadinanza ad un cittadino con doppia cittadinanza colpevole di gravi crimini. C'è molto spazio dunque per la discrezionalità. Non è una proposta che crea un automatismo estremo.

La presente iniziativa parlamentare si propone quindi di correggere una lacuna evidente nel quadro giuridico pertinente e di rimediare a una disparità di trattamento delle persone a seconda del reato che hanno commesso, poiché esistono i reati gravi punibili con la perdita della cittadinanza e altri reati, altrettanto gravi o addirittura più gravi, per i quali non è prevista questa misura. Permette anche di rispettare meglio il testo costituzionale che prevede l'espulsione dei criminali stranieri, che, secondo i dati statistici, purtroppo non è applicato che in quattro casi su dieci. - Grazie per il vostro sostegno!