Gysin Greta · Nationalrat · 2022-12-12
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2022-12-12
Wortprotokoll
Non è la prima volta che, come Commissione delle istituzioni politiche e come Consiglio nazionale, ci occupiamo della questione della trasparenza delle deliberazioni commissionali. Oggi discutiamo l'iniziativa parlamentare Glarner che chiede di rendere pubblici i risultati delle votazioni in commissione. Dovrebbero invece rimanere confidenziali - lo ha detto nel suo intervento [PAGE 2288] anche l'autore dell'iniziativa parlamentare - tutte le deliberazioni e i documenti commissionali.
La commissione, che ha discusso l'iniziativa parlamentare Glarner il 2 settembre, raccomanda di non dare seguito all'iniziativa, con 18 voti contro 6, per i motivi che ora vi spiegherò.
Il lavoro commissionale è considerato essenziale per il buon funzionamento del Parlamento. È in quella sede che avvengono le discussioni e decisioni importanti, è in quella sede che si discute liberamente e in cui di tanto in tanto c'è chi cambia opinione, ed è in quella sede in cui si possono tessere più facilmente soluzioni di compromesso. In questo senso è importante evitare il rischio che il lavoro commissionale si appiattisca e diventi anch'esso un palcoscenico per parlare più con l'elettorato e con i media che non con i colleghi e le colleghe. Il rischio a mente della maggioranza commissionale è che le discussioni in commissione assomiglino sempre più a quelle del Consiglio nazionale, dove pochi approfondiscono gli oggetti in discussione, quasi nessuno ascolta e ogni tanto quasi nessuno è in aula, come ad esempio adesso. Chi parla dal pulpito lo fa più per il verbale che non per la discussione parlamentare.
La pubblicazione delle votazioni sotto forma di elenchi nominativi, come richiesto nell'iniziativa parlamentare Glarner, limiterebbe il margine di manovra di chi fa parte della commissione. D'altra parte, pubblicare i risultati delle votazioni senza pubblicare anche tutte le proposte in votazione, le proposte di emendamenti nonché le mozioni d'ordine non avrebbe molto senso. Questo però minerebbe la segretezza delle deliberazioni commissionali. In aggiunta a ciò, pubblicare i risultati delle votazioni senza accompagnarli con le riflessioni che hanno portato all'una o l'altra posizione pure non avrebbe molto senso. Andrebbero semmai resi pubblici anche i verbali delle discussioni.
Insomma, il pregiudizio alla segretezza delle deliberazioni commissionali è più grande di quanto l'iniziativa e la minoranza che la sostiene lascino intendere.
Da ultimo va anche detto che una certa trasparenza sulle varie posizioni assunte in commissione è data già oggi. I nomi di chi sottoscrive una proposta di minoranza sono visibili anche nei rapporti commissionali o nei paragrammi. Incrociando questi nomi con i risultati delle votazioni che si rendono pubblici è possibile risalire alla composizione della maggioranza o della minoranza. Questa trasparenza è ritenuta sufficiente dalla maggioranza commissionale perché non mette a repentaglio la libertà di esprimersi e dunque in definitiva la qualità delle discussioni commissionali.
Con queste considerazioni la maggioranza commissionale, con 18 voti contro 6, vi raccomanda di respingere l'iniziativa parlamentare Glarner.