Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-03-16
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-03-16
Wortprotokoll
L'Accordo sulla libera circolazione delle persone ha generato per il canton Ticino una serie di effetti negativi oramai noti a tutti, e non solo durante la pandemia, momento che ha ispirato questa mozione. Anche in seguito, i dati confermano che il problema per il canton Ticino rimane strutturale e non è puntuale. Cercherò ora di presentarvi alcuni dati provenienti dall'Ufficio di statistica ticinese che possano portarvi a prendere la giusta decisione al momento di esprimervi sulla mia mozione.
I lavoratori frontalieri, che erano 32[NB]000 nel 2002, hanno raggiunto l'impressionante cifra di 78[NB]000 unità a fine 2022. Se l'aumento è stato moderato nel settore primario e nel secondario, passando rispettivamente da 260 a 680 e da 18[NB]000 a 25[NB]000 unità, dunque di poco più di 7000 unità per i due settori, è nel terziario che si è registrata la vera esplosione: da 14[NB]000 a 52[NB]000 unità. L'85 per cento dell'aumento del numero di frontalieri è avvenuto nei settori nei quali i residenti sono formati e vogliono lavorare.
Nel 2021, il numero di lavoratori stranieri, che rappresentano il 52 per cento, ha superato quello dei lavoratori svizzeri, che si attesta al 48 per cento. Il tasso di disoccupazione ILO medio nel 2022 in Svizzera era del 4,2 per cento. In Ticino raggiungeva il 7,6 per cento, quasi il doppio. Il tasso di povertà in Svizzera è del 15 per cento, in Ticino del 25 per cento. Il salario mediano in Ticino è di quasi il 20 per cento inferiore a quello nazionale, quasi l'11 per cento, considerando solo quello dei ticinesi senza conteggiare i frontalieri. La crescita dei salari nel mio cantone ristagna per i profili[NB]medio[NB]alti;[NB]per[NB]i[NB]diplomati superiori il salario è addirittura diminuito.
I costi sociali nel canton Ticino sono aumentati da 880 milioni di franchi nel 2021 a 1132 milioni nel 2023. Ogni anno più di 800 giovani lasciano il Ticino per recarsi, o forse dovrei dire scappare, Oltralpe per trovarsi un lavoro rimunerato dignitosamente.
Sui dati credo vi sia ben poco da aggiungere. Il canton Ticino da oramai un ventennio, cioè da quando l'Accordo sulla libera circolazione delle persone è entrato in vigore, ha vissuto un costante declino delle condizioni sul mercato del lavoro, che sfocia in problemi sociali con conseguenze che rendono il nostro cantone sempre meno attrattivo per i nostri giovani, che cercano altrove dove poter vivere, lavorare, costruirsi un futuro e mettere su famiglia.
In sintesi, stiamo contribuendo a staccare economicamente e socialmente il Ticino dal resto della Svizzera.
Il popolo ticinese ha lanciato a più riprese un grido d'aiuto. Lo ha fatto approvando l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" nel 2014, vedendo in questa proposta una soluzione all'immigrazione senza controllo prescritta dalla libera circolazione, e lo ha fatto pure nel 2016, approvando l'iniziativa popolare "Prima i nostri" che riprendeva i concetti dell'iniziativa nazionale, ma con una declinazione cantonale.
Con la mia mozione, non chiedo l'abolizione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone, non chiedo nemmeno di buttare all'aria il tavolo delle negoziazioni con Bruxelles. Propongo semplicemente di attivare l'articolo 14 dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone che recita: "In caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale, il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una delle parti contraenti, al fine di esaminare le misure adeguate per porre rimedio alla situazione."
Quello che vi chiedo oggi è di applicare gli accordi internazionali, di sfruttare il margine di manovra da essi concesso, per provare a dare una soluzione a una regione periferica della Svizzera che, dati alla mano, soffre più di altri gli effetti negativi della libera circolazione.
Cosa potrebbe succedere se approvassimo questa mozione? Faremmo un passo nella giusta direzione. Indurremmo il Consiglio federale a convocare il Comitato misto Svizzera-UE, dove verrebbero esposte le motivazioni oggettive della mia mozione. L'esito di questa riunione è difficile da prevedere, ma è vero che se non si convoca il Comitato misto, mai risolveremo il problema degli effetti della libera circolazione nel canton Ticino.
Il popolo ticinese, a più riprese, ha chiesto un aiuto alla politica federale, che oggi può dimostrare di rispondere presente, con tutte le difficoltà del caso e non le nego. Ma sarebbe un passo nella giusta direzione per riavvicinare il Ticino al resto della Svizzera.
A nome del popolo ticinese, o quanto meno di una larga maggioranza, vi ringrazio per il sostegno a questa mozione.